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Metal Zone ha
il piacere di intervistare il gruppo dei Grey Summer. Salve, volete
presentarvi ai lettori di Metal Zone, chi sono i Grey Summer e come
nascono?
Ciao innanzitutto grazie per lo spazio che ci state concedendo, siamo
contenti che abbiate apprezzato il nostro lavoro! Dunque la band ha
preso forma nel 2001 quando eravamo ancora dei pischelli fra 15 e 16
anni completamente digiuni di nozioni musicali. La band è sempre stata
composta da noi 4 (Andrea, Elias, Giovanni, Nicola) che siamo amici da
parecchio tempo prima. L’idea di formare una band è nata all’incirca nel
2000 purtroppo non avevamo la possibilità di formarla sia per motivi
economici sia perchè non avevamo nessuna esperienza. L’idea comunque è
stata pian piano portata avanti assieme, grazie alla nostra comune
passione per la musica e soprattutto grazie alla nostra fortissima
amicizia. All’incirca nel febbraio 2001 (periodo in cui Nicola ha
acquistato la batteria) abbiamo iniziato le prime timide prove senza
però avere ancora un basso poiché non avevamo un ampli per farlo
funzionare. Il resto poi è venuto da sé anche se con molta fatica e
difficoltà.
Complimenti per la vostra
ultima fatica “Live your life” come è stata accolta dalla stampa
specializzata e dai vostri fans?
Per quanto riguarda i fans il cd è piaciuto molto soprattutto a chi già
conosceva i nostri pezzi in live e comunque ha seguito la nostra storia.
Un riscontro leggermente diverso l’abbiamo avuto da un paio di
recensioni che non hanno apprezzato molto il fatto che a noi piaccia
suonare tutta la bella musica e concentrarla in un unico lavoro (non per
forza dev’essere monotematico). Ovviamente ci rendiamo conto che il
nostro non è un lavoro semplice da capire soprattutto per chi pensa ad
etichettare sotto un genere prestabilito una band: noi abbiamo cercato
di andare aldilà di questa concezione frivola suonando tutto ciò che ci
piace con tanta tanta passione, questo è il nostro filo conduttore.
Diverse recensioni (fra cui la vostra) hanno invece hanno saputo
apprezzare il nostro operato.
Ci raccontate la nascita di
un vostro brano, è un lavoro di gruppo o l’idea di un singolo? E cosa vi
ispira maggiormente nella stesura di un brano, la vita di tutti i
giorni, i giornali o che cosa?
Solitamente si parte da una idea che qualcuno porta in saletta, piano
piano poi si sviluppa il pezzo intero migliorandone gli arrangiamenti e
gli stacchi, i testi vengono scritti in stesura originale
indipendentemente dalla musica, la struttura viene eventualmente poi
adattata secondo la metrica della canzone. Per quanto riguarda
l’ispirazione, i testi vengono influenzati da vari aspetti della sfera
emotiva collegati alle esperienze di Elias che scrive i testi delle
canzoni: questo vale per quasi tutte le canzoni tranne che per
“Anti-Hero” che parla dell’abuso di potere degli “eroi” della nostra
epoca, e “Shining Vagina” che parla di un ragazzo con problemi di
identità sessuale. A parte questi due pezzi il resto delle canzoni
deriva dalle esperienze e dall’immaginazione malata di Elias.
Che genere di musica
ascoltate e quali gruppi vi hanno maggiormente influenzato?
Iniziamo dicendo che noi 4 ascoltiamo generi musicali dalle sfumature
diverse. Ad esempio Andrea ascolta principalmente gruppi molto diversi
tra loro come Metallica, Pink Floyd, Led Zeppelin, R.E.M. (per citarne
alcuni). Giovanni ascolta principalmente Slayer, Korn, Manowar e
Metallica. Elias ascolta Korn, Deftones, Pearl Jam e Meshuggah. Nicola
invece predilige Slayer, Judas Priest, Linea 77, The Haunted e Sepultura.
Questi sono i gruppi che più hanno caratterizzato i nostri ascolti anche
se ora come ora può capitare di ascoltare per lunghi periodi molti altri
gruppi. Tra le nostre influenze maggiori possiamo riconoscere di avere
una matrice thrash metal (Metallica su tutti), grunge stile Nirvana e un
po’ di rock duro stile ac\dc.
A distanza di qualche mese
dall’uscita di “Live your life” ne siete soddisfatti o c’è qualche cosa
che non è andata come volevate?
Andrea: sono molto soddisfatto del cd perché penso che esprima al meglio
la nostra passione per la musica e il nostro “voler andare contro” le
barriere musicali. Probabilmente, avendo a disposizione un po’ più di
tempo, avremmo potuto curare di più certi aspetti della registrazione ma
la fretta di farlo uscire era tanta e alla fine sono contentissimo che
sia uscito così, è più genuino!
Elias: personalmente mi ritengo molto soddisfatto del nostro lavoro in
sé, un po’ meno del riscontro che poi ha avuto il nostro disco: mi
chiedo in quanti veramente abbiano saputo apprezzare e capire il fatto
che noi non andiamo in giro a definirci un gruppo di questo o quel
genere ma che ci piace suonare per puro divertimento e sfogo di
passioni. Questo fatto ci sta creando diversi problemi a mio parere
perché alla gente (soprattutto ai gestori di locali e ai recensori)
piace sapere che cosa frulla in testa a un gruppo musicalmente parlando
e a noi le cose che ci frullano sono molte e diverse.
Nel vostro ultimo lavoro non
avete un genere musicale ben definito, ma spaziate con molta maestria in
vari generi, sarà una predominante di tutti i vostri prossimi lavori o
migrerete verso un genere unico?
Abbiamo già scritto dei nuovi pezzi nei quali cerchiamo di concentrare
la nostra varietà in maniera più omogenea all’interno del pezzo evitando
così di creare in futuro un demo che APPARENTEMENTE non ha un filo
logico. In questo modo i pezzi risulteranno più omogenei fra loro ma
esprimeranno allo stesso tempo emozioni differenti l’uno dall’altro,
saranno sicuramente dei brani molto particolari.
L’uso della lingua sarda nei
vostri brani, ci dobbiamo aspettare un cd tutto in sardo o ne farete un
uso sporadico e limitato a pochi brani (purtroppo, n.d.e.)?
Abbiamo in progetto di creare dei nuovi pezzi utilizzando la nostra
lingua (sardo nuorese) che sicuramente risulta essere più musicale e
poetica dell’italiano. La scelta di cantare principalmente in inglese
deriva da un semplice fattore di convenienza, musicalmente parlando si
presta di più ad una metrica più agile e scorrevole. Non escludiamo la
possibilità di creare un cd interamente in lingua sarda ma se succederà
sarà in futuro!
In un brano “No as cumpresu”
sperimentate anche l’uso della voce femminile, diventerà una costante e
potremmo ascoltare brani a due voci, maschile e femminile o no?
L’utilizzo di una voce femminile in “No as Cumpresu” deriva dal fatto
che questa determinata canzone aveva bisogno di una linea vocale alta ma
allo stesso tempo dolce, abbiamo pensato quindi di affidare le parti
vocali della canzone ad una nostra amica. Siamo soddisfatti del
risultato ma escludiamo che questo genere di linea vocale compaia
nuovamente nei nostri brani.
Che ne pensate della scena
musicale sarda, io trovo che ci sono tanti gruppi preparati e molto
bravi, e di quella italiana? C’è qualche gruppo che vi ha maggiormente
impressionato negli ultimi tempi?
Siamo d’accordissimo, l’underground sardo è sicuramente dei più fertili,
ci sono veramente tanti gruppi che noi ammiriamo sinceramente e che si
meriterebbero di uscire dall’isola verso il continente italiano dove
spesso la scena sarda è snobbata. In particolare i gruppi che
maggiormente ci affascinano sono: Alzheimer, Inkarakùa, Skasico, Catarìa,
Metanoia, Osram. Per quanto invece riguarda la scena di Nuoro, da cui
proveniamo e che è sicuramente la più isolata, ci sono gruppi molto
validi come The Gale, Libero Battaglione, Drowned Head e F.C.T.
Per la scena italiana troviamo strepitoso l’ultimo lavoro degli storici
Prophilax “Il quinto escremento”, ci piacciono molto poi i Guilty Method,
Parto delle Nuvole Pesanti e il primo lavoro degli Incomik, gruppo
crossover di Bologna.
Rapporto con la tecnologia e
in particolare modo con il file sharing. Siete favorevoli o contrari al
download di brani musicali? E che ne pensate dell’uso dell’elettronica
nel metal?
Ovviamente siamo favorevoli al download dei brani musicali, per quanto
riguarda l’uso dell’elettronica nel metal, qualsiasi elemento innovativo
se usato bene può portare a ottimi risultati, noi personalmente non
facciamo uso di elettronica nella nostra musica preferendo un sound più
“grezzo”.
Siete un gruppo,
musicalmente parlando, molto giovane e, come voi stessi dite, avete
iniziato senza nessuna nozione musicale, come siete riusciti in cosi
poco tempo a raggiungere, se non la perfezione, un affiatamento e una
tecnica invidiabile?
Invidiabile? Eheh siamo ancora dei principianti ma il nostro punto di
forza è l’amicizia e l’affiatamento piuttosto che la tecnica. Abbiamo
ancora un’infinità di cose da imparare!
Come sono i vostri rapporti
con le case discografiche o con i produttori, c’è qualcuno disposto ad
ascoltarvi o solo porte chiuse?
Qualche settimana fa abbiamo avuto una proposta dalla label Sana Records
di Milano che ha inserito un nostro pezzo (Gray Summer spdi) in una
compilation di gruppi italiani distribuita a livello nazionale. Per il
resto stiamo ad aspettare…
Avete difficoltà ad esibirvi
dal vivo, nel senso c’è qualcuno che vi mette a disposizione un palco?
Ad oggi abbiamo fatto circa 35 concerti un po’ in giro per l’isola ma
veniamo da una realtà che è quella di Nuoro: la più difficile anche qua
in Sardegna. Mancano strutture e luoghi in cui suonare, i concerti ce li
autofinanziamo noi. A Cagliari le strutture sono già più presenti ma i
locali puntano sui gruppi che già hanno un nome e non su quattro
giovincelli nuoresi.
Perché la scelta di un nome
come Grey Summer?
Ognuno ci legge quello che vuole, è un accostamento insolito… chi ha mai
visto un’estate grigia? Noi si.
Progetti per il futuro?
Suonare ovunque e comunque, anche GRATIS basta che ci sia divertimento e
passione. Appena abbiamo le finanze registreremo un nuovo mini cd con i
nuovi pezzi.
Nel ringraziarvi per la
vostra disponibilità, lascio a voi la conclusione dell’intervista.
Grazie per lo spazio che ci avete concesso e per la splendida
recensione. Siti come il vostro sono importanti per far conoscere la
scena musica underground, per questo vi ringraziamo del vostro lavoro, a
presto con il nuovo disco!
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