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Metal Zone oggi ha il piacere di intervistare
Antonio “Zeder” Zannone leader dei Partenos Petras.
Salve, vuoi presentarti ai lettori di Metal Zone?
Salve, sono Zeder K cantante dei P.P. e chitarrista de IL Malpertugio…
I Partenos Petras nascono dalle ceneri dei Lord Milos: cosa ti ha
spinto a sciogliere il gruppo e fondarne un altro più o meno con gli
stessi elementi del precedente?
Lord Milos non era un gruppo, era un mio progetto solista avviato per
gioco nel 2000. Ho deciso di uccidere Milos perché non mi dava più
stimoli….
I Partenos rappresentano ciò che siamo oggi. Non pensiamo più al
passato.
Da cosa nasce la tua passione per lo studio delle
dinamiche storiche e socio-umanistiche del Medioevo?
Lo studio della storia mi appassiona da sempre, è chiaro che l’età di
mezzo è il periodo che più mi affascina per l’assurda e grottesca
oscurità che la caratterizza.
Durante il periodo in cui ho scritto i pezzi per De Anarchia.. stavo
conducendo uno studio sull’anarchia medioevale, il periodo che stavo
studiano viene definito –il secolo di ferro- il periodo della guerra di
tutti contro tutti per la spartizione di coloni. Passavo intere giornate
a studiare testi in latino del x secolo, quindi tutto quello che
studiavo finiva inconsapevolmente nella musica che componevo.
Quanto di questa passione ritroviamo nei testi dei Partenos Petras?
Il medioevo è il periodo in cui tutti i contenuti pagani rifiutati dalla
chiesa si rifugiarono nella stregoneria e nella magia cerimoniale.
Ecco che potenti divinità si trasformarono in demoni spaventosi, il
culto divenne occulto e la cerimonia religiosa si trasformò in atto
magico.
Lo studio di queste tematiche è la mia ossessione, esse saranno sempre
presenti nei nostri testi.
Di cosa parlano i testi?
Le tematiche del disco affrontano il periodo storico che va dal basso
impero Romano all’alto medioevo con una unione finale a l’era moderna.
DOMINUS ET DEUS: parla degli imperatori Romani che si credevano divinità
mandate sulla terra dagli Dei, So dark… parla di Nicea e della fine dei
culti pagani per l’infame volere del nascente potere cristiano. USUS ET
ABUSUS: parla del secolo di ferro e dell’oscura anarchia che avvolse
gran parte dell’Europa dopo il crollo delle istituzioni Carolinge.
Terrorist metal è la dark age che vive oggi nel metal.
THE END OF MONOTHEIST- è il futuro, è la fine dell’istituzione che da
troppi secoli rompe le palle, la chiesa cristiana. Il disco lancia
messaggi occultati, è una specie di sfida con l’ascoltatore. Spero che
tra molti, qualcuno riesca a decifrare i codici e a comprendere il vero
significato di De anarchia.
La registrazione e il mixaggio dell’album sono durati 150 giorni:
ricerca della perfezione o che altro?
SI, ricerca della perfezione, ma non solo, abbiamo avuto vari problemi.
Diciamo che non è stato facile fare un disco in due. Quello che ci ha
tenuti più impegnati a lungo è stata la scelta dei suoni e dei sampler.
Nel tuo lavoro c’è l’inserimento di strumenti non
proprio ortodossi nel metal, e ancor meno nel black, come chitarra
classica, bouzouki, violino e clavicembalo. E’ stato difficile far
convivere questi strumenti con quelli più canonici del metal? E perché
questa scelta?
Ci piace stravolgere i canoni del genere che suoniamo, la nostra musica
è rivolta a un pubblico dalle ampie vedute. Il disco piace anche a chi
non ascolta metal. NON siamo i primi comunque ad usare strumenti
acustici nel metal. Il disco è una fusione tra antico e moderno, ecco da
cosa deriva la scelta. Comunque ci piace sperimentare, nel disco ci sono
pure molti suoni elettronici.
Da cosa deriva la scelta del moniker “Partenos
Petras”?
Mi piace Leonardo Da Vinci, mi appassionano i suoi studi e le sue opere,
era molto avanti. P.P. è un dipinto molto famoso di Leonardo.
Cosa rappresenta la copertina di “De anarchia…” e
da chi è stata realizzata?
Non significa niente, è solo una copertina. La grafica e stata curata da
real vision.
Cosa pensi della scena metal underground casertana
e quanto influisce per un gruppo black la collocazione regionale?
La scena Casertana sta crescendo molto grazie alla route to hell 666 del
grande Morris che si sbatte per dare una mano alle band che hanno
talento. Grazie a lui a settembre i Testament suoneranno al Palamaggiò.
Non è stupendo? La collaborazione è necessaria per il bene della nostra
musica.
Qual è la scintilla che ti ha spinto a suonare
black metal? C’è qualche gruppo che ti ha maggiormente influenzato
orientando le tue scelte in tal senso e che tipo di musica ascolti nella
vita di tutti i giorni?
Ascolto tutta la buona musica, da TOM Waits agli SLAYER senza paraocchi
. Non so cosa mi abbia spinto a suonare black metal, non me lo ricordo è
successo un po’ di anni fa. Di sicuro la passione per I VENOM, MAHIEM,
CARPATHIAN FOREST. Non è l’unico genere che mi piace suonare…
Parlaci un po’ dei Partenos Petras e la dimensione
live: vi piace suonare dal vivo e avete possibilità di esibirvi?
Non siamo ancora pronti per il live, stiamo provando i pezzi con i nuovi
session. Di sicuro tra un paio di mesi avremo parecchie possibilità di
esibirci dal vivo grazie alla kick, lavorano molto bene.
Progetti per il futuro?
Come ti dicevo stiamo provando con i nuovi session per proporre dal vivo
il nostro repertorio. Sto scrivendo nuovi pezzi sempre ispirati da studi
esoterici…
Ti ringrazio per la tua disponibilità e lascio a te la conclusione
dell’intervista.
Grazie a te. Saluto tutti e vi invito a visitare il nostro myspace.
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