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Scritto da FIMBULVETR   
lunedě 31 gennaio 2005

Salve ragazzi presentatevi ai lettori di Metal Zone. Chi siete e come vi siete formati?
La nascita degli Znort! Risale al 2002, quando il sottoscritto Aldo Moriani (voce) e Gio Martinello (chitarra)decidono di avviare con Keivan Noamouz (basso) un nuovo progetto,dopo lo scioglimento degli Ematoma (r.i.p.).Segue un lungo lavoro in studio di ricerca dei suoni e di sperimentazione con le drum machine, che porta all’uscita del cd “200 bpm”,nel 2004 entra a far parte degli Znort! Emanuele Taddei (batteria), riesce ad integrarsi immediatamente con il gruppo che ritrova subito la sua dimensione live.

Il vostro nome è un omaggio a un fumetto degli anni 80, siete degli appassionati di fumetti o è stata una scelta casuale?
Semplicemente pensavamo ad un nome che avesse un suono piu’ che un significato preciso,un giorno,da chissa’ quale reminescenza adolescenziale mi sono ricordato di Ranx Xerox e dell’impatto violento che avevano le sue strisce su’ chi le leggeva (consideriamo che stiamo parlando degli anni ’80 e che certe cose non erano facilmente digeribili,violenza gratuita,cinismo esasperato,bestemmie ecc.) sono andato a recuperare un vecchio fumetto e l’ho portato a Gio e Keivan. Per tutti è stata una folgorazione,il grugnito di rabbia di Ranx, appunto “Znort!” era perfetto, rispecchiava perfettamente il nostro approccio con la musica. E’ stato cosi’che abbiamo deciso di rendere omaggio ai grandi autori che hanno inventato o lavorato con Ranx Xerox, (Tanino Liberatore,Stefano Tamburini,Andrea Pazienza ecc.)

Ascoltando il vostro ultimo lavoro “200 bpm” ho notato una ricercatezza unica a livello compositivo soprattutto per quello che riguarda i testi, come nascono le vostre canzoni? E’ un lavoro di gruppo ho c’è un “leader” che butta giù delle idee e gli altri ci lavorano sopra?

Negli Znort! Non esistono leader, ognuno di noi ha delle caratteristiche che vanno a completare un mosaico in cui tutti mettono il loro pezzo. Un brano può nascere in vari modi, da un giro di chitarra, da un ritmo di batteria o da qualcosa di scritto che ci va’ di musicare, lo sgrossiamo in sala prove, dove tentiamo di dargli una struttura e un carattere, per poi registrarlo e lavorarci in regia. Qui inizia un lavoro di ascolto e di sperimentazione che a volte può portare allo stravolgimento dello stesso brano.

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Altra vostra particolarità, oltre ai testi, è la voglia di sperimentare soprattutto con l’uso dell’elettronica. Questo sarà un vostro marchio di fabbrica o una scelta momentanea e il vostro prossimo lavoro sarà meno “sperimentale”?
Siamo molto affascinati dalla sperimentazione elettronica e dalla possibilità di inglobarla nei nostri suoni elettrici. In “200 bpm” sono presenti delle drum machine, mentre il prossimo lavoro sarà suonato da Emanuele Taddei, quindi qualcosa cambierà sicuramente nel sound, ma la voglia di usare dei suoni elettronici credo che rimarrà una nostra caratteristica.

Nei vostri testi c’è molta rabbia, soprattutto in “Firenze 1985”, come mai?
Per quanto riguarda i testi vale una sola regola! Parlare di tutto quello che vogliamo, senza porsi il problema se quello che scriviamo è commerciabile o ben digeribile da tutti. Amiamo fotografare quello che ci circonda e quello che sentiamo nel modo più schietto e spietato possibile, amiamo le verità, anche quelle più dolorose. ”Firenze 1985” è un flashback di 20 anni fa’, in un momento storico in cui ti guardavi intorno e non c’era veramente niente, gli unici posti di aggregazione giovanile erano squallidi bar dove passare il tempo a giocare a flipper o a space invaders ( stavano appena nascendo le prime esperienze di occupazione e autogestione), oppure il mondo della droga, inondato d’eroina per sopire anche gli ultimi rigurgiti di una coscienza politica figlia degli anni ’70. Citerò una frase da “Polvere Fastidiosa”(INDIGESTI) per riassumere il concetto: “…noi siamo polvere negli occhi di chi ci guarda,solo polvere fastidiosa tra le labbra di chi ci ferisce.”

C’è qualche gruppo che vi ha influenzato maggiormente e quali sono le vostre preferenze musicali?
Abbiamo età e culture musicali diverse, possiamo dire che esiste un comune denominatore, la passione per la musica più dura, parlando di cose più o meno recenti, la scena brasiliana (Sepultura,Ratos de Porao,Soulfly ecc…) a quella Newyorkese (Agnosti Front,Biohazard,ecc.) per poi passare a cose più estreme tipo Cannibal Corpse, Meshuggah o alcuni progetti di Techno-core.

Adesso a distanza di qualche mese dall’uscita di “200 bpm”, che ne pensate del vostro lavoro, ne siete soddisfatti?
“200 bpm” è un lavoro sorprendente è nato in maniera molto sperimentale,senza avere la presunzione di diventare un disco, poi più che andavamo avanti con il lavoro e più ci piaceva. Alla fine della pre-produzione abbiamo fatto sentire il materiale al nostro fonico Alessandro Maffei che è rimasto entusiasta e ci ha subito incoraggiato a completare il lavoro. Siamo tornati in studio con lui e abbiamo cominciato a lavorare al mixaggio. Grazie anche ad Alessandro il risultato finale ci piace molto, anche se sappiamo di poter fare di meglio. 

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Come è stato accolto dalla critica, ma soprattutto dai vostri fans?

La critica ha molto apprezzato il nostro lavoro, oltre ogni aspettativa, anzi direi che alcune recensioni ci sono servite per capire certe cose che avevano bisogno di un riscontro esterno, quindi un momento di crescita che ci ha reso più consapevoli dei nostri mezzi e dei nostri limiti. Per quanto riguarda i fans, Znort! È un progetto nuovo e difficilmente paragonabile ai lavori precedenti fatti sotto la bandiera Ematoma che avevano un taglio totalmente diverso, quindi tutto da rifare, vi aspettiamo!

Durante i vostri concerti come è la reazione del pubblico?
Come ho detto prima Znort! È un progetto nuovo,quindi non abbiamo avuto molte occasioni per far vedere quello che sappiamo fare dal vivo, direi che però, dopo un primo momento di smarrimento dovuto alla curiosità di sentire un cantato in italiano su un tipo di sound solitamente cantato in inglese, si lasciano velocemente trasportare dal pogo o al dondolio della testa.

Come giudicate la scena musicale italiana, soprattutto quella underground?
Ci sono veramente tanti gruppi che meritano nel sottobosco italiano, ma purtroppo non è facile farsi ascoltare con attenzione e c’è anche tanta merda che cavalca la moda del momento o scimmiotta i gruppi famosi, dimenticandosi delle proprie radici. Purtroppo è un fatto consolidato che l’Italia sia un pessimo posto per chi fa musica, quindi niente di nuovo. Noi, per quanto ci riguarda, ce ne freghiamo e continuiamo a fare quello in cui crediamo.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?
Stiamo lavorando in sala prove alla stesura di nuovi brani,e cerchiamo di suonare a giro per promuovere “200bpm”. Il progetto più imminente è la produzione di un video che stiamo cercando di realizzare.

Vi ringrazio per la vostra disponibilità e lascio a voi la conclusione dell’intervista.

Premetto che non è una leccata di culo, ma voglio spendere le ultime parole di questa intervista per ringraziare Metal-Zone e Gianfranco Belisario per l’attenzione e la bellissima recensione di “200 bpm”. Per noi, una considerazione cosi’ positiva nei nostri confronti, ha un enorme importanza perchè premia un lungo e duro lavoro. Grazie a Tutti! Znort!

 

Ultimo aggiornamento ( lunedě 18 agosto 2008 )
 
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