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Gli Internal Disfunction sono una
band che nonostante il loro nome e la copertina del loro ultimo lavoro "Nine
feet under", cose che possono rappresentare la band come autrice di un
heavy metal più estremo, ci propongono, in realtà, una musica giovane e
accattivante, per certi versi molto vicino al glam degli anni ottanta.
Vicinanza che si trovo molto nella loro immagine, modo di vestire e
presentarsi che mi ha fatto fare un tuffo nel passato. ai tempi dei
primi gruppi glam nella zona di Roma. Dimostrando che le mode o i generi
più criticati ed osteggiati sono in realtà quelli che hanno mantenuto la
loro vitalità anche a distanza di decenni, ma andiamo a conoscere il
gruppo.
Abbiamo il piacere di intervistare
una nuova realtà italiana, gli Internal Disfunction, salve volete
presentarvi ai lettori di Metal Zone?
Fab:
Hi duuuudeeeees!!!!!!
Innanzitutto ringrazio te e metal-zone per lo spazio ke concedete alle
band emergenti italiane come la nostra!
Poi un altro ringraziamento a mr.Jack Daniel e mr.Jagermeister che
stasera mi aiuteranno a rispondere alle domande di questa intervista!
Allora…Gli Internal Disfunction nascono nel lontano 1999 (quando avevamo
appena 15 anni) con il mome “The Gunners”. Dopo anni di gavetta e
esperienze live come cover band, abbiamo cominciato a lavorare
seriamente sui nostri pezzi solamente nel 2005 (quando c’è stato il
cambio di monicker) e il risultato è stato entrare subito in studio per
registrare il nostro primo full lenght, co-prodotto da Luca Stendardo,
proprietario degli studi di registrazione Cantine Sonore!
"Quattro anime dannate costrette ad espiare i loro peccati nel
background napoletano reagiscono con un rock’n’roll da godersi fino in
fondo", questa vostra affermazione me la dovete proprio spiegare.
FaB: Eh si…credo proprio di si!! Ahah…La questione è ke ci sentiamo
parecchio dannati e soprattutto frustrati per l’ambiente che ci
circonda, per il fatto che è molto difficile qui dove siamo cresciuti
noi, nella periferia di Napoli, riuscire a trovare sbocchi lavorativi,
artistici o musicali.
Napoli è una città stupenda ma la gente qui vive a cazzi suoi, chiusa
nelle proprie tradizioni e convinzioni! Ogni giorno quando scendi in
strada è come combattere una guerra, non esiste il rispetto reciproco ma
solo la legge del più forte.
Piuttosto ke restare giù in strada a buttare il nostro tempo o giocare a
calcio ci è sembrato opportuno creare una punk-glam band strizzacoglioni.
Come è stato accolto il
vostro ultimo lavoro “Nine feet under” dalla stampa specializzata e
dalle webzine?
FaB:
Devo dire davvero che non mi aspettavo un riscontro cosi positivo da
parta della stampa e delle webzine. E’ fottutamente piacevole leggere
complimenti e apprezzamenti sul tuo lavoro, anche perché, essendo
sbucati sulla scena cosi dal nulla e avendo un background psicologico
alquanto pessimista, non speravamo di ottenere recensioni cosi positive
né credevamo che qualcuno avrebbe potuto capire il nostro progetto, che
a prima vista può sembrare pieno di incoerenze visivo/stilistiche!
Sicuramente tutto ciò ha contribuito a far si ke il morale all’interno
della band crescesse e ke la fiducia in noi stessi e nelle nostre
capacità aumentasse! Avevamo davvero bisogno di un aiuto morale, di un
calcio in culo in questo senso!
A distanza di qualche mese
dall’uscita ne siete soddisfatti? Suona proprio come volevate?
FaB:
Sicuramente quando sei in studio e lavori sulle tue canzoni come vuoi,
tutto fila liscio….dopo parecchi ascolti però cominci a dire “cazzo, qui
avrei potuto aggiungere questo” “questa parte avrei potuta cantarla
meglio” “qui avrebbe dovuto suonare un po’ diverso” e cosi via!….quindi
in definitiva sono contento di come suona il disco, ma sicuramente se
potessimo rientrare in studio ora, sono convinto ke faremmo molto molto
meglio, anche perché ora abbiamo alle spalle l’esperienza che abbiamo
acquisito registrando questo nostro primo lavoro. In particolare
cambierei parecchie cose in fase di mixaggio, per farti un esempio in
“Deca-Dance 1984”, la batteria quasi non si sente per via delle chitarre
che a mio parere sono un pò troppo alte….spero cmq di avere la
possibilità di poter ri-registrare al meglio questo “NiNe Feet UnDer”
nell’immediato futuro.
A mio modesto parere ho
notato un forte contrasto tra l’immagine della copertina (una sedia
elettrica, con due ombre di persone, n.d.a.) e il vostro look (stile
glam/sleazy n.d.a.). Contrasto voluto o è capitato per caso?
FaB:
Si, prima infatti ti parlavo di incoerenze visivo/stilistiche, che non
sono affatto casuali, ma tutte decisamente ricercate e volute! Gli
Internal Disfunction non sono semplicemente una glam rock band, il
nostro scopo è quello di shockare, spiazzare, disorientare
l’ascoltatore, e i mezzi che abbiamo a nostra disposizione per fare ciò
sono la musica e l’immagine! Per quanto mi riguarda la spettacolarità è
molto importante in una band, ma disprezzo gruppi come Poison, Tuff o
Warrant, il cui unico scopo era ed è quello di attirare adolescenti in
calore ai loro show e portare a casa un bel po’ di soldoni!!!…Le nostre
influenze visive (e musicali) risiedono più ke altro in band storiche
come i primi Motley Crue, i primi W.A.S.P., i Sex Pistols, gli Exploited,
i Backyard Babies….Non è solo immagine, qui si tratta di uno stile di
vita, di (auto)distruzione, di anarchia, di un qualche tipo di malessere
interiore…non semplicemente di sesso e ragazzine dalle tette grosse!
Per quanto riguarda la copertina, dato che la prima e l’ultima traccia
di “Nine Feet Under” sono ispirate al caso di Sacco E Vanzetti (i due
anarchici italiani ke negli USA degli anni ’20 furono ingiustamente
accusati di aver rapinato una banca e poi giustiziati sulla sedia
elettrica), mi sembrava giusto e coerente avere un’immagine forte, dura,
che facesse da sfondo visivo a quello che è un po’ tutto il concept del
disco!
La vostra musica è più sleazy rock
o punk rock? E quanto c’è di un genere e quanto di un altro?
FaB:
Forse il nostro sound risulta più sleazy che punk, ma ciò solo per
quanto riguarda la dimensione musicale. Ciò ke c’è dietro questo sleazy
sound è un’attitudine e una filosfia fortemente punk. Sono molto
attirato da temi come l’anarchia, la distruzione dello status quo
attuale, il DIY (do it yourself) ecc….
In ogni caso descriverei la nostra musica come street-glam-punk-rock’n’roll,
anche se odio le etichette e preferirei farne a meno, ma purtroppo al
giorno d’oggi nel music-business sono indispensabili…..Quello che oggi
conta è il prodotto da vendere, non la musica intesa come espressione,
come arte…Tutto ciò è triste, ma bisogna in qualche modo adeguarsi,
almeno quando si è agli inizi, per cercare di far giungere il proprio
messaggio e i propri pensieri al maggior numero di persone possibli.
“Nine feet under”, perché un
titolo cosi? E perché “Internal Disfunction” come è nato questo monicker?
FaB:
C’è più di una ragione dietro al monicker della band….
Prima di tutto, ci sentiamo in qualche modo la disfunzione interna del
sistema, dello status quo attuale, l’incognita che potrebbe (e vorrebbe,
aggiungerei) sovvertire o annullare l’intera equazione (un concetto
molto Matrix-oriented). Come seconda motivazione posso dirti che
all’interno della band c’è una disfunzione di qualche tipo….Siamo tutte
persone diverse le une dalle altre e il più delle volte non siamo
d’accordo su parecchie questioni, anche se oramai ci conosciamo da
moltissimi anni e abbiamo imparato a scherzarci su e a trarre solo
positività dalle nostre discussioni. Infine, credo fermamente che nella
mia testa ci sia qualcosa che non funziona come dovrebbe…hahaha….quindi
quando pensai a “Internal Disfunction”, capii subito che era perfetto e
lo proposi a Maddy, Key e Mirkko a cui piacque tantissimo!
Il titolo del CD invece rispecchia un po’ la summa dei concetti espressi
nei miei testi…Se sei piedi sottoterra è dove vengono poste le bare
all’interno dei cimiteri, nove piedi sottoterra è dove ci troviamo noi
essere umani al momento, stretti e asfissiati dalle nostre false
credenze…Ognuna delle nove tracce contenute in “NiNe Feet UnDer”
rappresenta un gradino immaginario ke ti porta sempre più giù, fino agli
inferi…E credo che solo ki abbia toccato davvero il fondo e abbia visto
la morte con i propri occhi può sperare e credere in una qualche sorta
di resurrezione!
Ci raccontate la nascita di un
vostro brano? Lavoro di gruppo?
FaB:
Non proprio…O almeno non sempre o non obbligatoriamente! A volte l’idea
nasce da Key o Maddy che propongono un riff su cui poi si lavora…A volte
l’idea parte da un mio testo o da una linea melodica che ho sviluppato.
Comunque in sala prove o in studio ognuno inserisce il proprio stile
all’interno della song e ciò ke ne fuoriesce è un concentrato di
influenze e stili, diversi fra loro, ma ke si amalgamano alla
perfezione!
Che cosa vi ispira nella
stesura dei testi, vita quotidiana, cronaca, libri…?
FaB:
Essendo l’unico autore dei testi, posso dirti che principalmente è la
vita quotidiana, la mia come quella di molti altri ragazzi come me, ciò
che più mi ispira e mi preme di raccontare! Secondo me la musica è un
mezzo per esprimersi, per far uscire allo scoperto ciò che veramente si
è e ciò che davvero si vuole dire.
Sicuramente film e libri, validi, svolgono un ruolo fondamentale nel
trarre spunto, nel pensare… Questi pensieri si mescolano poi con ciò che
i miei occhi vedono ogni giorno, con situazioni reali, con emozioni
realmente provate, eventi vissuti sulla mia pelle. Credo profondamente
nella sincerità di un testo, di una poesia, di una qualsiasi opera
d’arte: chi la compone sente di dover esprimere qualcosa, di scacciare
via da dentro di sé ciò ke in quel momento vuole uscire….
L.A.Guns, Quireboys, Clash, Sex
Pistols, quale di questi gruppi vi ha più influenzato?
FaB: Tra i gruppi citati sicuramente i
Sex Pistols sono quelli ke maggiormente hanno influenzato lo stile e
l’attitudine della band, ma credo che principalmente siano gruppi come
Guns N’Roses, primi Motley Crue, primi Hanoi Rocks, Backyard Babies e
Wildhearts ad aver influenzato maggiormente il nostro sound.
Che musica ascoltate nella
vita di tutti i giorni?
FaB:
Di tutto…Credo sia importante ascoltare un po’ di tutto e non
fossilizzarsi mai su un solo genere!
Oltre ai gruppi già menzionati in precedenza, ascolto parecchia musica
classica, hip-hop (ma non la merda ke passa su MTV….fuck that shit!!!),
compositori di colonne sonore come John Williams, Angelo Badalamenti,
Danny Elfman, John Carpenter ecc…Non mi importa del genere, ma soltanto
ke una canzone provenga dal cuore e arrivi al centro dell’animo
dell’ascoltatore!
Cmq ognuno dei componenti della band proviene da un background musicale
differente…Si spazia dai Dream Theater ai Ramones, passando per Pino
Daniele e il folk napoletano!
Gli Internal Disfunction e
le case discografiche, qualcuno disposto ad ascoltarvi o solo porte
chiuse?
FaB:
C’è stato un mezzo interessamento da parte di un’ etichetta indipendente
del nord Italia, ma poi non si è concluso più nulla. Cmq per ora stiamo
ancora in piena fase di promozione e stiamo spedendo la nostra press kit
a tutte le etichette possibili, diciamo che siamo in attesa di sapere se
le porte rimarranno chiuse per sempre o se si aprirà uno spiraglio…
Gli Internal Disfunction e i
concerti, trovate spazi per esibirvi e come vi trovate nella dimensione
live?
FaB:
Speravo in una domanda come questa, perché devo dirti che qui a Napoli è
davvero impossibile per una band emergente cercare di esporsi o di farsi
apprezzare. Sicuramente siamo una band da dimensione live…Il palco è la
nostra casa! Ma il problema è ke qui purtroppo non esiste una scena, non
ci sono locali dove poter suonare dal vivo, il genere non è per niente
apprezzato, la gente e i proprietari dei locali ti trattano con
indifferenza e molte volte addirittura non si viene pagati per la
performance! Qui il rock davvero non tira, e devo dirti che risulta
davvero frustrante avere una band come la nostra qui a Napoli! Le cose
dovrebbero davvero cambiare in questa cazzo di città! Cmq speriamo al
più presto di aggianciare contatti per poter suonare come si deve,
magari al nord Italia o all’estero!
Che ne pensate della scena
metal in Italia, con particolare riguardo alla vostra regione?
FaB:
Mah…. ci sono molte band valide in Italia, ma il problema, secondo me,
risiede nel fatto che non c’è supporto per queste band, i ragazzi, le
case discografiche o le agenzie di booking riservano davvero poca
attenzione a queste nuove realtà indipendenti preferendo investire su
nomi già noti e famosi!
Quanti gruppi italiani riescono a vendere bene in Europa? Pochissimi!!!
Ci sono tanti gruppi validi sparsi per la penisola, che però non
riescono a fare il grande passo, mentre per esempio paesi come la Svezia
o la Finlandia sfornano gruppi che riescono a imporsi in Europa, basta
guardare ai vari backyard babies, hardcore superstar, gemini five,
enemies swe, crashdiet ecc, che riescono ad avere contratti anche con
majors!
In questo modo nel nostro paese si crea un ristagno e la scena non si
evolve!
Progetti per il futuro?
FaB:
Al momento stiamo lavorando su nuovi pezzi che molto probabilmente
finiranno su un EP che vorremmo registrare nei primi mesi del 2006.
Anche se rimaniamo cmq fedeli a ciò ke sono le nostre radici punk-rock,
credo che le nuove composizione saranno diverse da quelle di NiNe Feet
UnDer, e avranno un songwriting decisamente più maturo…Penso sia
naturale in quanto si cresce, si evolve, e poi naturalmente le
situazioni che vivi non sono sempre le stesse e ciò naturalmente si
riflette nella tua musica!
Per il resto cerchiamo di mandare più press kit possibili in giro per il
mondo, contattando etichette, giornali, webzine, agenzie di booking,
management ecc per farci conoscere e per cominciare a far circolare il
nostro nome!
Cmq al momento la priorità è il suonare dal vivo…speriamo di riuscire al
più presto a trovare i contatti giusti per poter suonare in qualche club
del nord Italia e per poter magari fare da supporto a qualche band
straniera.
Siamo in conclusione, vi
ringrazio per la disponibilità e vi lascio la conclusione
dell’intervista, potete dire quello che volete.
FaB:
Ti ringrazio ancora per lo spazio che ci hai concesso e invito tutti i
lettori a supportare la scena rock italiana e a visitare il nostro cazzo
di sito
www.internaldisfunction.tk e scriverci all’indirizzo
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Un saluto da FaB NiNe, Key Rocks, Maddy Dukk e Mirkko De Mayo!
Raw Dope Power rules!!!
See ya motherfuckers!!!!!!
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