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Risponde: ANTONIO
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I Rainoise sono
una band calabrese dedita ad un massiccio thrash/death, e sono autori di
un demo omonimo di buonissimo livello. Quella che segue è l’intervista
realizzata con Antonio, chitarrista del gruppo, che ci parla del demo,
di tutte le difficoltà e gli sbattimenti che i gruppi emergenti devono
affrontare e della grande passione per la musica, che dà la forza per
andare avanti nonostante tutto.
Ciao Antonio! Vuoi presentare i Rainoise ai lettori di Metal Zone?
Quando vi siete formati e da chi è composto il gruppo?
Ciao Luca.
I Rainoise nascono dalla passione per la musica di 4 studenti
universitari provenienti da 4 luoghi diversi della Calabria che non si
conoscevano prima di andare a studiare a Cosenza. Ognuno di noi ha
suonato con altri gruppi ma ciò che ha funzionato nella stabilità
definitiva della line-up è l’amicizia che ci lega. Da due anni abitiamo
insieme quindi non siamo solo un gruppo di musicisti ma prima di tutto
amici. I Rainoise sono: Ciccio Lampasi (voce e batteria), Peppe Laria
(basso), Ernesto Rubino (chitarra e backing vocals) e io Antonio De
Simone (chitarra e backing vocals). Insieme facciamo di tutto,
organizziamo un sacco di feste e siamo più famosi per il bordello che
facciamo, che come musicisti ahaha…
Finora, la vostra unica uscita è un demo, “Rainoise”: a distanza di 2
anni, come consideri quel lavoro a mente fredda ed alla luce della tua
attuale esperienza? Com’è stato accolto dalle riviste specializzate?
All’epoca in cui abbiamo composto i pezzi ognuno di noi aveva gusti
musicali molto diversi l’uno dall’altro. E’ stato difficile comporre
pezzi che ognuno dei componenti del gruppo avrebbe suonato con passione
in sede live. Nonostante le molteplici divergenze iniziali, il cd che
abbiamo registrato è il risultato di ciò che ci accomunava e che ci
piaceva suonare. E’ ovvio che ci siamo evoluti durante questo tempo e le
nostre composizioni ora guardano altri orizzonti. Per quanto riguarda la
registrazione, a distanza di tempo, non siamo più pienamente soddisfatti
dei suoni che abbiamo utilizzato, ma pur essendo un lavoro prodotto in
casa e con pochi mezzi, penso che la pulizia del suono, il missaggio e
l’equalizzazione delle tracce che ha realizzato Ciccio, siano di buona
qualità e ci hanno portato via più tempo della registrazione stessa.
L’accoglienza che ci hanno riservato la maggior parte dei siti e delle
riviste è stata veramente al di sopra delle nostre aspettative. Siamo
rimasti soddisfatti e anche le critiche che ci sono state rivolte sono
state molto costruttive e ci hanno fatto migliorare nel nostro modo di
concepire i pezzi.
Parlando del demo, è inevitabile non rilevare come una fonte di
ispirazione per voi siano i Metallica dei primi 4 album: una forte
influenza si nota nel vostro gusto per gli assoli, in alcuni riff e
viene assolutamente esaltata nella strumentale, Elegy, che personalmente
ritengo un pezzo di altissima caratura ma che mostra evidenti richiami
alle 3 grandissime strumentali dei Metallica. Sei d’accordo con questa
analisi? Quali sono i vostri gruppi di riferimento, quelli che ascoltate
maggiormente e ai quali vi sentite più legati?
Sì, forse i Metallica sono uno dei gruppi che ci accomunano. Ma ognuno
di noi da ragazzino ascoltava cose diverse e veramente quello che
suoniamo è un compromesso che piace a tutti. Ad esempio Ernesto è
cresciuto ascoltando Iron Maiden e Gamma Ray, Peppe con i Blind Guardian,
io con gli Slayer e i Pantera, Ciccio ascoltava anche roba non metal.
Crescendo abbiamo arricchito ed estremizzato i nostri gusti e da un po’
di anni ormai, in ambito metal, ognuno di noi ascolta ogni giorno un
sacco di bands. Non penso che ci sia un gruppo in particolare al quale
ci ispiriamo. Le cover che suoniamo volentieri insieme sono thrash e
death di gruppi come At The Gates, Arch Enemy, Dark Tranquillity, the
Haunted, Soilwork, Dismember ecc… e poi ci sono anche molti gruppi di
nuova generazione per cui andiamo pazzi.
Una delle caratteristiche positive di “Rainoise” è la buona varietà di
brani, basti pensare all’assalto di Death For Sale (che considero un
vero e proprio inno!) e alla delicatezza di Elegy. Era uno dei vostri
precisi obiettivi realizzare un demo il più vario possibile oppure è
stato semplicemente frutto dell’ispirazione del momento?
I pezzi sono usciti fuori ‘da soli’ ,come si suole dire, senza una
scelta obbligatoria di genere da tenere in conto, e ciò penso si possa
notare nella varietà delle sonorità del demo. Ancora oggi, basti
pensare, in fase di composizione ci troviamo ad abbracciare musicalità
diverse.
Quando abbiamo iniziato a suonare non sapevamo ancora quale branchia del
metal abbracciare e penso che le sfaccettature presenti nel nostro
lavoro siano il frutto del nostro modo di essere. Penso che sarà sempre
così. La poliedricità è una delle qualità della musica che apprezziamo
di più.
Ho l’impressione che diversi pezzi presenti nel demo si prestino
particolarmente bene ad un’esecuzione in sede live. A tal proposito
vorrei che ci parlaste delle difficoltà che una band emergente, dedita
al metal, si trova ad affrontare per suonare dal vivo e per cercare di
farsi conoscere.
Quando abbiamo iniziato a suonare dal vivo è stato veramente difficile.
I problemi per una band che suona Metal sono molteplici. Innanzitutto di
natura economica: la strumentazione deve essere di un certo livello per
garantire una buona qualità del suono e un gruppo emergente che decide
di organizzare concerti deve provvedere autonomamente a tutto ciò e
conoscere bene i mezzi che ha a disposizione. Gli spostamenti sono
difficili e quando nessuno ti conosce è difficile che ti offra un buon
compenso per farti suonare nel proprio locale. Quando suoni all’aperto,
poi, è ancora più difficile. Per non parlare della burocrazia che si
deve affrontare, iscrizione all’albo degli artisti, Siae, ecc… e
ovviamente c’è pure il problema del genere musicale che non è adatto
alle ‘sensibili’ orecchie della massa…
Certo quando inizi a farti conoscere qualcosa cambia ma fino ad allora è
un continuo “sopravvivere”…
I pezzi del demo sono tutti composti da te ed Ernesto, a parte la
strumentale, alla quale avete lavorato tutti e 4. Qual è solitamente il
processo che porta alla nascita di un pezzo dei Rainoise?
L’impronta dei pezzi una volta era prevalentemente mia e di Ernesto ma,
quando componevamo, per noi 2, era un continuo ”litigare” perché non
sapevamo cosa voleva l’uno dall’altro. Col tempo abbiamo imparato a
conoscerci, ora il nostro modo di concepire un pezzo è cambiato e adesso
anche Ciccio e Peppe hanno modo di sviluppare le proprie idee. La
nascita di un pezzo, per noi, non ha un processo “standard”, può partire
da un riff di chitarra o da un’ idea che ti viene mentre sorseggi una
birra in un pub e continuare con un urlo di qualcuno che si fa la
doccia… ahaha…Alcune idee sono venute fuori da considerazioni personali
del mondo che ci sta intorno e che, a nostro parere, ha bisogno ogni
tanto di una scossa e di un ‘vaffanculo’. Tutte queste idee vengono poi
messe insieme, limate e smussate e a volte anche stravolte…
Puoi parlarci dei vostri testi? Ritieni che rivestano un ruolo
importante nella vostra proposta musicale?
I nostri testi non hanno un indirizzo particolare. Sono il frutto di
tutto ciò che, al momento della composizione del pezzo, ci passa per la
mente o delle nostre esperienze di vita. Raccontano un po’ quello che
siamo, ciò che pensiamo e quello che vorremmo, quindi sono semplicemente
le nostre opinioni. Per noi sono importanti e suonare è un modo per
raccontarle a chi ascolta un nostro concerto o un nostro cd. Ad esempio,
il testo di ‘Death For Sale’ è nato da un ‘fiume di birra’, una
considerazione del momento e da una perenne critica al nuovo modo di
concepire il divertimento da parte del mondo giovanile…
Colpisce l’ottima veste del vostro demo, munito di jewel case, di
booklet con tanto di testi e foto, di cd stampato, veramente
professionale. Avete affrontato voi la spesa per produrlo o siete stati
aiutati da una label?
Le spese per la produzione del cd sono state totalmente a carico nostro
ma la più grande soddisfazione è averle pagate interamente con i
ricavati (cazzo, se tali si possono considerare) delle nostre esibizioni
live. La stampa dei booklets è stata effettuata a Cosenza, mentre la
Serigrafia vicino Potenza. L’artwork è stato realizzato su nostro
suggerimento nello “T&T graphic studio” di Vibo Valentia da Antonello
Napoli che oltre a essere un nostro grande amico è anche il nostro
sponsor. Anche se ancora non abbiamo una label, abbiamo una casa di
distribuzione “Il Male Production” che dopo aver ascoltato il cd ha
deciso di distribuirci a livello nazionale e ci ha anche inserito in una
compilation con altri gruppi emergenti.
Qual è l’attuale situazione in casa Rainoise? Avete un contratto con
qualche etichetta? Siete al lavoro su nuovo materiale? Puoi anticiparci
le vostre prossime mosse?
Questo per noi è stato l’anno dei concerti e ora abbiamo deciso di
fermarci un paio di mesi per lavorare sui nostri nuovi pezzi. Subito
dopo inizieremo a suonare nuovamente dal vivo e chissà che
contemporaneamente non registreremo un nuovo cd…
Ok Antonio, è arrivato il momento di salutarci. Ti lascio libero di
concludere come preferisci l’intervista e auguro a te ed ai Rainoise
buona fortuna!
Grazie per lo spazio che ci hai dedicato. Spero che possiate presto
risentire parlare dei Rainoise. Noi pensiamo che la musica sia
principalmente divertimento ed aver raggiunto alcuni traguardi in questi
anni va ben oltre le nostre aspettative. Desidero ringraziare tutte le
persone che ci hanno apprezzato finora e che ci hanno permesso di
continuare a suonare e a divertirci.
Il futuro è veramente un’incognita: è gia stato un problema farsi
conoscere in zona, figuriamoci fuori dalle ‘barriere’ calabresi…le
etichette hanno sempre molto materiale da promuovere, ma sicuramente
l’aiuto anche economico potrebbe risultare utile anche al fine di nuove
registrazioni e di distribuzione in ambito nazionale ed oltre…Per il
momento, noi siamo i Rainoise e continueremo a suonare la nostra musica
fottendocene di tutto questo.
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