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PARTENOS PETRAS PDF Stampa E-mail
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Scritto da VIKINGBLOOD   
domenica 01 luglio 2007

Metal Zone oggi ha il piacere di intervistare Antonio “Zeder” Zannone leader dei Partenos Petras.
Salve, vuoi presentarti ai lettori di Metal Zone?

Salve, sono Zeder K cantante dei P.P. e chitarrista de IL Malpertugio…

I Partenos Petras nascono dalle ceneri dei Lord Milos: cosa ti ha spinto a sciogliere il gruppo e fondarne un altro più o meno con gli stessi elementi del precedente?
Lord Milos non era un gruppo, era un mio progetto solista avviato per gioco nel 2000. Ho deciso di uccidere Milos perché non mi dava più stimoli….
I Partenos rappresentano ciò che siamo oggi. Non pensiamo più al passato.

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Da cosa nasce la tua passione per lo studio delle dinamiche storiche e socio-umanistiche del Medioevo?
Lo studio della storia mi appassiona da sempre, è chiaro che l’età di mezzo è il periodo che più mi affascina per l’assurda e grottesca oscurità che la caratterizza.
Durante il periodo in cui ho scritto i pezzi per De Anarchia.. stavo conducendo uno studio sull’anarchia medioevale, il periodo che stavo studiano viene definito –il secolo di ferro- il periodo della guerra di tutti contro tutti per la spartizione di coloni. Passavo intere giornate a studiare testi in latino del x secolo, quindi tutto quello che studiavo finiva inconsapevolmente nella musica che componevo.

Quanto di questa passione ritroviamo nei testi dei Partenos Petras?
Il medioevo è il periodo in cui tutti i contenuti pagani rifiutati dalla chiesa si rifugiarono nella stregoneria e nella magia cerimoniale.
Ecco che potenti divinità si trasformarono in demoni spaventosi, il culto divenne occulto e la cerimonia religiosa si trasformò in atto magico.
Lo studio di queste tematiche è la mia ossessione, esse saranno sempre presenti nei nostri testi.

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Di cosa parlano i testi?
Le tematiche del disco affrontano il periodo storico che va dal basso impero Romano all’alto medioevo con una unione finale a l’era moderna.
DOMINUS ET DEUS: parla degli imperatori Romani che si credevano divinità mandate sulla terra dagli Dei, So dark… parla di Nicea e della fine dei culti pagani per l’infame volere del nascente potere cristiano. USUS ET ABUSUS: parla del secolo di ferro e dell’oscura anarchia che avvolse gran parte dell’Europa dopo il crollo delle istituzioni Carolinge. Terrorist metal è la dark age che vive oggi nel metal.
THE END OF MONOTHEIST- è il futuro, è la fine dell’istituzione che da troppi secoli rompe le palle, la chiesa cristiana. Il disco lancia messaggi occultati, è una specie di sfida con l’ascoltatore. Spero che tra molti, qualcuno riesca a decifrare i codici e a comprendere il vero significato di De anarchia.

La registrazione e il mixaggio dell’album sono durati 150 giorni: ricerca della perfezione o che altro?
SI, ricerca della perfezione, ma non solo, abbiamo avuto vari problemi. Diciamo che non è stato facile fare un disco in due. Quello che ci ha tenuti più impegnati a lungo è stata la scelta dei suoni e dei sampler.

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Nel tuo lavoro c’è l’inserimento di strumenti non proprio ortodossi nel metal, e ancor meno nel black, come chitarra classica, bouzouki, violino e clavicembalo. E’ stato difficile far convivere questi strumenti con quelli più canonici del metal? E perché questa scelta?
Ci piace stravolgere i canoni del genere che suoniamo, la nostra musica è rivolta a un pubblico dalle ampie vedute. Il disco piace anche a chi non ascolta metal. NON siamo i primi comunque ad usare strumenti acustici nel metal. Il disco è una fusione tra antico e moderno, ecco da cosa deriva la scelta. Comunque ci piace sperimentare, nel disco ci sono pure molti suoni elettronici.

Da cosa deriva la scelta del moniker “Partenos Petras”?
Mi piace Leonardo Da Vinci, mi appassionano i suoi studi e le sue opere, era molto avanti. P.P. è un dipinto molto famoso di Leonardo.

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Cosa rappresenta la copertina di “De anarchia…” e da chi è stata realizzata?
Non significa niente, è solo una copertina. La grafica e stata curata da real vision.

Cosa pensi della scena metal underground casertana e quanto influisce per un gruppo black la collocazione regionale?
La scena Casertana sta crescendo molto grazie alla route to hell 666 del grande Morris che si sbatte per dare una mano alle band che hanno talento. Grazie a lui a settembre i Testament suoneranno al Palamaggiò. Non è stupendo? La collaborazione è necessaria per il bene della nostra musica.

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Qual è la scintilla che ti ha spinto a suonare black metal? C’è qualche gruppo che ti ha maggiormente influenzato orientando le tue scelte in tal senso e che tipo di musica ascolti nella vita di tutti i giorni?
Ascolto tutta la buona musica, da TOM Waits agli SLAYER senza paraocchi . Non so cosa mi abbia spinto a suonare black metal, non me lo ricordo è successo un po’ di anni fa. Di sicuro la passione per I VENOM, MAHIEM, CARPATHIAN FOREST. Non è l’unico genere che mi piace suonare…

Parlaci un po’ dei Partenos Petras e la dimensione live: vi piace suonare dal vivo e avete possibilità di esibirvi?
Non siamo ancora pronti per il live, stiamo provando i pezzi con i nuovi session. Di sicuro tra un paio di mesi avremo parecchie possibilità di esibirci dal vivo grazie alla kick, lavorano molto bene.

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Progetti per il futuro?
Come ti dicevo stiamo provando con i nuovi session per proporre dal vivo il nostro repertorio. Sto scrivendo nuovi pezzi sempre ispirati da studi esoterici…
Ti ringrazio per la tua disponibilità e lascio a te la conclusione dell’intervista.
Grazie a te. Saluto tutti e vi invito a visitare il nostro myspace.

Ultimo aggiornamento ( martedě 29 luglio 2008 )
 
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