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Scritto da VIKINGBLOOD   
lunedě 04 giugno 2007
Risponde: LUCA e FRANCESCO

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Metal Zone ha il piacere di intervistare gli “Human Cluster”.
Salve, volete presentarvi ai lettori di Metal Zone?
Luca :: Certamente. Siamo una band formatasi alla fine del 2005 per volontà di Tommaso Riccardi (chitarra), Francesco Ferrini (tastiere, loop), il sottoscritto Luca Paparelli (batteria) e Francesco Strappaveccia (basso), tutti musicisti militanti già in altre formazioni attive nel panorama metal Umbro e Toscano, per l’esattezza Atemno, Exawatt e Fear Traders. A noi si sono poi uniti Stefano Baiocco (voce), che ha militato con i Cluster fino a poco tempo fa, e Marco Santini (chitarra). Con questo progetto abbiamo voluto fondamentalmente iniziare una nuova avventura all’interno di generi ancora inesplorati dalle nostre precedenti esperienze musicali, ispirandoci per lo più al death metal “made in Sweden” ed al thrash melodico. Ci siamo dati parecchio da fare sia in sala prove che nelle uscite live, dove abbiamo ottenuto fin dagli inizi parecchi consensi. I frutti di questo primo anno di lavoro sono quindi confluiti nel nostro primo lavoro in studio, al quale abbiamo lavorato fin da quest’estate e la cui uscita è avvenuta all’inizio del 2007.

Da cosa è derivata la scelta del moniker “Human Cluster?”
Francesco :: E’ nato dalla mia passione per l'informatica. Infatti il cluster è un particolare tipo di elaboratore formato da tanti computer, spesso commerciali, che lavorano per ottenere un risultato particolarmente pesante o complesso computazionalmente. Questo per evidenziare il fatto che il risultato del nostro lavoro è quello che viene fuori da tutte le nostre menti. “Human” è un'idea di Tommaso: infatti con questo aggettivo abbiamo voluto evidenziare, d'altra parte, la progressiva spersonalizzazione dell'individualità umana, che sta diventando sempre più conforme ad un cliche. Insomma un nome a due faccie.

E’ da poco uscito il vostro “Promo 2007”: volete parlarcene in dettaglio?
Luca :: Come già detto, questo promo-cd di tre tracce (“Nameless”, “Losing Time”, “Inner Voices”) è il frutto del nostro primo anno di lavoro insieme. Per le registrazioni ci siamo avvalsi degli Wizard Studios di Andrea Corsetti, mentre per il missaggio ed il mastering ci siamo rivolti a Francesco Riganelli, del quale conoscevo personalmente sia le sue ottime capacità di produttore, sia la sua professionalità e competenza. La gestazione di questo lavoro è stata abbastanza lunga (da fine Luglio a Dicembre), le registrazioni sono andate un po’ a rilento per via dei vari impegni che avevamo con le nostre band di provenienza, ma è stato un problema secondario, perché abbiamo poi completato alla svelta il resto delle operazioni. Il risultato finale è stato ottimo, il sound di questo disco si può dire che rispecchi a pieno le potenzialità dei Human Cluster ed il merito è senz’altro del “Riga”, che ha svolto un ottimo lavoro con noi e con il quale speriamo di collaborare ancora per le nostre prossime produzioni.

Come è stato accolto il vostro lavoro dalla critica? Come sono state le prime recensioni?
Luca :: Fin’adesso il cd ha ottenuto buoni riscontri un po’ dappertutto. Siamo stati accolti bene ed in molti si auspicano l’uscita di un full-lenght, che si prospetta come uno dei nostri prossimi obiettivi. A esser sinceri, non c’aspettavamo una risposta così buona, vuoi perché il genere in cui ci inseriamo comincia ad essere considerato da più parti inflazionato e stantio, vuoi perché c’è sempre qualcuno pronto a darti del “derivativo” o del “copione” al minimo sentore di qualcosa di già sentito. E’ ovvio che non siamo inventori di nulla e che ora come ora ci sia rimasto poco altro da scoprire o da inventare. E’ soprattutto per questo che puntiamo e punteremo ancora molto sulla personalità, aspetto che in molti hanno notato e che hanno apprezzato nel nostro lavoro.

Come nasce un vostro brano e cosa vi ispira maggiormente nello scrivere i testi?
Francesco :: I nostri brani, come detto in precedenza, sono il risultato di tutte le nostre soggettività e capacità musicali. Ovviamente tutto parte da un'idea, un riff, una linea melodica, un testo, che principalmente viene proposto da Marco o Tommaso. Poi passa attraverso tutte le nostre “elaborazioni” fino a diventare il pezzo finito. Più di una volta ci è capitato di partire da un pezzo e trovarne un altro, totalmente diverso. Quello che ci ispira è fondamentalmente quello che vediamo intorno a noi e come noi ci approcciamo a questo. Un nostro pezzo è molto spesso una nostra metafora di quello che sentiamo di fronte alla realtà e quello che ci scatena dentro.

Human Cluster Promo Pic.jpg

Quale gruppo vi ha maggiormente ispirato e che musica ascoltate nella vita di tutti i giorni?
Francesco :: Una delle nostre maggiori qualità e l'estrema eterogeneità di generi che ascoltiamo. Andiamo dal brutal death, fino alla musica classica. La musica fondamentalmente è comunicazione, tutto quello che riesce a colpire il nostro Io e la nostra mente lo ascoltiamo, senza pregiudizi. Poi chiaramente ci sono cose che ci piacciono più di altre, ma fondamentalmente cerchiamo la qualità nella musica, cosa che si sta sempre più perdendo anche nel metal purtroppo. Ovviamente è normale trovare nei nostri pezzi dei riferimenti e dei richiami ad altri gruppi, come i Soilwork, gli Mnemic, gli In Flames, gruppi che comunque ci influenzano molto, ma da cui cerchiamo di ottenere delle ispirazioni che poi rielaboriamo secondo le nostre soggettività.

Siete in tour per presentare la vostra ultima fatica?
Luca :: Parlare di tournèe è un po’ azzardato, ma possiamo dire tranquillamente di aver concentrato nei live la maggior parte dell’aspetto promozionale di questo dischetto. Suonare dal vivo, oltre ad essere una di quelle cose per cui non vorremmo mai fare a meno, è anche la nostra dimensione ideale. Perciò cerchiamo sempre di suonare in giro il più possibile. Fin’adesso abbiamo svolto concerti per lo più nella nostra regione, l’Umbria, ma speriamo di poterci espandere presto anche nel resto d’Italia.

Che ne pensate della attuale scena metal italiana e mondiale?
Francesco :: La scena italiana è vivissima, basta vedere che un gruppo italiano come gli Slowmotion Apocalypse accompagnerà gli Mnemic nel loro tour europeo. Questo è il segno che l'Europa sta iniziando a guardare dentro la nostra bistrattata penisola. Purtroppo ancora la scena metal non riesce a trovare gli spazi che si merita, semplicemente per il fatto della proverbiale chiusura mentale della società italiana. Certamente però anche i seguaci della nostra beneamata musica non hanno fatto tanto per far vedere che non è soltanto la “musica del diavolo”.

State già pensando al futuro? Volete anticiparci qualcosa sui vostri progetti?
Luca :: La nostra primaria necessità è al momento quella di ricostituire al più presto la line-up con l’innesto di una nuova voce, a seguito della recente defezione di Stefano, il nostro precedente singer. Dopodichè completare la stesura dei nuovi pezzi che costituiranno il nostro prossimo lavoro in studio, sul quale siamo già al lavoro.

Ringraziandovi per la vostra cortesia, lascio a voi la conclusione dell’intervista, siete liberi di dire quello che volete.
Luca :: Ringraziamo prima di tutto lo staff di Metal Zone per lo spazio concessoci ed i lettori per l’attenzione e per essere arrivati alla fine di quest’intervista senza andare a cliccare la X in alto a destra, ahahahahah! Speriamo di vedervi numerosi ai nostri futuri concerti! Nel frattempo vi invitiamo a scaricare il nostro “Promo 2007” direttamente dal nostro sito: www.humancluster.it . Se poi siete i fortunati possessori di un profilo Myspace, veniteci a lasciare i vostri messaggi, commenti, insulti e tutto quel che volete su www.myspace.com/humancluster , cosa che potete fare benissimo scrivendoci anche alla nostra mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . A presto!

Ultimo aggiornamento ( giovedě 31 luglio 2008 )
 
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