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Salve volete
presentarvi ai lettori di Metal Zone. Chi sono gli “Hapax”?
Gli Hapax sono 6 ragazzi di
Bologna che per qualche strano motivo si sono ritrovati uniti dalla
passione per la musica e pur avendo influenze diverse, insieme trovano
un loro magico equilibrio che fa nascere qualcosa di nuovo e
vario…parola d’ordine essere noi stessi.
Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro “No one knows..." dalla
stampa specializzata e dalle webzine?
Sinceramente meglio di ogni più
rosea aspettativa. Grazie alle recensioni ci siamo resi conto che non
eravamo solo noi a considerarci “originali” bensì e che quello che
facciamo in un qualche modo piace anche essendo qualcosa di nuovo. E’
stata per noi la più grossa soddisfazione…ci sono state anche critiche
ma come primo lavoro ha avuto un ottima valutazione da parte degli
addetti ai lavori, se c’è una cosa vera è che nella musica l’oggettività
non esiste.
A distanza di più di un anno dall’uscita dell’album, ne
siete soddisfatti o c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto pienamente?
In pratica suona come volevate?
A livello di sound nessuno di noi
rimpiange nulla del lavoro fatto… abbiamo investito bene e ne abbiamo
tratto i giusti frutti. Forse ad un’attenta critica l’album può sembrare
essere non troppo curato, più nel songwriting che nei suoni, ma
l’effetto è dato dal fatto che è stato per noi lo sfogo di un anno di
lavoro e sudore su vari palchi e salette…non ha la pretesa di essere un
disco d’oro ma solamente quella di rispecchiare a pieno sentimenti,
sensazioni e momenti del tempo passato insieme.
Come nasce un vostro
brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e poi ci
lavorate sopra?
Il nostro processo di composizione è abbastanza
istintivo…e per questo non ha regole…si può partire da un’idea nata in
quel momento come da strutture pre-articolate e studiate…parola d’ordine
di ogni nostro pezzo imporci ognuno per quanto riguarda il proprio
strumento confrontando le diverse idee ma mantenendo sempre l’idea che è
proprio la diversità dei nostri punti di vista musicali a darci quel
punto di forza che ci distingue dal resto dei gruppi in circolazione.
Cosa vi ispira di più nella stesura dei tesi, la vita di tutti i giorni,
la cronaca, i giornali o che altro?
I testi dell’album sono abbastanza
diversi dal punto di vista ispirativo…in linea di massima è la vita di
tutti i giorni a farla da padrone, le nostre esperienze e ciò che
cerchiamo di comunicare è sicuramente la riflessione su molti aspetti
della vita.
Come nasce il vostro monicker?
Tutto è cominciato dalla necessità di cambiare un monicker che alcuni di
noi si portavano dietro da formazioni passate.. c’era la necessità di
trovare un nome a quello che avevamo costruito musicalmente.. e nel
cercare qualcosa che descrivesse la nostra musica abbiamo trovato questo
nome che non descrive la musica di per sé ma la vera forza del gruppo,
l’unicità…per ulteriori info basta sfogliare le pagine del vocabolario
di italiano.
Cosa vuole rappresentare la vostra copertina?
Fondamentalmente quello che siamo, qualcosa di non definito, ancora non
conosciuto del tutto… qualcosa che viene dalla parte più profonda di
ognuno di noi e che lentamente vede e si fa vedere alla luce.
Sicuramente una buona parte del significato gioca sul dualismo che
creiamo nei nostri pezzi dove melodia e rabbia si fondono spesso
giocando su diversi stili senza esservi mai strettamente legati.
Quali gruppi vi hanno maggiormente ispirato e cosa ascoltate nella vita
di tutti i giorni?
Come detto in precedenza ognuno di noi ha gusti
musicali dei più disparati passiamo da apprezzare i Lamb Of God ai Red
Hot Chili Peppers passando per Metallica, Limp Bizkit, Nevermore, Alice
In Chains, Pantera, Staind, Linkin Park, Disturbed, Godsmack, Cypress
Hill, Mudvayne, Creed, Cold, S.O.A.D., Soilwork, Killswitch Engage e chi
più ne ha più ne metta…ma se dovessimo abbinarci ad uno dei gruppi
sopraelencati non sapremmo cosa rispondere…qualcuno ci ha provato…ma la
realtà è che somigliamo solo a noi stessi.
Come giudicate la scena musicale
underground della vostra regione e quella italiana in generale?
La scena underground emiliano-romagnola è
abbastanza movimentata anche se purtroppo non molto presa in
considerazione da locali che preferiscono una “bella” serata di dj set
piuttosto che un gruppo live…questione di mentalità che ci risulta
comunque essere una costante italiana…da apprezzare comunque l’esistenza
di alcune realtà che per la musica suonata si impegnano costantemente.
Una grossa verità crediamo risieda nella poca cultura del pubblico
spesso troppo disinteressato per creare un vero e proprio giro di musica
suonata.
Rapporti con la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in mp3?
Questa è la tipica domanda
trabocchetto…e si merita la risposta trabocchetto…adesso siamo i più
favorevoli perché lo share non può che consentirci una maggiore
visibilità e tutto ciò che ci interessa ascoltare a costo zero…un domani
speriamo di diventare pesantemente contrari perché non ci consentirà di
guadagnare abbastanza…a parte gli scherzi il file sharing è una cosa
buona, di per sé ci vorrebbe anche in questo caso solo un po’ più di
cultura da parte degli ascoltatori nei quali è riposto il buon senso di
acquistare cd originali per mantenere viva una scena che altrimenti se
non alimentata è destinata a spegnersi…comprate un cd in meno di Britney
Spears e uno in più degli Hapax.
Rapporti con le case discografiche:
trovate qualcuno disposto ad ascoltarvi o solo porte chiuse?
Qualcuno disposto l’abbiamo trovato ma diciamo che il concetto casa
discografica in questi ultimi anni è cambiato molto… le major si
occupano solo di pochi progetti all’anno sui quali investono valanghe di
soldi e molti artisti e bands sono rilegate all’underground pur avendo
magari doti molto più elevate del primo gruppetto di ragazzini spediti
in heavy rotation su Mtv e varie che vendono milioni di copie di musica
montata con la testa e non creata col cuore. Il fatto è che le “piccole”
etichette dal canto loro non sanno cosa volgia dire investire e questo
crea un ristagnare di ogni possibilità per un gruppo che magari con un
adeguato investimento potrebbe dare i propri frutti. Una cosa è certa
noi facciamo musica per noi e per gli altri perciò è sì gratificante
trovare un riscontro nel pubblico ma ancor di più il sapere di essere
riusciti ad esprimere in note e musica noi stessi.
Gli “Hapax” e i concerti: trovate spazi per esibirvi e come vi trovate
nella dimensione live?
Il live è una delle cose che ci piacciono di più
al Mondo…gli spazi sono pochi ma ci si accontenta dando sempre il
massimo e lavorando per arrivare sempre ad un livello superiore sia
tecnico che di contatti sperando un giorno di essere valorizzati per la
nostra musica e di avere la possibilità di proporla al maggior numero di
persone possibile.
Nel live sicuramente è dato molto valore all’impatto che cerchiamo
sempre di trasmettere…cerchiamo di marchiare a fuoco il nostro nome nel
pubblico in modo che non possano dimenticarsi tanto facilmente di noi… e
questo sembra riuscirci abbastanza bene per ora.
Progetti per il futuro?
Stiamo lavorando sui brani del secondo album
cercando di intensificare ed allargare la nostra attività live a tutta
l’Italia e speriamo presto anche il nord Europa. Costante la ricerca di
qualcuno che sia disposto ad investire e a credere nella nostra musica
quanto noi crediamo e viviamo per essa…ma soprattutto continuare a
divertirci come è stato fino ad ora non smettendo mai di imparare dalle
nostre esperienze.
Siamo in conclusione dell’intervista, intanto vi ringrazio per la
disponibilità e lascio la parola a voi, potete dire tutto quello che
volete.
Se siete arrivati a leggere fin qui siete un passo più vicini a noi e
alla nostra musica, non vi resta che venirci a vedere e/o procurarvi un
nostro cd per fare il secondo passo…la speranza è quella di riuscire a
trasmettere sempre qualcosa di buono ai fan e al pubblico in genere. Per
concludere rubando una frase a noi molto cara “siccome l’Arte non è in
vendita ma cd e magliette sì” fate un giro sul nostro sito, segnatevi la
data del live a voi più vicino e provate ad investire una serata della
vostra vita su di noi e la nostra musica…non vi daremo modo di
pentirvene.
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