RISPONDE
ALL'INTERVISTA: Lucio, Enrico e Paolo
Salve volete presentarvi ai lettori
di Metal Zone? Chi sono e come nascono i Wicked Minds?
WM:
I Wicked Minds sono attivi dal 1987. Lucio (Chitarra), Enrico (Basso) e
Andrea (Batteria), dopo il primo periodo speso all’insegna del power
thrash, nei primi anni novanta si sono avvicinati al suono seventies
(Zeppelin, Hendrix, Black Sabbath) e alla psichedelia, pubblicando
diverse demotapes e un album per W-Records nel 1999. Nel 2000, con
l’ingresso di Paolo e del suo Hammond, il sound della band è diventato
più progressivo ed ha portato all’album “Crazy Technicolor Delirium
Garden”, pubblicato sempre dalla W-Records in vinile a tiratura
limitata. Questo disco ci ha permesso di entrare in contatto con Black
Widow (la nostra attuale etichetta) e con il nuovo cantante J.C. (prima
era Lucio ad occuparsi delle linee melodiche) e il frutto di questi
incontri è rappresentato dall’ultimo disco “From the purple skies”, del
2004.
Come è stato accolto il
vostro ultimo lavoro “From the purple skies” dalla stampa specializzata
e dalle webzine?
WM:
beh, il disco è stato recensito ottimamente in tutto il mondo, non ci
saremmo mai aspettati una reazione del genere! È stato impressionante,
nei mesi successivi all’uscita, vedere, ogni giorno, arrivare richieste
per interviste e recensioni da tutta Europa e praticamente da ogni
continente…non sto esagerando, dopo un anno dall’uscita del disco ancora
escono nuove review e il disco sembra non perdere interesse! È una cosa
che davvero ci colpisce e ci rende molto orgogliosi! Per chi fosse
interessato tutte le recensioni e le interviste sono pubblicate sul
nostro blog wickedmindsunofficial.blogspot.com
A distanza di circa un anno
dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che non vi
ha soddisfatto appieno? In pratica suona come volevate?
WM:
a livello di sound riteniamo di aver fatto un buon lavoro ma abbiamo la
consapevolezza di potere e di volere fare meglio. La stessa cosa si può
dire per i brani del disco…siamo molto legati a FTPS perché ha
rappresentato il punto di arrivo di circa tre anni di lavoro, e sentiamo
i pezzi presenti sul disco come una parte di noi! Ancora adesso è un
disco che ci capita di ascoltare e che ci trasmette ottime sensazioni.
Ovviamente però, a distanza di un anno dalla pubblicazione, pensiamo che
la nostra vena compositiva sia cresciuta e certe scelte musicali oggi
sarebbero diverse. I brani del nuovo album, a cui stiamo lavorando, sono
lo sviluppo di quello che in FTPS sentiamo ancora a livello embrionale…
Ci raccontate la nascite di un
vostro brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e in
sala prove ci lavorate sopra?
WM: dipende! In generale la
composizione parte da un’idea di Paolo o di Lucio e viene sviluppata poi
da tutta la band. Ma spesso le idee nascono suonando insieme, dalle
improvvisazioni…registriamo tutte le nostre prove e poi, riascoltandole,
scegliamo alcuni episodi che ci sembrano più validi e andiamo
successivamente a svilupparli. Ogni canzone nasce un pezzetto alla
volta, siamo soliti provare diversi arrangiamenti, incastrare diverse
parti, fino a quando il brano non ci da l’emozione che sentiamo
definitiva, a quel punto tiriamo un sospiro di sollievo a cerchiamo di
concentrarci sulle rifiniture…insomma, è un lavoro corale dove ognuno di
noi trova il proprio spazio.
Ci sono voluti quindici anni per un
full lenght "Crazy technicolor delirium garden", cosa vi ha dato la
forza per “resistere” tutto questo tempo? Il solo amore per la musica o
che altro?
WM:
Prima di CTDG c’era stata la pubblicazione di “Return to Uranus”, sempre
per la W-Records nel 1999, ma questo cambia poco le cose
effettivamente…sono stati anni lunghi in cui ci sono state piccole e
grandi soddisfazioni, quando ci sei in mezzo ti accorgi poco che sono
passati già 15 anni!! Ma in generale è stata proprio la voglia di stare
insieme e il nostro grande amore per la musica a permetterci di andare
avanti…in fondo suonare è la nostra passione, per molti aspetti è la
nostra vita, e senza questo nessuno di noi potrebbe dirsi felice. In più
il fatto di fare musica originale, in fondo di fare quello che più ci
piace senza mezzi termini, ci ha aiutato molto…
Come gruppo avete
attraversato quasi venti anni di storia musicale, che differenze trovate
ad oggi, in meglio o in peggio, rispetto a quando avete iniziato a
suonare?
Lucio, Enrico:
ci sono molte differenze, le mode sono cambiate, arrivate e passate, è
cambiata la composizione del pubblico che va a sentire i concerti ed è
cambiata la mentalità dei gestori dei locali, oggi è difficile proporre
musica originale, le cover band sembrano essere le uniche cose che
attirano gente…ma lo spirito non è cambiato, eravamo in giro a
divertirci allora e siamo qui ancora adesso, i cambiamenti sono stati
radicali ma il giocattolo è sempre lo stesso!
Il vostro album è molto di
purpleiana memoria, sia per le sonorità, che per il packaging e anche
voi in qualche foto apparite molto simili ai Deep Purple Mark III, sono
i vostri maggiori ispiratori?
WM:
I Deep Purple sono una delle nostre band preferite ma assolutamente non
l’unica e non la fondamentale…il fatto che molti ci associno a loro
penso sia dovuto alla presenza dell’Hammond, ma nella nostra musica si
possono trovare un sacco di cose che i Purple non avrebbero mai messo!
Siamo tutti collezionisti e appassionati di musica e quindi le nostre
ispirazioni arrivano da generi e da periodi disparati…dal prog italiano
alla psichedelia, dal blues-rock americano e inglese all’hard di inizio
settanta, dai gruppi kraut tedeschi all’elettronica degli anni
settanta…insomma c’è veramente di tutto nella nostra musica ma il
risultato resta sempre originale…nelle nostre canzoni puoi trovare
riferimenti e citazioni a moltissime band ma da vicino non ricordiamo
nessuno dei gruppi a cui ci ispiriamo…diciamo che la musica che amiamo e
che ascoltiamo ci scorre veramente nelle vene, ne siamo così pieni da
poterla rimescolare.
Che cosa vi ispira nella stesura
dei vostri testi? La televisione, i giornali o che cosa?
Lucio:
i testi dei pezzi sono scritti da me e da J.C. e sono parte integrante
della musica…i testi non parlano dei temi attuali ma descrivono per
immagini quello che la musica ci trasmette. Sono, in generale, un
aspetto secondario rispetto alle parti strumentali, e prendono vita
dall’atmosfera del pezzo, dalle emozioni che questo mi trasmette.
Quale musica ascoltate nella
vita di tutti i giorni?
WM:
ognuno di noi ha dei generi preferiti e ascoltiamo molte cose diverse.
In generale la nostra grande passione è l’underground prog e hard di
fine sessanta e primi settanta, ma ascoltiamo anche gruppi di oggi come
Jamiroquai, Beck, Lenny Kravitz, Joss Stone, Queen of the Stone Age e
molti altri…la maggior parte dei nostri ascolti riguarda gruppi
seventies, sconosciuti o quasi, siamo sempre a caccia di rarità…mentre
rispondiamo a questa intervista stiamo sentendo “Flea on the honey” un
gruppo prog italiano dei primi settanta…basta come prova? J
Come giudicate la scena
musicale underground della vostra regione e quella italiana in generale?
WM:
la realtà musicale italiana è molto attiva nel sottobosco, ci sono
davvero un sacco di gruppi in giro, alcuni anche molto bravi…il problema
è che ci sono pochi sbocchi! In ogni caso l’Italia è piena di persone
che si sbattono per promuovere la musica che amano a dispetto
dell’indifferenza delle grandi etichette, e questo ci sembra un motivo
di orgoglio. Purtroppo, rispetto a paesi europei come la Spagna,
l’Inghilterra o la Germania siamo ancora un po’ indietro, sia come
infrastrutture musicali (penso ai grandi centri che si possono trovare a
Londra) che come idee…ma forse è un discorso un po’ troppo vasto…
Avete pubblicato “From the purple
skies” con un etichetta, la Black Widow, dedita per lo più a un metal
estremo, come mai?
WM:
i ragazzi di Black Widow sono dei grandi collezionisti ed esperti di
musica e tra le loro produzioni c’è materiale molto eterogeneo, basti
pensare a gruppi come Standarte, Areknames, L’Impero delle ombre e
altri…noi siamo un mix di prog e di hard e per questo siamo un gruppo
che interessa all’etichetta genovese…per noi è stato un grandissimo
risultato riuscire a lavorare con loro, sono davvero un’ottima etichetta
e ci hanno permesso di arrivare dove non saremmo mai potuti arrivare con
altre etichette. In più sono sempre stati disponibili nei nostri
confronti e ci hanno aiutato già in passato…beh insomma era con loro che
noi volevamo fare il disco e per fortuna a loro il materiale è piaciuto!
I Wicked Minds e la
tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in
mp3?
WM:
favorevoli, estremamente favorevoli……prima parlavamo di Flea on the
honey….beh, l’abbiamo scaricato!!!!!!! J
I Wicked Minds e i concerti:
come vi trovate nella dimensione live?
WM:
la dimensione live è quella che ci è più congeniale…nel live abbiamo
l’opportunità di improvvisare, di giocare con i pezzi, a volte
stravolgendoli…insomma siamo un gruppo molto passionale dal vivo e
tendiamo a lasciarci molto trasportare da quello che suoniamo. In studio
cerchiamo di ricreare lo stesso ambiente, suonando tutti insieme in
stanze molto grandi e cercando di ottenere già in fase di ripresa un
suono il più vicino possibile al risultato che abbiamo in mente…conta
che l’ultima traccia del disco, Retur to Uranus, è stata per metà
improvvisata nello studio di registrazione…è una cosa che adoriamo!!!
Perché Wicked Minds?
WM:
…………..perchè no?
Da chi è stata realizzata la
copertina di “From the purple skies”?
Paolo: la copertina è opera mia. Avevo già realizzato quella di Crazy
Technicolor Delirium Garden e ho voluto fare anche questa, la ragazza in
copertina è la mia ragazza!
Progetti per il futuro?
WM:
stiamo finendo di lavorare alle tracce del nuovo album e in novembre
saremo in studio a registrare…speriamo che per i primi del 2006 l’album
sia disponibile ma è ancora presto per fare previsioni. In più abbiamo
qualche concerto in Italia e in Svizzera, tanto per tenerci in
allenamento!
Siamo in conclusione
dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la
parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
WM:
per prima cosa un grandissimo ringraziamento a te per l’intervista, per
la disponibilità e per la pazienza!!! Grazie a tutte le persone che in
questi mesi ci hanno mandato messaggi e hanno ascoltato il disco…veniteci
a trovare su www.wickedminds.net
, vi aspettiamo a qualche live!!
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