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Scritto da FIMBULVETR   
mercoledì 30 novembre 2005

Gli Internal Disfunction sono una band che nonostante il loro nome e la copertina del loro ultimo lavoro "Nine feet under", cose che possono rappresentare la band come autrice di un heavy metal più estremo, ci propongono, in realtà, una musica giovane e  accattivante, per certi versi molto vicino al glam degli anni ottanta. Vicinanza che si trovo molto nella loro immagine, modo di vestire e presentarsi che mi ha fatto fare un tuffo nel passato. ai tempi dei primi gruppi glam nella zona di Roma. Dimostrando che le mode o i generi più criticati ed osteggiati sono in realtà quelli che hanno mantenuto la loro vitalità anche a distanza di decenni, ma andiamo a conoscere il gruppo.

Abbiamo il piacere di intervistare una nuova realtà italiana, gli Internal Disfunction, salve volete presentarvi ai lettori di Metal Zone?
Fab: Hi duuuudeeeees!!!!!!
Innanzitutto ringrazio te e metal-zone per lo spazio ke concedete alle band emergenti italiane come la nostra!
Poi un altro ringraziamento a mr.Jack Daniel e mr.Jagermeister che stasera mi aiuteranno a rispondere alle domande di questa intervista!
Allora…Gli Internal Disfunction nascono nel lontano 1999 (quando avevamo appena 15 anni) con il mome “The Gunners”. Dopo anni di gavetta e esperienze live come cover band, abbiamo cominciato a lavorare seriamente sui nostri pezzi solamente nel 2005 (quando c’è stato il cambio di monicker) e il risultato è stato entrare subito in studio per registrare il nostro primo full lenght, co-prodotto da Luca Stendardo, proprietario degli studi di registrazione Cantine Sonore!

"Quattro anime dannate costrette ad espiare i loro peccati nel background napoletano reagiscono con un rock’n’roll da godersi fino in fondo", questa vostra affermazione me la dovete proprio spiegare.
FaB: Eh si…credo proprio di si!! Ahah…La questione è ke ci sentiamo parecchio dannati e soprattutto frustrati per l’ambiente che ci circonda, per il fatto che è molto difficile qui dove siamo cresciuti noi, nella periferia di Napoli, riuscire a trovare sbocchi lavorativi, artistici o musicali.
Napoli è una città stupenda ma la gente qui vive a cazzi suoi, chiusa nelle proprie tradizioni e convinzioni! Ogni giorno quando scendi in strada è come combattere una guerra, non esiste il rispetto reciproco ma solo la legge del più forte.
Piuttosto ke restare giù in strada a buttare il nostro tempo o giocare a calcio ci è sembrato opportuno creare una punk-glam band strizzacoglioni.

Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro “Nine feet under” dalla stampa specializzata e dalle webzine?
FaB: Devo dire davvero che non mi aspettavo un riscontro cosi positivo da parta della stampa e delle webzine. E’ fottutamente piacevole leggere complimenti e apprezzamenti sul tuo lavoro, anche perché, essendo sbucati sulla scena cosi dal nulla e avendo un background psicologico alquanto pessimista, non speravamo di ottenere recensioni cosi positive né credevamo che qualcuno avrebbe potuto capire il nostro progetto, che a prima vista può sembrare pieno di incoerenze visivo/stilistiche!
Sicuramente tutto ciò ha contribuito a far si ke il morale all’interno della band crescesse e ke la fiducia in noi stessi e nelle nostre capacità aumentasse! Avevamo davvero bisogno di un aiuto morale, di un calcio in culo in questo senso!

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A distanza di qualche mese dall’uscita ne siete soddisfatti? Suona proprio come volevate?
FaB: Sicuramente quando sei in studio e lavori sulle tue canzoni come vuoi, tutto fila liscio….dopo parecchi ascolti però cominci a dire “cazzo, qui avrei potuto aggiungere questo” “questa parte avrei potuta cantarla meglio” “qui avrebbe dovuto suonare un po’ diverso” e cosi via!….quindi in definitiva sono contento di come suona il disco, ma sicuramente se potessimo rientrare in studio ora, sono convinto ke faremmo molto molto meglio, anche perché ora abbiamo alle spalle l’esperienza che abbiamo acquisito registrando questo nostro primo lavoro. In particolare cambierei parecchie cose in fase di mixaggio, per farti un esempio in “Deca-Dance 1984”, la batteria quasi non si sente per via delle chitarre che a mio parere sono un pò troppo alte….spero cmq di avere la possibilità di poter ri-registrare al meglio questo “NiNe Feet UnDer” nell’immediato futuro.

A mio modesto parere ho notato un forte contrasto tra l’immagine della copertina (una sedia elettrica, con due ombre di persone, n.d.a.) e il vostro look (stile glam/sleazy n.d.a.). Contrasto voluto o è capitato per caso?
FaB: Si, prima infatti ti parlavo di incoerenze visivo/stilistiche, che non sono affatto casuali, ma tutte decisamente ricercate e volute! Gli Internal Disfunction non sono semplicemente una glam rock band, il nostro scopo è quello di shockare, spiazzare, disorientare l’ascoltatore, e i mezzi che abbiamo a nostra disposizione per fare ciò sono la musica e l’immagine! Per quanto mi riguarda la spettacolarità è molto importante in una band, ma disprezzo gruppi come Poison, Tuff o Warrant, il cui unico scopo era ed è quello di attirare adolescenti in calore ai loro show e portare a casa un bel po’ di soldoni!!!…Le nostre influenze visive (e musicali) risiedono più ke altro in band storiche come i primi Motley Crue, i primi W.A.S.P., i Sex Pistols, gli Exploited, i Backyard Babies….Non è solo immagine, qui si tratta di uno stile di vita, di (auto)distruzione, di anarchia, di un qualche tipo di malessere interiore…non semplicemente di sesso e ragazzine dalle tette grosse!
Per quanto riguarda la copertina, dato che la prima e l’ultima traccia di “Nine Feet Under” sono ispirate al caso di Sacco E Vanzetti (i due anarchici italiani ke negli USA degli anni ’20 furono ingiustamente accusati di aver rapinato una banca e poi giustiziati sulla sedia elettrica), mi sembrava giusto e coerente avere un’immagine forte, dura, che facesse da sfondo visivo a quello che è un po’ tutto il concept del disco!

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La vostra musica è più sleazy rock o punk rock? E quanto c’è di un genere e quanto di un altro?
FaB: Forse il nostro sound risulta più sleazy che punk, ma ciò solo per quanto riguarda la dimensione musicale. Ciò ke c’è dietro questo sleazy sound è un’attitudine e una filosfia fortemente punk. Sono molto attirato da temi come l’anarchia, la distruzione dello status quo attuale, il DIY (do it yourself) ecc….
In ogni caso descriverei la nostra musica come street-glam-punk-rock’n’roll, anche se odio le etichette e preferirei farne a meno, ma purtroppo al giorno d’oggi nel music-business sono indispensabili…..Quello che oggi conta è il prodotto da vendere, non la musica intesa come espressione, come arte…Tutto ciò è triste, ma bisogna in qualche modo adeguarsi, almeno quando si è agli inizi, per cercare di far giungere il proprio messaggio e i propri pensieri al maggior numero di persone possibli.

“Nine feet under”, perché un titolo cosi? E perché “Internal Disfunction” come è nato questo monicker?

FaB: C’è più di una ragione dietro al monicker della band….
Prima di tutto, ci sentiamo in qualche modo la disfunzione interna del sistema, dello status quo attuale, l’incognita che potrebbe (e vorrebbe, aggiungerei) sovvertire o annullare l’intera equazione (un concetto molto Matrix-oriented). Come seconda motivazione posso dirti che all’interno della band c’è una disfunzione di qualche tipo….Siamo tutte persone diverse le une dalle altre e il più delle volte non siamo d’accordo su parecchie questioni, anche se oramai ci conosciamo da moltissimi anni e abbiamo imparato a scherzarci su e a trarre solo positività dalle nostre discussioni. Infine, credo fermamente che nella mia testa ci sia qualcosa che non funziona come dovrebbe…hahaha….quindi quando pensai a “Internal Disfunction”, capii subito che era perfetto e lo proposi a Maddy, Key e Mirkko a cui piacque tantissimo!
Il titolo del CD invece rispecchia un po’ la summa dei concetti espressi nei miei testi…Se sei piedi sottoterra è dove vengono poste le bare all’interno dei cimiteri, nove piedi sottoterra è dove ci troviamo noi essere umani al momento, stretti e asfissiati dalle nostre false credenze…Ognuna delle nove tracce contenute in “NiNe Feet UnDer” rappresenta un gradino immaginario ke ti porta sempre più giù, fino agli inferi…E credo che solo ki abbia toccato davvero il fondo e abbia visto la morte con i propri occhi può sperare e credere in una qualche sorta di resurrezione!

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Ci raccontate la nascita di un vostro brano? Lavoro di gruppo?
FaB: Non proprio…O almeno non sempre o non obbligatoriamente! A volte l’idea nasce da Key o Maddy che propongono un riff su cui poi si lavora…A volte l’idea parte da un mio testo o da una linea melodica che ho sviluppato. Comunque in sala prove o in studio ognuno inserisce il proprio stile all’interno della song e ciò ke ne fuoriesce è un concentrato di influenze e stili, diversi fra loro, ma ke si amalgamano alla perfezione!

Che cosa vi ispira nella stesura dei testi, vita quotidiana, cronaca, libri…?

FaB: Essendo l’unico autore dei testi, posso dirti che principalmente è la vita quotidiana, la mia come quella di molti altri ragazzi come me, ciò che più mi ispira e mi preme di raccontare! Secondo me la musica è un mezzo per esprimersi, per far uscire allo scoperto ciò che veramente si è e ciò che davvero si vuole dire.
Sicuramente film e libri, validi, svolgono un ruolo fondamentale nel trarre spunto, nel pensare… Questi pensieri si mescolano poi con ciò che i miei occhi vedono ogni giorno, con situazioni reali, con emozioni realmente provate, eventi vissuti sulla mia pelle. Credo profondamente nella sincerità di un testo, di una poesia, di una qualsiasi opera d’arte: chi la compone sente di dover esprimere qualcosa, di scacciare via da dentro di sé ciò ke in quel momento vuole uscire….

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L.A.Guns, Quireboys, Clash, Sex Pistols, quale di questi gruppi vi ha più influenzato?
FaB: Tra i gruppi citati sicuramente i Sex Pistols sono quelli ke maggiormente hanno influenzato lo stile e l’attitudine della band, ma credo che principalmente siano gruppi come Guns N’Roses, primi Motley Crue, primi Hanoi Rocks, Backyard Babies e Wildhearts ad aver influenzato maggiormente il nostro sound.

Che musica ascoltate nella vita di tutti i giorni?

FaB: Di tutto…Credo sia importante ascoltare un po’ di tutto e non fossilizzarsi mai su un solo genere!
Oltre ai gruppi già menzionati in precedenza, ascolto parecchia musica classica, hip-hop (ma non la merda ke passa su MTV….fuck that shit!!!), compositori di colonne sonore come John Williams, Angelo Badalamenti, Danny Elfman, John Carpenter ecc…Non mi importa del genere, ma soltanto ke una canzone provenga dal cuore e arrivi al centro dell’animo dell’ascoltatore!
Cmq ognuno dei componenti della band proviene da un background musicale differente…Si spazia dai Dream Theater ai Ramones, passando per Pino Daniele e il folk napoletano!

Gli Internal Disfunction e le case discografiche, qualcuno disposto ad ascoltarvi o solo porte chiuse?
FaB: C’è stato un mezzo interessamento da parte di un’ etichetta indipendente del nord Italia, ma poi non si è concluso più nulla. Cmq per ora stiamo ancora in piena fase di promozione e stiamo spedendo la nostra press kit a tutte le etichette possibili, diciamo che siamo in attesa di sapere se le porte rimarranno chiuse per sempre o se si aprirà uno spiraglio…

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Gli Internal Disfunction e i concerti, trovate spazi per esibirvi e come vi trovate nella dimensione live?
FaB: Speravo in una domanda come questa, perché devo dirti che qui a Napoli è davvero impossibile per una band emergente cercare di esporsi o di farsi apprezzare. Sicuramente siamo una band da dimensione live…Il palco è la nostra casa! Ma il problema è ke qui purtroppo non esiste una scena, non ci sono locali dove poter suonare dal vivo, il genere non è per niente apprezzato, la gente e i proprietari dei locali ti trattano con indifferenza e molte volte addirittura non si viene pagati per la performance! Qui il rock davvero non tira, e devo dirti che risulta davvero frustrante avere una band come la nostra qui a Napoli! Le cose dovrebbero davvero cambiare in questa cazzo di città! Cmq speriamo al più presto di aggianciare contatti per poter suonare come si deve, magari al nord Italia o all’estero!

Che ne pensate della scena metal in Italia, con particolare riguardo alla vostra regione?
FaB: Mah…. ci sono molte band valide in Italia, ma il problema, secondo me, risiede nel fatto che non c’è supporto per queste band, i ragazzi, le case discografiche o le agenzie di booking riservano davvero poca attenzione a queste nuove realtà indipendenti preferendo investire su nomi già noti e famosi!
Quanti gruppi italiani riescono a vendere bene in Europa? Pochissimi!!!
Ci sono tanti gruppi validi sparsi per la penisola, che però non riescono a fare il grande passo, mentre per esempio paesi come la Svezia o la Finlandia sfornano gruppi che riescono a imporsi in Europa, basta guardare ai vari backyard babies, hardcore superstar, gemini five, enemies swe, crashdiet ecc, che riescono ad avere contratti anche con majors!
In questo modo nel nostro paese si crea un ristagno e la scena non si evolve!

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Progetti per il futuro?
FaB: Al momento stiamo lavorando su nuovi pezzi che molto probabilmente finiranno su un EP che vorremmo registrare nei primi mesi del 2006. Anche se rimaniamo cmq fedeli a ciò ke sono le nostre radici punk-rock, credo che le nuove composizione saranno diverse da quelle di NiNe Feet UnDer, e avranno un songwriting decisamente più maturo…Penso sia naturale in quanto si cresce, si evolve, e poi naturalmente le situazioni che vivi non sono sempre le stesse e ciò naturalmente si riflette nella tua musica!
Per il resto cerchiamo di mandare più press kit possibili in giro per il mondo, contattando etichette, giornali, webzine, agenzie di booking, management ecc per farci conoscere e per cominciare a far circolare il nostro nome!
Cmq al momento la priorità è il suonare dal vivo…speriamo di riuscire al più presto a trovare i contatti giusti per poter suonare in qualche club del nord Italia e per poter magari fare da supporto a qualche band straniera.

Siamo in conclusione, vi ringrazio per la disponibilità e vi lascio la conclusione dell’intervista, potete dire quello che volete.
FaB: Ti ringrazio ancora per lo spazio che ci hai concesso e invito tutti i lettori a supportare la scena rock italiana e a visitare il nostro cazzo di sito www.internaldisfunction.tk  e scriverci all’indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo '; document.write( '' ); document.write( addy_text53444 ); document.write( '<\/a>' ); //-->\n Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Un saluto da FaB NiNe, Key Rocks, Maddy Dukk e Mirkko De Mayo!
Raw Dope Power rules!!!
See ya motherfuckers!!!!!!

Ultimo aggiornamento ( martedì 29 luglio 2008 )
 
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