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GREY SUMMER PDF Stampa E-mail
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Scritto da FIMBULVETR   
martedě 31 maggio 2005

Metal Zone ha il piacere di intervistare il gruppo dei Grey Summer. Salve, volete presentarvi ai lettori di Metal Zone, chi sono i Grey Summer e come nascono?
Ciao innanzitutto grazie per lo spazio che ci state concedendo, siamo contenti che abbiate apprezzato il nostro lavoro! Dunque la band ha preso forma nel 2001 quando eravamo ancora dei pischelli fra 15 e 16 anni completamente digiuni di nozioni musicali. La band è sempre stata composta da noi 4 (Andrea, Elias, Giovanni, Nicola) che siamo amici da parecchio tempo prima. L’idea di formare una band è nata all’incirca nel 2000 purtroppo non avevamo la possibilità di formarla sia per motivi economici sia perchè non avevamo nessuna esperienza. L’idea comunque è stata pian piano portata avanti assieme, grazie alla nostra comune passione per la musica e soprattutto grazie alla nostra fortissima amicizia. All’incirca nel febbraio 2001 (periodo in cui Nicola ha acquistato la batteria) abbiamo iniziato le prime timide prove senza però avere ancora un basso poiché non avevamo un ampli per farlo funzionare. Il resto poi è venuto da sé anche se con molta fatica e difficoltà.

Complimenti per la vostra ultima fatica “Live your life” come è stata accolta dalla stampa specializzata e dai vostri fans?

Per quanto riguarda i fans il cd è piaciuto molto soprattutto a chi già conosceva i nostri pezzi in live e comunque ha seguito la nostra storia. Un riscontro leggermente diverso l’abbiamo avuto da un paio di recensioni che non hanno apprezzato molto il fatto che a noi piaccia suonare tutta la bella musica e concentrarla in un unico lavoro (non per forza dev’essere monotematico). Ovviamente ci rendiamo conto che il nostro non è un lavoro semplice da capire soprattutto per chi pensa ad etichettare sotto un genere prestabilito una band: noi abbiamo cercato di andare aldilà di questa concezione frivola suonando tutto ciò che ci piace con tanta tanta passione, questo è il nostro filo conduttore. Diverse recensioni (fra cui la vostra) hanno invece hanno saputo apprezzare il nostro operato.

Ci raccontate la nascita di un vostro brano, è un lavoro di gruppo o l’idea di un singolo? E cosa vi ispira maggiormente nella stesura di un brano, la vita di tutti i giorni, i giornali o che cosa?
Solitamente si parte da una idea che qualcuno porta in saletta, piano piano poi si sviluppa il pezzo intero migliorandone gli arrangiamenti e gli stacchi, i testi vengono scritti in stesura originale indipendentemente dalla musica, la struttura viene eventualmente poi adattata secondo la metrica della canzone. Per quanto riguarda l’ispirazione, i testi vengono influenzati da vari aspetti della sfera emotiva collegati alle esperienze di Elias che scrive i testi delle canzoni: questo vale per quasi tutte le canzoni tranne che per “Anti-Hero” che parla dell’abuso di potere degli “eroi” della nostra epoca, e “Shining Vagina” che parla di un ragazzo con problemi di identità sessuale. A parte questi due pezzi il resto delle canzoni deriva dalle esperienze e dall’immaginazione malata di Elias.

Che genere di musica ascoltate e quali gruppi vi hanno maggiormente influenzato?
Iniziamo dicendo che noi 4 ascoltiamo generi musicali dalle sfumature diverse. Ad esempio Andrea ascolta principalmente gruppi molto diversi tra loro come Metallica, Pink Floyd, Led Zeppelin, R.E.M. (per citarne alcuni). Giovanni ascolta principalmente Slayer, Korn, Manowar e Metallica. Elias ascolta Korn, Deftones, Pearl Jam e Meshuggah. Nicola invece predilige Slayer, Judas Priest, Linea 77, The Haunted e Sepultura. Questi sono i gruppi che più hanno caratterizzato i nostri ascolti anche se ora come ora può capitare di ascoltare per lunghi periodi molti altri gruppi. Tra le nostre influenze maggiori possiamo riconoscere di avere una matrice thrash metal (Metallica su tutti), grunge stile Nirvana e un po’ di rock duro stile ac\dc.

A distanza di qualche mese dall’uscita di “Live your life” ne siete soddisfatti o c’è qualche cosa che non è andata come volevate?
Andrea: sono molto soddisfatto del cd perché penso che esprima al meglio la nostra passione per la musica e il nostro “voler andare contro” le barriere musicali. Probabilmente, avendo a disposizione un po’ più di tempo, avremmo potuto curare di più certi aspetti della registrazione ma la fretta di farlo uscire era tanta e alla fine sono contentissimo che sia uscito così, è più genuino!
Elias: personalmente mi ritengo molto soddisfatto del nostro lavoro in sé, un po’ meno del riscontro che poi ha avuto il nostro disco: mi chiedo in quanti veramente abbiano saputo apprezzare e capire il fatto che noi non andiamo in giro a definirci un gruppo di questo o quel genere ma che ci piace suonare per puro divertimento e sfogo di passioni. Questo fatto ci sta creando diversi problemi a mio parere perché alla gente (soprattutto ai gestori di locali e ai recensori) piace sapere che cosa frulla in testa a un gruppo musicalmente parlando e a noi le cose che ci frullano sono molte e diverse.

Nel vostro ultimo lavoro non avete un genere musicale ben definito, ma spaziate con molta maestria in vari generi, sarà una predominante di tutti i vostri prossimi lavori o migrerete verso un genere unico?
Abbiamo già scritto dei nuovi pezzi nei quali cerchiamo di concentrare la nostra varietà in maniera più omogenea all’interno del pezzo evitando così di creare in futuro un demo che APPARENTEMENTE non ha un filo logico. In questo modo i pezzi risulteranno più omogenei fra loro ma esprimeranno allo stesso tempo emozioni differenti l’uno dall’altro, saranno sicuramente dei brani molto particolari.

L’uso della lingua sarda nei vostri brani, ci dobbiamo aspettare un cd tutto in sardo o ne farete un uso sporadico e limitato a pochi brani (purtroppo, n.d.e.)?
Abbiamo in progetto di creare dei nuovi pezzi utilizzando la nostra lingua (sardo nuorese) che sicuramente risulta essere più musicale e poetica dell’italiano. La scelta di cantare principalmente in inglese deriva da un semplice fattore di convenienza, musicalmente parlando si presta di più ad una metrica più agile e scorrevole. Non escludiamo la possibilità di creare un cd interamente in lingua sarda ma se succederà sarà in futuro!

In un brano “No as cumpresu” sperimentate anche l’uso della voce femminile, diventerà una costante e potremmo ascoltare brani a due voci, maschile e femminile o no?

L’utilizzo di una voce femminile in “No as Cumpresu” deriva dal fatto che questa determinata canzone aveva bisogno di una linea vocale alta ma allo stesso tempo dolce, abbiamo pensato quindi di affidare le parti vocali della canzone ad una nostra amica. Siamo soddisfatti del risultato ma escludiamo che questo genere di linea vocale compaia nuovamente nei nostri brani.

Che ne pensate della scena musicale sarda, io trovo che ci sono tanti gruppi preparati e molto bravi, e di quella italiana? C’è qualche gruppo che vi ha maggiormente impressionato negli ultimi tempi?
Siamo d’accordissimo, l’underground sardo è sicuramente dei più fertili, ci sono veramente tanti gruppi che noi ammiriamo sinceramente e che si meriterebbero di uscire dall’isola verso il continente italiano dove spesso la scena sarda è snobbata. In particolare i gruppi che maggiormente ci affascinano sono: Alzheimer, Inkarakùa, Skasico, Catarìa, Metanoia, Osram. Per quanto invece riguarda la scena di Nuoro, da cui proveniamo e che è sicuramente la più isolata, ci sono gruppi molto validi come The Gale, Libero Battaglione, Drowned Head e F.C.T.
Per la scena italiana troviamo strepitoso l’ultimo lavoro degli storici Prophilax “Il quinto escremento”, ci piacciono molto poi i Guilty Method, Parto delle Nuvole Pesanti e il primo lavoro degli Incomik, gruppo crossover di Bologna.

Rapporto con la tecnologia e in particolare modo con il file sharing. Siete favorevoli o contrari al download di brani musicali? E che ne pensate dell’uso dell’elettronica nel metal?
Ovviamente siamo favorevoli al download dei brani musicali, per quanto riguarda l’uso dell’elettronica nel metal, qualsiasi elemento innovativo se usato bene può portare a ottimi risultati, noi personalmente non facciamo uso di elettronica nella nostra musica preferendo un sound più “grezzo”.

Siete un gruppo, musicalmente parlando, molto giovane e, come voi stessi dite, avete iniziato senza nessuna nozione musicale, come siete riusciti in cosi poco tempo a raggiungere, se non la perfezione, un affiatamento e una tecnica invidiabile?
Invidiabile? Eheh siamo ancora dei principianti ma il nostro punto di forza è l’amicizia e l’affiatamento piuttosto che la tecnica. Abbiamo ancora un’infinità di cose da imparare!

Come sono i vostri rapporti con le case discografiche o con i produttori, c’è qualcuno disposto ad ascoltarvi o solo porte chiuse?
Qualche settimana fa abbiamo avuto una proposta dalla label Sana Records di Milano che ha inserito un nostro pezzo (Gray Summer spdi) in una compilation di gruppi italiani distribuita a livello nazionale. Per il resto stiamo ad aspettare…

Avete difficoltà ad esibirvi dal vivo, nel senso c’è qualcuno che vi mette a disposizione un palco?

Ad oggi abbiamo fatto circa 35 concerti un po’ in giro per l’isola ma veniamo da una realtà che è quella di Nuoro: la più difficile anche qua in Sardegna. Mancano strutture e luoghi in cui suonare, i concerti ce li autofinanziamo noi. A Cagliari le strutture sono già più presenti ma i locali puntano sui gruppi che già hanno un nome e non su quattro giovincelli nuoresi.

Perché la scelta di un nome come Grey Summer?

Ognuno ci legge quello che vuole, è un accostamento insolito… chi ha mai visto un’estate grigia? Noi si.

Progetti per il futuro?

Suonare ovunque e comunque, anche GRATIS basta che ci sia divertimento e passione. Appena abbiamo le finanze registreremo un nuovo mini cd con i nuovi pezzi.

Nel ringraziarvi per la vostra disponibilità, lascio a voi la conclusione dell’intervista.
Grazie per lo spazio che ci avete concesso e per la splendida recensione. Siti come il vostro sono importanti per far conoscere la scena musica underground, per questo vi ringraziamo del vostro lavoro, a presto con il nuovo disco!

 
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