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I Pestilenza vengono
dal Trentino e Metal Zone ha il piacere di intervistarli per voi. Salve vi va di
presentarvi ai lettori di Metal Zone?
Ciao innanzitutto un ringraziamento alla redazione di Metal Zone per la
possibilità di farci conoscere anche fuori dagli angusti confini della nostra
ridente cittadina...
Come dici tu noi siamo di Trento,suoniamo metal oramai da 10/15 anni, non siamo
oramai più giovanissimi, comunque ci stiamo ancora dentro...almeno fino alla
pensione, poi magari andranno avanti i nostri figli.........;-)
Complimenti
per il vostro ultimo lavoro omonimo, come è stato accolto dalla stampa
specializzata e dalle webzine del settore, ma soprattutto dai vostri fans?
Grazie per i complimenti, il nostro demo sostanzialmente è piaciuto, ovviamente
non è un capolavoro ne pretende di esserlo,è più un biglietto da visita, cioè
questo è quello che ci piace suonare e cerchiamo di farlo al meglio delle nostre
possibilità, chi l'ha ascoltato comunque ne è rimasto favorevolmente
impressionato
Siete un
gruppo che da il meglio di se dal vivo, come ho potuto sentire dal CD, non avete
difficoltà a contenere la vostra forza nel registrare un disco in studio?
Certamente! Anche noi siamo più soddisfatti della parte “live”, vuoi perché è
più rappresentativa e più “vera” magari scappa qualche stecca ma l'energia è
molta e devo dire che anche i nostri fans preferiscono la dimensione live, in
studio non siamo riusciti a catturare l'energia e il suono purtroppo risente di
una produzione troppo pulita, a marzo inizieremo la registrazione di un nuovo
cd, forti dell'esperienza passata, cercheremo di ottenere un suono più vicino al
nostro modo di suonare, più “sporco” e violento, senza tanti fronzoli
Come nascono i
vostri brani, sono un lavoro di gruppo o nascono dall’idea di un singolo?
Solitamente i pezzi nascono in sala prove, si parte con un riff, poi si prova a
sviluppare un pezzo completo, a volte ci riusciamo in pochi minuti e il pezzo
funziona alla grande, a volte ci attorcigliamo su noi stessi, perdiamo un sacco
di tempo e non esce nulla di buono.
Come
giudicate la scena musicale underground del Trentino e quella italiana in
generale?
La scena in Trentino è abbastanza statica, non perchè mancano i gruppi o la
voglia di fare, è l'atteggiamento che a volte mette i pali tra le ruote, non
tanto dei gruppi, ma di chi organizza i concerti, mi spiego: per il metal è un
problema, fate troppo rumore, siete brutti, non fate cover, non suonate il
blues......comunque è un problema che abbiamo riscontrato anche in altre città,
per quanto riguarda la qualità dei gruppi, sia Trentini che nel resto d'Italia
non ha nulla da invidiare all'estero, semmai è il pubblico che tende a snobbare
i gruppi Italiani, preferendo, magari sobbarcarsi un sacco di chilometri per
vedersi un gruppo di M...A però straniero e non si muove per andare a vedere un
ottimo gruppo italiano, magari nel pub sotto casa e a gratis.
Poi si lamentano che non c'è mai niente da fare la sera...................
A distanza di
qualche mese dall’uscita di “Pestilenza”, tirate delle conclusioni, ne siete
soddisfatti?
Si siamo soddisfatti del nostro lavoro, la parte in studio avrebbe potuto essere
migliore, comunque il Cd ci ha dato delle soddisfazioni
Quali gruppi
vi hanno maggiormente influenzato e quali ascoltate normalmente nella vita di
tutti i giorni? Insomma i vostri gusti musicali.
Sicuramente Slayer e Pantera su tutti, poi tieni presente che noi siamo tutti
over 30 pertanto siamo influenzati da tutti i gruppi della prima ondata thrash a
metà degli anni 80: Exodus, Anthrax, Voivod, Kreator ecc.
Per quanto mi riguarda nella vita di tutti i giorni, non ascolto molto metal,
preferisco magari un buon disco degli Who o degli Zeppelin, restando in campo
Italiano Elio e le Storie Tese, Elisa, insomma ascolto di tutto, anche gli altri
membri del gruppo sono aperti mentalmente, quando suoni è molto importante
tenere le orecchie aperte e non darsi limiti, musicalmente parlando.
Avete
difficoltà a esibirvi dal vivo e come reagisce il pubblico ai vostri concerti,
soprattutto quelli che non vi conoscono?
La difficoltà maggiore è ottenere l'attenzione del pubblico, sarebbe più facile
se suonassimo covers di gruppi famosi, conosciute dalla maggior parte dei
ragazzi che vengono ai concerti, ma la scelta che abbiamo fatto fin dall'inizio
era quella di proporre brani originali, se vuoi sentire gli Slayer o i Metallica
comprati il cd o vai a un loro concerto, non siamo dei jukebox, comunque la
soddisfazione maggiore è quando riesci a farti ascoltare da persone che magari
abitualmente non ascoltano metal e dopo il concerto ti fanno anche i
complimenti!!!!!!!!!!
Il vostro
rapporto con le case discografiche e i produttori, c’è qualcuno che vi ascolta o
solo porte chiuse?
Noi abbiamo risolto il problema “fregandocene” cioè il cd l'abbiamo registrato,
l'abbiamo stampato e ce lo gestiamo noi, siamo consapevoli che la nostra
carriera musicale sarà sempre amatoriale, o meglio cerchiamo di dare il massimo
come dei professionisti, ma la musica non è il nostro lavoro, non ci da da
mangiare, anzi se pensiamo a tutto quello che abbiamo investito in strumenti,
impianto, tempo, ci rendiamo conto che è solamente la passione a mandarci avanti
e a volte ci chiediamo chi ce lo fa fare dopo più di 10 anni.................
Perché il
nome “Pestilenza”, che significa e come è nato?
Questo dovesti chiederlo al nostro primo cantante, lo sa solo lui, a parte gli
scherzi non penso che il nome abbia un significato particolare, è molto metal,
tutto lì.
Progetti per
il futuro?
Cercheremo di finire il nostro nuovo cd entro aprile, poi suonare, suonare e
suonare.
Vi ringrazio
per la disponibilità e lascio a Voi la conclusione dell’intervista.
Grazie a te per averci ospitato.
Una considerazione finale, supportate i gruppi italiani, non importa il genere
di musica che suonano, andate ai concerti anche dei gruppi sconosciuti, non
fermatevi a criticare il modo di suonare se sono più o meno bravi o se i pezzi
sono “bruttini”, ma cercate di apprezzare l'impegno e la voglia di chi ci sta
provando...ancora un saluto a tutti dai Pestilenza
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