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Metal Zone ha il piacere di
intervistare i Goad. Salve vi va di parlare di voi ai nostri lettori ,
come nascono i Goad e chi sono?
Il piacere e' nostro, ragazzi! Certo che ci va!
I Goad nascono per l'entusiasmo di due giovanissimi studenti amanti
della musica e della magia che essa incarna, in un momento irripetibile
finora come gli anni 68'-74'. I fondatori di quella avventura siamo
stati io, Maurilio, e Gianni Rossi, entrambi appassionati del rock di
allora incarnato da Cream - Jimi Hendrix - Beatles - Rolling Stones -
Procol Harum e tanti altri.
Ci coadiuvarono altri musicisti in erba dei quali e' rimasto il solo
batterista Paolo Carniani.
“In the house of the dark shining dreams” è la vostra ultima opera,
ce ne parlate in dettaglio?
E' un concept album suddiviso per tracce singole per comodità di
..ascolto! E' nato in collaborazione con il giornalista scrittore Luca
Leonello Rimbotti, coautore dei testi, il quale ci segue con entusiasmo
immutato da ..l'inizio della nostra attività: testi impegnativi ,
immaginifici , che parlano di carni dilaniate dal desiderio ,spesso
oscuro e negativo , di immagini come bagliori nel buio , delle nostre
vite “vendute” ( a una donna , al denaro ,al Demonio.. alla bellezza).
La musica che ne e' l'essenza parte da basi ipnotiche,crepuscolari e
,nelle melodie molto fuori dai canoni usuali ,trova la sua ragion
d'essere. Gli apporti dei singoli musicisti sono in sintonia l'uno con
l'altro e , pur seguendo la partitura ben definita, hanno suonato
infinite variazioni di cui abbiamo scelto in sede di mixaggio le cose
più belle!
Quindi c’è un concept dietro a questo lavoro?
Sì, come detto prima. Avevamo idea di un percorso all'interno di un
mondo magico e infido, insicuro e pericoloso, come un castello
demoniaco, rappresentazione simbolica delle nostre anime alla ricerca di
una luce là in fondo...
Nella recensione ho definito “In the house…” come “… la colonna
sonora dei nostri incubi e delle nostre paure…”, siete d’accordo?
Avete azzeccato in pieno la definizione!
Ti ho definito un artista a 360°, musicista, cantante, scultore e
architetto, qual è però l’arte che preferisci o quella che ti dà più
soddisfazioni?
Ma e' ovvio: la musica! E sul palco prima di tutto!
Oltre la letteratura gotica di fine ottocento, primi novecento,
cos’altro influisce le vostre creazioni musicali?
La musica classica tutta, in primis Bach,Chopin,Beethoven..per la
letteratura fra gli italiani Tabucchi (i suoi libri sono splendidi!)
Calvino , fra gli stranieri Shakespeare e migliaia di altri: siamo
divoratori di libri!!
Musica (intesa come produzione di
cd), teatro e colonne sonore, quale delle tre descrive meglio i Goad?
Vorrei poter dire “colonne sonore” ma in Italia portare in giro dal vivo
i progetti Goad e' pressoché impossibile!
Durante l’ascolto di “In the house…” , ho notato come che il lavoro
fosse diviso in due parti, una più “enigmatica” e cupa (fino al brano
“Killer”) e uno più “friendly” da “As nothing had changed” alla fine del
lavoro. Una mia impressione, o c’è veramente questa divisione?
Sì, abbiamo davvero cercato di alleggerire i toni ad un certo punto
dell'opera ,senza esagerare , ritornando infine ,con “Genius of Europe”,
all'”umore” di base..considera che dal vivo la versione di questo brano
comprende un finale di ampio respiro in crescendo , in un loop ipnotico
di accordi, che su disco non ha trovato spazio ..già abbiamo tagliato un
bel po' di fasi musicali strumentali!!
Musica progressive con “opener” di musica classica, che ruolo ha la
musica classica nella stesura dei vostri brani?
La presenza di musicisti di estrazione classica ovviamente influenza la
stesura finale: Roberto Masini ha fondato a suo tempo l'Orchestra
Regionale Toscana, e' docente di violino al Conservatorio di Firenze,
esamina i diplomanti in chitarra classica..Francesco Diddi e' un ..suo
allievo di violino,ha studiato flauto classico..Gianni Rossi stesso ha
studiato chitarra classica..insomma una bella gente di stampo DOC!!
Come componete un brano, lavoro di gruppo o singole idee?
In genere io porto i brani già arrangiati compiuti alla band e..glieli
faccio stravolgere in pienissima libertà senza alcuna imposizione: mi
piace sentire i modi diversissimi di intenderli e il risultato e'
generalmente soddisfacente..può accadere che apprezzino le mie versioni
e si limitino ad eseguire le loro parti o i loro soli ma allora io..sono
scontento! E li stimolo a variare le cose!!
Oltre al progressive e alla musica classica quale altro genere
musicale fa parte della vostra vita?
Il blues in primis,che abbiamo suonato tantissimo (il batterista ha una
sua band amatoriale molto valida!), lo swing jazz (sì...) ma in genere
sono singoli artisti che ci possono piacere molto,vedi NineInchSnail (ho
scritto bene?) .. anche Radiohead , i primi...che non so catalogare per
loro merito!
Quale o quali gruppi vi hanno maggiormente influenzato, escludendo
Van der Graaf Generator e King Crimson ai quali dedicate due cover in
“In the house…”?
Genesis dei primi tre dischi sicuramente, avendoli suonati nei minimi
dettagli, da ragazzini ,come compito a casa...! Ma anche i formidabili
Beatles di “Sergent pepper” o del disco “bianco” e gli stessi Cream (Clapton-Bruce-Backer)
anche se forse non sembra! E i Deep Purple che abbiamo amato quasi di
più nelle versioni degli anni fine 80'- inizio 90', maturati e artisti a
tutto tondo!
Poi Yes di “Yessongs” ed ELP.
Vi siete formati negli anni settanta, che differenze trovate,
paragonate ad oggi, con il mondo musicale d’allora?
Poveri noi...il fermento era tale da non riuscire quasi a seguire tutto
ciò che di nuovo, innovativo, valido usciva sul mercato..eppure c'era
anche allora la musicaccia commerciale!
Figurati che nella “progressive society” adesso ci mettono pure i
Giganti, gruppo che faceva San Remo negli anni 60' con canzonettine da
spesa al supermercato..no, l'industria può venderti adesso musica come
bachi da seta ed e' lo stesso...
Il progressive italiano negli anni settanta, inizi degli ottanta,
nonostante il grande numero di gruppi che lo suonavano è stato quasi
“bistrattato”, messo da parte, per essere riscoperto e valorizzato quasi
trent’anni dopo. Secondo voi perché un fatto del genere e perché in
Italia non riusciamo mai ad apprezzare la buona musica nel momento in
cui viene lanciata per la prima volta, ma dobbiamo aspettare anni per
capirla?
Questione di linguaggio: l'inglese era la lingua per eccellenza del rock
(vedi noi Goad stessi..) e ricordo bene che si diceva male, per partito
preso,dei gruppi italiani, italiofoni..colpa anche dei testi che non
erano spesso all'altezza: io ho partecipato alla reunion del gruppo
Campo di Marte di recente, 2003, per rifare il disco del 1971, mi pare :
beh, musica grande ma testi da sorridere..non certo De Andre'!!
Del resto Mogol scriveva per Battisti e pochi altri..la Premiata
Forneria Marconi azzeccò invece il suo primo disco anche nei testi e fu
un successo se non erro (“Storia di un minuto”).
No, qualcosa si e' apprezzato anche allora e ricordo i Perigeo ad
esempio, una band stratosferica tecnicamente parlando.
Ho trovato la copertina di “In the house…” molto bella (e credo che
su vinile renda ancora meglio), cosa rappresenta e da chi è stata
realizzata?
E' di una giovane autrice di video cartoons e illustratrice di libri,
Alice Rossi (quanti Rossi in Italia??)che ha realizzato il disegno dopo
l'ascolto delle musiche cogliendoci in pieno!!
E' una figura femminile inquietante,strega-Dea-anima inquieta, che si
aggira far le stanze di un castello popolato da mostri e mostriciattoli
lovecraftiani...
Perché il nome “Goad”?
Significa “stimolo”, “pungolo” e ci pareva adatto alle nostre ansie di
auto affermazione personale in musica (non certo “arrivismo”, per
carità!!)
“In the house of the dark shining dreams”, da chi è stato scelto il
titolo del lavoro e perché un titolo così?
E' preso dalla prima frase della canzone “Dark Virgin” e l'abbiamo
scelto d'accordo con Max Gasperini della Black Widow perché ci sembrava
calzante con tutto il concetto dell'opera!
Progetti per il futuro?
Il nuovo disco per Black Widow che ha già prescelto i brani che ne
faranno parte ed e' in corso di registrazione con nuovi musicisti
giovani oltre ai soliti . Poi la colonna sonora di un video sui CELTI
realizzato da un emergente regista molto creativo, Lorenzo Pecchioni,
illustrato dalla stessa Alice Rossi di cui sopra! Sta per uscire anche
un cd ,registrato però ben 4 anni fa, basato sulle liriche di “Spoon
river anthology” in lingua originale, "RAOMEN", Mellow records, per
adempienze contrattuali pubblicato adesso...
Vi ringrazio per la vostra disponibilità e cortesia e lascio a voi la
conclusione dell’intervista, potete dire quello che volete.
E' una cosa impegnativa!
Beh, vogliamo dire che c'e' bisogno di musica dal vivo diversa dai
“soliti a giro”, c'e' bisogno di politiche basate su culture alternative
che facciano crescere il gusto della massa dei possibili acquirenti dei
dischi, altrimenti non ci saranno più ..acquirenti!!
Ma allora sarà avvenuta una rivoluzione ...non so se noi la vedremo,
possiamo solo suonare e comporre in piena onestà senza svenderci..
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