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Salve volete presentarvi ai lettori
di Metal Zone? Chi sono i Phlegethon Animae?
ANDREA – Fondamentalmente siamo 4 pazzi in libertà!! Scherzi a parte Phlegethon Animae è un gruppo nato per fare musica divertendosi.
L’universo musicale non ci appagava e quindi abbiamo deciso di fare
pezzi nostri, ah ah!!!
Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro "Chaos from abyss within"
dalla stampa specializzata e dalle webzine?
CESARE – Non male! Siamo rimasti molto contenti! In realtà doveva essere
una specie di DemoCd ma con il passare del tempo abbiamo capito che
potevamo aspettarci qualcosa in più! Ovviamente a qualcuno non è
piaciuto ma va bene cosi!
ANDREA – In effetti analizzando a fondo la presa che ha avuto “Chaos from…” siamo rimasti piacevolmente sorpresi soprattutto per quanto
riguarda i paesi oltreoceano che non è mai facile accontentarli!
A distanza di circa un anno dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti
o c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto appieno? In pratica suona come
volevate?
CESARE – Siamo totalmente soddisfatti! Per aver registrato tutto o quasi
in casa ed aver fatto editing e mix tra una vacanza in montagna e un
pomeriggio in piscina credo che non si potesse pretendere di più! Ho
cercato di sfruttare al massimo le cose che avevo a disposizione per i
vari stadi della produzione sacrificando davvero molto tempo ed ora non
ho rimorsi di alcun genere!
Certamente non suona proprio come volevamo ma ripeto che per noi è stato
praticamente un esperimento! Il prossimo lavoro sarà molto più curato!
Ci raccontate la nascite di un vostro brano, è un lavoro di squadra o
ognuno butta giù in idea e in sala prove ci lavorate sopra?
CESARE – Quando ci siamo formati avevo già qualche canzone pronta e per
il primo Demo abbiamo praticamente solo dovuto studiare canzoni già
fatte! In questo lavoro ho composto interamente solo un pezzo che è
“Phlegethon’s Embrace” e l’outro “Gift of Abyss”. “The Swansong” e
“Departure” sono state scritte da Edoardo mentre le rimanenti sono
frutto del lavoro di gruppo! Tengo a precisare che comunque l’apporto
del gruppo è stato fondamentale anche nei pezzi già pronti!
Ora componiamo esclusivamente in sala prove tutti insieme tra una birra
e l’altra! Il prossimo lavoro sarà 100% Phlegethon SHOCK!
Leggo testualmente dal vostro sito, nell’homepage, “…l’ultima volta che
chiuderò i miei occhi troverò l’oblio nelle sue torbide acque
infuocate…”, ci spiegate perché questa frase nella vostra home page?
CESARE – L’immagine che vedete nella Homepage è una foto del Po’ e le
“torbide acque infuocate” si riferiscono ovviamente al Flegetonte, il
fiume infernale di fuoco che appare nell’Eneide di Virgilio. Abbiamo
pensato di identificare il Po’ , il grande fiume che noi conosciamo
molto bene vivendo nella bassa Emiliana, con il Flegetonte per creare un
dualismo tra quella che è la realtà e quello che è il nostro alter-ego
artistico. Se poi pensate che Virgilio è nato a pochi chilometri da dove
viviamo… il gioco è fatto! Il verso dell’homepage significa
semplicemente che quando arriverà la nostra ora molto probabilmente
saremo ancora qui nelle nostre terre, orgogliosi di averle vissute nel
bene e nel male!
Che cosa vi ispira nella stesura dei vostri testi? La televisione, i
giornali o che cosa?
CESARE – I testi presenti in Chaos sono molto autobiografici, parlano
quindi di sensazioni provate personalmente, se dovessi riassumere in
generale direi che parlano soprattutto della frustrazione e della
solitudine che ognuno di noi prova indiscutibilmente dentro, da qui la
certezza di una libertà negata e di una impossibilità al movimento.
Significativa in “Loneliness Degeneration” l’immagine dell’uccello
ubriaco fradicio privo di occhi e di ali che vaga in un labirinto in
cerca della luce…
Che musica ascoltate nella vita di tutti i giorni?
CESARE – Ultimamente ascolto un po’ di jazz e fusion quando ho tempo per
potermi concentrare, altrimenti ovviamente Metal! Mi piacciono gli
ultimi lavori dei Nevermore e dei Susperia e sto aspettando l’ultimo dei
Simphony X! Certamente ascolto molto Metal anni 90, quello con il quale
sono cresciuto come INFLAMES e DARK TRANQUILLITY! Ci sono comunque
parecchi gruppi validi in giro, se avessi tempo come una volta non me li
lascerei scappare!
ANDREA – Solo di recente ho tirato via dal lettore gli WHO, mi piacciono
molto! Il metal certamente rimane tra gli ospiti fissi, gruppi come In
Flames, Dark Tranquillity, Children of Bodom per il death e Simphony X ,
Ark per il prog. E ovviamente l’hard rock degli anni ’80 e ’90 skid row
su tutti!
Avete definito "Chaos from abyss within", un lavoro melodic death metal,
non vi sembra stretta questa definizione per il vostro lavoro?
CESARE – Diciamo che Melodic Death Metal era la nostra intenzione…
ANDREA – A dir la verità in più di una recensione ci dicevano che
l’etichetta Melodic Death Metal era un po’ stretta viste le canzoni che
proponiamo ma ovviamente non potevamo metterci tutti gli stili ai quali
facciamo riferimento nei pezzi, sarebbe diventato lunghissimo e poi come
ha detto Cesare la nostra intenzione era e rimane fare Melodic Death
Metal.
Come giudicate la scena musicale underground della vostra regione e
quella italiana in generale?
ANDREA – Partendo dalla nostra regione l’Emilia Romagna, per quanto ne
so la scena è particolarmente fiorente, ci sono un sacco di gruppi più o
meno conosciuti o affermati che fanno musica. Ovviamente non fanno tutti
metal (sai che noia altrimenti!!). La scena underground italiana per
quanto ne so è veramente grande e questo è una cosa estremamente
positiva, vuol dire che ci sono sempre più persone che si avvicinano
alla musica e molte di queste vogliono in un modo o nell’altro dire la
loro. E sinceramente negli ultimi mesi mi è capitato di ascoltare brani
di gruppi underground e devo dire di averli trovati molto più
interessanti rispetto a gruppi più famosi e più blasonati.
I Phlegethon Animae e le case discografiche: qualcuno disposto ad
ascoltarvi o solo porte chiuse?
ANDREA – E’
una guerra!!!! Scherzi a parte, le case discografiche accettano i tuoi
lavori e (si spera) li ascoltano, ma dal ricevere un demo e ascoltarlo
al dire “ragazzi qui c’è il contratto basta una firma” c’è una
differenza abissale. Purtroppo siamo tanti gruppi underground con
pochissime possibilità di avere un contratto perché le varie etichette
magari non se la sentono di investire su di te: se non piaci? - se
vendi pochi album? La casa discografica ci rimetterebbe e in effetti
non ha tutti i torti e quindi preferisce continuare a investire sui
gruppi dove è sicura di vendere. La cosa brutta è che così facendo la
musica non si evolverà mai, ci saranno sempre quei gruppi più famosi di
te che faranno musica ma saranno sempre loro.
I Phlegethon Animae e la tecnologia: favorevoli o contrari al file
sharing di brani musicali in mp3?
ANDREA – Tecnologia è il nostro secondo nome!! Ho imparato giusto ieri a
far funzionare il microonde!! In linea generale ci consideriamo
favorevoli ma entro certi limiti. Mi spiego, se voglio che la mia musica
sia conosciuta e quindi voglio far girare più possibile uno o due brani
dei Phlegethon Animae il file sharing è la cosa migliore. Ma come
dicevo, entro certi limiti, uno o due brani è ok ma tutto l’album
proprio no.
I Phlegethon Animae e i concerti: trovate spazi per esibirvi e come vi
trovate nella dimensione live?
ANDREA – Facendo un genere musicale come il nostro non è facile trovare
posti dove suonare, anzi è un’avventura vera e propria ma per fortuna ci
sono spazi che lo fanno. Dalle nostre parti qualcosa trovi ma per avere
una scelta maggiore devi andare nelle città più grandi. Per la
dimensione live posso dirti che ci troviamo alla grande e ci divertiamo
veramente tanto soprattutto dopo aver suonato che ci sfoghiamo sulla
birra!!!
Perché Phlegethon Animae? E cosa rappresenta la copertina?
CESARE - Il Flegetonte come ho spiegato sopra è un fiume infernale che
appare un paio di volte nell’ Eneide di Virgilio,
Phlegethon Animae significa in latino “il Flegetonte dell’anima”, quindi
va ad identificare quella parte del nostro animo più oscura e maligna,
quel luogo del nostro essere dove perdura ciò che noi uomini per essere
in sintonia con le regole della società dobbiamo nascondere nella vita
di tutti i giorni.
Riguardo alla copertina possiamo notare tre elementi principali:
un fiume in primo piano in basso che appunto richiama il dualismo tra il
Po’ ed il Flegetonte e che rappresenta la terra,
una città sulla riva del fiume che simboleggia l’uomo e la società
moderna,
lo spazio profondo che rappresenta l’infinito.
Tra questi tre elementi nel centro troviamo un passaggio, una porta,
quasi un’apparizione in quanto è ben distaccata dalle regole di
prospettiva del contesto, una specie di lente che può svelare la verità,
al suo interno possiamo notare un vortice che rappresenta il Chaos, il
disordine che distorce i profili della città dietro di esso, è l’abisso
interiore del titolo! Il Chaos che dimora nell’abisso della nostra anima
e nella civiltà umana! Tra l’infinito e la Terra sulla quale viviamo,
elementi della natura e quindi perfetti, troviamo l’uomo ed il Chaos!
Progetti per il futuro?
CESARE
– Lavorare, suonare, bere!
ANDREA – Mi piacerebbe poter dire suonare, suonare e ancora suonare. Di
certo continueremo con la stesura dei nuovi brani e appena saranno
terminati iniziare a registrare il nuovo cd, anche perché al momento i
brani pronti sono veramente interessanti.100% Phlegethon-metal! E
ovviamente cercare di strappare un contrattino a una etichetta
Siamo in conclusione dell’intervista, intanto vi ringrazio per la
disponibilità e lascio la parola a voi, potete dire tutto quello che
volete.
CESARE
– STAY METAL!
ANDREA – Grazie Gianfranco per la possibilità concessaci per
l’intervista e speriamo di sentirci prossimamente col prossimo lavoro.
Per news e tutto il resto www.phlegethonanimae.com stiamo ancora
ultimando alcune sezioni ma presto sarà definitivamente pronto. Il metal
non è morto! È come un orso, ogni tanto va in letargo ma poi si sveglia
più incazzato che mai!!
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