Home Page arrow Interviste arrow SINE LUCE
SINE LUCE PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 3
ScarsoOttimo 
Scritto da ABADDON   
martedě 14 luglio 2009
Intervista con Alessandro, mente della one-man band "Sine Luce", dalla Sardegna.

Come è nato Sine Luce? Ovvero, quali sono state le cause fondamentali per la formazione di questo progetto?
Sine Luce nasce superando svariati tentativi di aborto e complicazioni di ogni genere. La sua gestazione è stata particolarmente lunga e ricca di eventi che hanno rafforzato le intenzioni per intraprendere un simile percorso; nonostante ciò è un progetto che nasce prematuro e che passo dopo passo cerca una sua definizione, un suo arrichimento, un completamento.
Sono arrivato a creare tutto ciò per dare sfogo, liberare e capire meglio alcune parti me, per separare eventi e collegarne altri, per dare forma alle emozioni e voce al silenzio.

A cosa ti ispiri per scrivere i testi? Hai tematiche particolari su cui lavorare o ti affidi semplicemente all'istinto e l'estro?
Per scrivere i testi ho sempre preso spunto dalla vita di ogni giorno e da tutto ciò che mi circonda, dalle mie sensazioni, dalle mie percezioni e quindi dai miei vissuti, dalle mie esperienze.
Non mi prefiggo mai tematiche su cui focalizzare la composizione dei testi, mi affido a quello che l’istinto e la necessità in quel dato momento mi spingono a scrivere.

Finora hai autopubblicato 3 cd, in particolare due demo ed un album; ti occupi di Sine Luce sotto ogni aspetto [artwork, Musica, testi, ecc] salvo le parti suonate da Stefano. Come è portare avanti un progetto del genere praticamente da solo?
Essendo Sine Luce una one-man band, mi occupo da solo di ogni aspetto, dai testi alla composizione della musica, dalle voci alla programmazione della drum-machine, dalla registrazione di tutti gli strumenti al mixaggio, alla produzione, all’elaborazione della grafica, fino alla distribuzione.
Gestire tutto ciò da solo non è sempre facile e richiede sicuramente tempo, dedizione e costanza.

Il tuo primo cd  “...Sine Luce” e il successivo “L'Ombra Dell'Apparenza”, che personalmente ho apprezzato molto, quali commenti e giudizi hanno ricevuto?
Per il primo demo “...Sine Luce” ho ricevuto in generale, nei commenti di conoscenti e nelle recensioni, diversi pareri. Da una parte c’era chi vedeva compromesso il contenuto della demo a causa della registrazione scadente, caotica e disturbata, dell’utilizzo della drum-machine e di certe scelte relative a suoni ed effetti; dall’altra parte c’è stato invece chi fregandosene della qualità della registrazione, ha cercato di affrontare l’ascolto trovando un lavoro ancora immaturo ma ricco di spunti validi e variegato al suo interno, segnalandomi inoltre l’apprezzamento delle liriche e dell’atmosfera generale del lavoro.
Tirando le somme, per “...Sine Luce” posso dire che il feedback è stato comunque soddisfacente. Le critiche sono state importanti per migliorare quegli aspetti che realmente andavano rivisti.
Per “L’Ombra dell’Apparenza” ho riscontrato, a parte qualche caso, un’accoglienza davvero positiva, devo dire oltre le mie aspettative. E’ stata apprezzata la musica e sottolineata la particolarità del concept che si sviluppa intorno alle liriche di questa demo. Anche per questo lavoro c’è stata qualche persona a cui non è piaciuta la registrazione, la scelta dei suoni e l’uso della drum-machine, ma per la maggior parte è stato un generale passo in avanti rispetto al precedente “...Sine Luce”. 

Quanto tempo hai impiegato per preparare “L'Illusione di Esistere”? Intendendo lo sviluppo di Musica, testi, grafica.
Per quanto riguarda la composizione della musica, dei testi ed il lavoro sugli arrangiamenti, ho impiegato circa un anno.
Per la grafica e quindi per la scelta dei temi da inserire nel cd, ho atteso di avere pronte le canzoni ed i testi, in modo da trovare qualcosa di concettualmente affine e rappresentativo dell’intero lavoro. Dopo una serie di indecisoni, dubbi e difficoltà, la scelta è ricaduta su alcuni miei scatti fotografici fatti all’interno di un vecchio edificio industriale dismesso e distrutto dalle fiamme.   
Il lavoro di registrazione, di mixaggio e di produzione ha richiesto circa tre o quattro mesi.

Stefano ha partecipato in diversi brani, com'è stato lavorare con lui? Come è nata la vostra collaborazione?
Durante il periodo in cui stavo componendo i pezzi per l’album, Stefano mi fece sentire alcune sue idee per certi versi lontane stilisticamente dalle cose che stavo facendo, ma non sò come fortemente compatibili. Proposi di confrontare e fondere le nostre idee per vedere cosa poteva uscirne di buono; quindi iniziai subito a lavorare su alcuni suoi pezzi che nel giro di qualche mese presero forma, definendosi sempre più, fino a giungere al loro completamento definitivo.
La collaborazione è stata positiva e produttiva, sicuramente catalizzatrice nel processo compositivo.   
    
“L'Illusione di Esistere”, così come i lavori che lo hanno preceduto, presenta fin da subito melodie cupe, angoscianti, oltre ai testi e la voce che presentano molti caratteri tipici. A quali correnti musicali o artisti ti sei ispirato?
Non mi ispiro esplicitamente ad un particolare artista o ad un genere specifico, piuttosto posso prendere spunto da tutto quello che ho sempre ascoltato e apprezzato. Quindi tutto può aver influenzato direttamente o indirettamente un mio pezzo, da una lenta ballata ad un delirante rock psichedelico, da un brano di musica classica ad una cervellotica nenia industrial, da un marcio riff punk ad un più ricercato alternative rock, dalla dark wave fino a giungere al metal in alcune sue espressioni. 

Hai avuto altre esperienze musicali oltre Sine Luce?
Ho avuto in passato qualche breve e sporadica esperienza con alcuni gruppi di generi differenti tra loro,  comuque non affini con quello che faccio con Sine Luce.

Qualche domanda un po' più personale: in che modo ti sei avvicinato al genere di Musica che ascolti e che produci?
Da ragazzino mi sono avvicinato al black metal grazie alla curiosità che mi spingeva a cercare di capire cosa poteva offrirmi un genere di cui talvolta sentivo parlare ma che ancora non conoscevo. Grazie alla conoscenza di alcune persone e alla ricerca attraverso letture di zine del settore e quant’altro, arrivai ben presto a conoscere alcune bands e a farmi un idea di ciò che poteva realmente interessarmi, quindi iniziai a dedicare il mio tempo per approfondire sempre più gli ascolti e le nuove conoscenze.   

C'è una buona scena musicale nelle tue zone?

In Sardegna non mancano i gruppi validi e di qualità, purtroppo mancano le piccole etichette underground disposte a dare visibilità e sostegno o persone e locali disposti ad organizzare eventi. Quindi non penso si possa parlare di scena ma piuttosto di una manciata di gruppi sparsi per l’isola che cercano a stento di portare avanti la loro musica.  

Hai già in mente un nuovo cd con Sine Luce?
E’ ancora troppo presto per parlare di un nuovo cd! Stò iniziando ad abbozzare qualche riff ma ci vorrà un bel pò di tempo prima di avere qualche cosa di nuovo.

Siamo giunti alla fine, a te l'ultima parola; hai qualche ulteriore cosa da dire?
Concludo ringraziandoti per questa intervista e invitando i lettori interessati a visitare il sito web http://myspace.com/sineluce . Alla prossima.

Grazie ad Alessandro per la partecipazione.

Abaddòn
Ultimo aggiornamento ( martedě 14 luglio 2009 )
 
< Prec.   Pros. >