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Scritto da FIMBULVETR   
giovedì 12 giugno 2008

ImageMetal Zone ha il piacere di intervistare i Goad. Salve vi va di parlare di voi ai nostri lettori , come nascono i Goad e chi sono?
Il piacere e' nostro, ragazzi! Certo che ci va!
I Goad nascono per l'entusiasmo di due giovanissimi studenti amanti della musica e della magia che essa incarna, in un momento irripetibile finora come gli anni 68'-74'. I fondatori di quella avventura siamo stati io, Maurilio, e Gianni Rossi, entrambi appassionati del rock di allora incarnato da Cream - Jimi Hendrix - Beatles - Rolling Stones - Procol Harum e tanti altri.
Ci coadiuvarono altri musicisti in erba dei quali e' rimasto il solo batterista Paolo Carniani.

“In the house of the dark shining dreams” è la vostra ultima opera, ce ne parlate in dettaglio?
E' un concept album suddiviso per tracce singole per comodità di ..ascolto! E' nato in collaborazione con il giornalista scrittore Luca Leonello Rimbotti, coautore dei testi, il quale ci segue con entusiasmo immutato da ..l'inizio della nostra attività: testi impegnativi , immaginifici , che parlano di carni dilaniate dal desiderio ,spesso oscuro e negativo , di immagini come bagliori nel buio , delle nostre vite “vendute” ( a una donna , al denaro ,al Demonio.. alla bellezza).
La musica che ne e' l'essenza parte da basi ipnotiche,crepuscolari e ,nelle melodie molto fuori dai canoni usuali ,trova la sua ragion d'essere. Gli apporti dei singoli musicisti sono in sintonia l'uno con l'altro e , pur seguendo la partitura ben definita, hanno suonato infinite variazioni di cui abbiamo scelto in sede di mixaggio le cose più belle!

Quindi c’è un concept dietro a questo lavoro?
Sì, come detto prima. Avevamo idea di un percorso all'interno di un mondo magico e infido, insicuro e pericoloso, come un castello demoniaco, rappresentazione simbolica delle nostre anime alla ricerca di una luce là in fondo...

Nella recensione ho definito “In the house…” come “… la colonna sonora dei nostri incubi e delle nostre paure…”, siete d’accordo?
Avete azzeccato in pieno la definizione!

Ti ho definito un artista a 360°, musicista, cantante, scultore e architetto, qual è però l’arte che preferisci o quella che ti dà più soddisfazioni?
Ma e' ovvio: la musica! E sul palco prima di tutto!

Oltre la letteratura gotica di fine ottocento, primi novecento, cos’altro influisce le vostre creazioni musicali?
La musica classica tutta, in primis Bach,Chopin,Beethoven..per la letteratura fra gli italiani Tabucchi (i suoi libri sono splendidi!) Calvino , fra gli stranieri Shakespeare e migliaia di altri: siamo divoratori di libri!!

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Musica (intesa come produzione di cd), teatro e colonne sonore, quale delle tre descrive meglio i Goad?
Vorrei poter dire “colonne sonore” ma in Italia portare in giro dal vivo i progetti Goad e' pressoché impossibile!

Durante l’ascolto di “In the house…” , ho notato come che il lavoro fosse diviso in due parti, una più “enigmatica” e cupa (fino al brano “Killer”) e uno più “friendly” da “As nothing had changed” alla fine del lavoro. Una mia impressione, o c’è veramente questa divisione?
Sì, abbiamo davvero cercato di alleggerire i toni ad un certo punto dell'opera ,senza esagerare , ritornando infine ,con “Genius of Europe”, all'”umore” di base..considera che dal vivo la versione di questo brano comprende un finale di ampio respiro in crescendo , in un loop ipnotico di accordi, che su disco non ha trovato spazio ..già abbiamo tagliato un bel po' di fasi musicali strumentali!!

Musica progressive con “opener” di musica classica, che ruolo ha la musica classica nella stesura dei vostri brani?
La presenza di musicisti di estrazione classica ovviamente influenza la stesura finale: Roberto Masini ha fondato a suo tempo l'Orchestra Regionale Toscana, e' docente di violino al Conservatorio di Firenze, esamina i diplomanti in chitarra classica..Francesco Diddi e' un ..suo allievo di violino,ha studiato flauto classico..Gianni Rossi stesso ha studiato chitarra classica..insomma una bella gente di stampo DOC!!

Come componete un brano, lavoro di gruppo o singole idee?
In genere io porto i brani già arrangiati compiuti alla band e..glieli faccio stravolgere in pienissima libertà senza alcuna imposizione: mi piace sentire i modi diversissimi di intenderli e il risultato e' generalmente soddisfacente..può accadere che apprezzino le mie versioni e si limitino ad eseguire le loro parti o i loro soli ma allora io..sono scontento! E li stimolo a variare le cose!!

Oltre al progressive e alla musica classica quale altro genere musicale fa parte della vostra vita?
Il blues in primis,che abbiamo suonato tantissimo (il batterista ha una sua band amatoriale molto valida!), lo swing jazz (sì...) ma in genere sono singoli artisti che ci possono piacere molto,vedi NineInchSnail (ho scritto bene?) .. anche Radiohead , i primi...che non so catalogare per loro merito!

Quale o quali gruppi vi hanno maggiormente influenzato, escludendo Van der Graaf Generator e King Crimson ai quali dedicate due cover in “In the house…”?
Genesis dei primi tre dischi sicuramente, avendoli suonati nei minimi dettagli, da ragazzini ,come compito a casa...! Ma anche i formidabili Beatles di “Sergent pepper” o del disco “bianco” e gli stessi Cream (Clapton-Bruce-Backer) anche se forse non sembra! E i Deep Purple che abbiamo amato quasi di più nelle versioni degli anni fine 80'- inizio 90', maturati e artisti a tutto tondo!
Poi Yes di “Yessongs” ed ELP.

Vi siete formati negli anni settanta, che differenze trovate, paragonate ad oggi, con il mondo musicale d’allora?
Poveri noi...il fermento era tale da non riuscire quasi a seguire tutto ciò che di nuovo, innovativo, valido usciva sul mercato..eppure c'era anche allora la musicaccia commerciale!
Figurati che nella “progressive society” adesso ci mettono pure i Giganti, gruppo che faceva San Remo negli anni 60' con canzonettine da spesa al supermercato..no, l'industria può venderti adesso musica come bachi da seta ed e' lo stesso...

Il progressive italiano negli anni settanta, inizi degli ottanta, nonostante il grande numero di gruppi che lo suonavano è stato quasi “bistrattato”, messo da parte, per essere riscoperto e valorizzato quasi trent’anni dopo. Secondo voi perché un fatto del genere e perché in Italia non riusciamo mai ad apprezzare la buona musica nel momento in cui viene lanciata per la prima volta, ma dobbiamo aspettare anni per capirla?
Questione di linguaggio: l'inglese era la lingua per eccellenza del rock (vedi noi Goad stessi..) e ricordo bene che si diceva male, per partito preso,dei gruppi italiani, italiofoni..colpa anche dei testi che non erano spesso all'altezza: io ho partecipato alla reunion del gruppo Campo di Marte di recente, 2003, per rifare il disco del 1971, mi pare : beh, musica grande ma testi da sorridere..non certo De Andre'!!
Del resto Mogol scriveva per Battisti e pochi altri..la Premiata Forneria Marconi azzeccò invece il suo primo disco anche nei testi e fu un successo se non erro (“Storia di un minuto”).
No, qualcosa si e' apprezzato anche allora e ricordo i Perigeo ad esempio, una band stratosferica tecnicamente parlando.

Ho trovato la copertina di “In the house…” molto bella (e credo che su vinile renda ancora meglio), cosa rappresenta e da chi è stata realizzata?
E' di una giovane autrice di video cartoons e illustratrice di libri, Alice Rossi (quanti Rossi in Italia??)che ha realizzato il disegno dopo l'ascolto delle musiche cogliendoci in pieno!!
E' una figura femminile inquietante,strega-Dea-anima inquieta, che si aggira far le stanze di un castello popolato da mostri e mostriciattoli lovecraftiani...

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Perché il nome “Goad”?
Significa “stimolo”, “pungolo” e ci pareva adatto alle nostre ansie di auto affermazione personale in musica (non certo “arrivismo”, per carità!!)

“In the house of the dark shining dreams”, da chi è stato scelto il titolo del lavoro e perché un titolo così?
E' preso dalla prima frase della canzone “Dark Virgin” e l'abbiamo scelto d'accordo con Max Gasperini della Black Widow perché ci sembrava calzante con tutto il concetto dell'opera!

Progetti per il futuro?
Il nuovo disco per Black Widow che ha già prescelto i brani che ne faranno parte ed e' in corso di registrazione con nuovi musicisti giovani oltre ai soliti . Poi la colonna sonora di un video sui CELTI realizzato da un emergente regista molto creativo, Lorenzo Pecchioni, illustrato dalla stessa Alice Rossi di cui sopra! Sta per uscire anche un cd ,registrato però ben 4 anni fa, basato sulle liriche di “Spoon river anthology” in lingua originale, "RAOMEN", Mellow records, per adempienze contrattuali pubblicato adesso...

Vi ringrazio per la vostra disponibilità e cortesia e lascio a voi la conclusione dell’intervista, potete dire quello che volete.
E' una cosa impegnativa!
Beh, vogliamo dire che c'e' bisogno di musica dal vivo diversa dai “soliti a giro”, c'e' bisogno di politiche basate su culture alternative che facciano crescere il gusto della massa dei possibili acquirenti dei dischi, altrimenti non ci saranno più ..acquirenti!!
Ma allora sarà avvenuta una rivoluzione ...non so se noi la vedremo, possiamo solo suonare e comporre in piena onestà senza svenderci..

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 luglio 2008 )
 
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