Interviste
EXTREMA
| EXTREMA |
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| Scritto da INFECTED | |
| sabato 07 ottobre 2006 | |
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LA PRIMA BAND CHE INTERVISTO PER
METALZONE , E' UN ICONA DEL METAL ITALIANO. CON QUASI DUE DECADI ALLE
SPALLE, ARRIVANO AD UN PUNTO DAVVERO IMPORTANTE PER LA LORO CARRIERA,
INFATTI IL 2005 LI VEDE, DOPO LO SPLIT CON IL BATTERISTA CRISTIANO DALLA
PELLEGRINA, E DUE IMPORTANTI APPARIZIONI, GODS OF METAL E SUMMER DAY IN
HELL, CON UN NUOVO ALBUM, “SET THE WORLD ON FIRE”, E UN TOUR ATTUALMENTE
IN CORSO. IN OCCASIONE DELLA DATA DI PALERMO DEL 7 GENNAIO, IN COMPAGNIA
DEI PALERMITANI FILTHY SUNDAY CIRCUS, HO AVUTO IL PIACERE DI SCAMBIARE
QUATTRO CHIACCHERE CON TOMMY MASSARA, GL PEROTTI E IL NUOVO DRUMMER
PAOLO CRIMI.
Infected - Ciao, allora cominciamo subito a parlare del tour che vi sta portando a suonare in tutta Italia, come sta andando? Tommy - Allora, il tour è partito circa un mese fa, siamo alla sesta data; stiamo suonando abbastanza bene anche se, forse a causa del periodo, abbiamo cominciato a vedere un po’ di gente ai concerti solo dalla data di ieri a Lecce, mentre nelle prime date il pubblico non era numeroso come in passato... GL - è normale che al sud c’è più voglia di vedere i concerti, considerato il fatto che al nord hanno tutto! Oltre al fatto che è fisicamente ed economicamente impossibile andare a vedere tutti i concerti, se in una settimana ce ne sono tre o quattro importanti, è ovvio che si sceglie magari il gruppo straniero… Tommy – Per farti un esempio, alla seconda data del tour eravamo a Roncade, al New Age, ma in quegli stessi giorni avevano suonato o dovevano suonare gruppi come Arch Enemy, Lamb Of God e The Haunted, quindi non basterebbe uno stipendio intero per andare a vedere tutti questi concerti, tra l’altro in diverse località. Comunque, al di là di questo, siamo oggettivamente soddisfatti di come sta andando il tour, il primo con il nuovo batterista Paolo Crimi, la risposta del pubblico è entusiasmante ed era da molto che non c’era una simile energia all’interno degli Extrema Infected - Set the world on fire, è il vostro quinto album; ne siete soddisfatti al 100%? Quale è stata la reazione dei media? E come reagiscono i fans ai concerti quando eseguite i pezzi nuovi? Tommy – Si, siamo molto soddisfatti, soprattutto per un motivo: noi siamo una band cha ha sempre impiegato molto tempo per comporre un album; per quest’ultimo invece, nato dall’uscita di Cristiano Dalla Pellegrina nel dicembre scorso, e dopo un paio di mesi di audizioni prima di trovare Paolo, già a Marzo eravamo pronti per entrare in studio. Quindi tre mesi per assemblare un album, cosa che non era mai successa nella carriera degli Extrema; tra l’altro nel momento di entrare in studio, non eravamo troppo convinti, più che altro volevamo registrare un album per non perdere di nuovo troppo tempo. E invece, cominciando a registrare ci siamo resi conto di avere per le mani uno disco eccezionale, e la critica ha detto oggettivamente che, non è Tension At The Seems, ma questo ci si avvicina parecchio, soprattutto a livello di enfasi. Ad oggi non abbiamo avuto ancora nessuna critica negativa, e ci rendiamo conto che il nostro album più ambizioso, quello del rientro nel “giro grosso”, cioè Better Mad Than Dead, se confrontato con Set The World On Fire o con i primi album, non è allo stesso livello, o meglio , è un album super prodotto ma non ha lo stesso impatto ed entusiasmo di Set The World On Fire. Infected - Quali sono i pezzi che preferite di questo disco, quelli che vi rappresentano di più, visto che c’è sia molta aggressività, sia molta melodia? GL – Beh, ognuno può rispondere personalmente a questa domanda. Paolo – Direi, che quelli che mettono un po’ d’accordo tutti sono quelli che eseguiamo dal vivo ( qui scoppiano a ridere, visto che eseguiranno 9 pezzi su 14 da Set The World On Fire /nda), cmq direi New World Disorder, Nature, Set The World On Fire… Infected – A me è piaciuta parecchio Second Coming… GL – Ah, ti ringrazio (ridacchia, perché l‘ha composta lui… /nda), Second Coming era da parecchio che l’ha tenevo “in cantiere”, finalmente dopo 5 anni, è venuta fuori! Paolo – Per questo pezzo, cosi, un po’ scherzando, sono partito con una tirata grind in trentaduesimi, gli altri si sono messi a ridere ma hanno detto: “Questa ce l’ha teniamo!” Infected - Parliamo della novità più importante di questo nuovo album, il nuovo batterista. Come ha influito nella composizione dei brani? Come si è inserito all’interno della band, e cosa vuoi dire dello split con il precedente batterista, Chris Dalla Pellegrina? Paolo – Allora, nel momento in cui sono entrato nella band devo dire che mi sono trovato subito bene, è stato come essere a casa. Abbiamo ingranato subito ed il risultato è il nuovo disco realizzato in breve tempo, per cui sono molto soddisfatto. Tommy – Allargando un po’ la risposta…Dopo due mesi e mezzo di audizioni, pensavamo di non poter sostituire professionalmente Cristiano, perché, oltre che con noi da ben quindici anni, è oggettivamente un batterista eccezionale. Detto questo, gli Extrema non cercavano un batterista bravo e basta, ma cercavano un elemento da integrare in tutto e per tutto nel gruppo, con una forte personalità, che portasse del suo all’interno della band. Con Paolo, nel momento in cui si è seduto dietro la batteria“parlavamo le stessa lingua”, si è inserito perfettamente nella nostra squadra. Per quanto riguarda lo split con Cristiano, senza fraintendere le mie parole, è stata un po’ una liberazione, ma solo perché non voleva più suonare questo tipo di musica, non voleva al contrario nostro fare più metal. Quindi, continuare con lui avrebbe voluto dire, non provare, non registrare un disco nuovo, quindi non rispettare i nostri fans… GL – Aveva per la testa cose diverse, per esempio, alcuni dei pezzi del nuovo disco, Cristiano non li voleva proprio fare, e questo ci faceva un po’ innervosire… Tommy – Detto questo, con Cristiano siamo comunque restati amici, lui adesso è il nuovo batterista dei Negrita, è in tour con loro, è contento di quello che sta facendo, ma il rapporto umano tra noi e lui è assolutamente buono. Infected - Per quanto riguarda quest’album, la cosa che noto con piacere è l’approccio molto diretto e immediato dei pezzi, personalmente lo ritengo migliore del precedente full, Better Mad Than Dead. Come è nato Set The World On Fire? GL – Set The World On Fire è nato innanzitutto dal desiderio di registrare un disco nuovo, poi grazie a Paolo si è creata all’interno della band un ulteriore voglia, infatti fin dalle prime prove con lui, ci siamo accorti che, a causa della disabitudine a suonare in un certo modo, soprattutto nei pezzi veloci sentivamo che c’eravamo un po’ arrugginiti, quindi è nata una specie di sfida con noi stessi a dare il massimo; poi anche se c’era poco tempo sfruttando le idee che tra me, Tommy e Mattia già c’erano ci siamo ritrovati negli ultimi giorni di prove gran parte del materiale pronto. Tommy – Poi proprio negli ultimi giorni, abbiamo scritto The Will To Live, Restless Soul… GL – Ad un certo punto pensavo che c’era la possibilità di non farcela entro i limiti che ci eravamo prefissati, ma Tommy mi assicurava che ci saremmo riusciti… Tommy – Beh, sono il motivatore del gruppo…(scherza /nda) Infected – Capita che le cose fatte velocemente a volte riescano meglio… GL – Si appunto, per farti un esempio: Free Again, è nata da una mia idea direttamente in studio, il testo l’ho scritto in un quarto d’ora, tutto è venuto fuori in maniera molto istintiva, un po’ come tutti i pezzi dell’album d'altronde. Tommy – Questi pezzi, paragonandoli a quelli di Better Mad Than Dead sono meno pensati e più spontanei, rappresentano meglio quello che sono gli Extrema, quindi con tanti cambi di tempo, riff terzinati, parti di doppia cassa…tutte cose che Cristiano non ci avrebbe potuto, ne voluto più dare. Infected - Parliamo dei testi. La scelta del titolo, che ben si adatta all’artwork, rende al meglio l’idea di sfogo contro la società attuale. GL – Allora, la scelta del titolo è caduta su Set The World Of Fire perché, intanto è un titolo di un nostro pezzo, poi abbiamo pensato che si adattava bene in generale alle tematiche dei testi, le quali sono ovviamente molto polemiche; come si fa a non essere polemici con tutta la merda che ci circonda? Infected - Pensate che la musica sia un mezzo valido per parlare di problemi sociali? GL – Si, io penso proprio di si. Purtroppo ho notato che negli ultimi anni, soprattutto alcune band americane, dopo tutte le cose che sono successe, la guerra in Iraq etc.., si sono tirate un po’ indietro, non prendono più una posizione; invece, a parte il fatto che il thrash metal è sempre stato attivo nelle tematiche sociali e politiche, secondo me è un modo per guardare la vita, quello che succede e esprimere la propria opinione. Tommy – Non si tratta esattamente di politica, è più che altro parlare di uno stato delle cose; noi vediamo quello che succede nel mondo, e non siamo ipocriti da non dire nulla o addirittura da negare l’evidenza. GL è una persona che sente molto questo problema… GL – Più che altro è una piccola soddisfazione poter esprimere il proprio dissenso a tutto ciò attraverso la nostra musica. Per esempio all’ormai palese ipnosi di massa ad opera dei mass media, i quali ci fanno credere qualunque cosa o il loro esatto contrario. Tommy – Viviamo in un mondo di menzogne, alle quali si crede per il semplice fatto che ci troviamo in una posizione comoda, dalla quale non conviene muoversi. GL – Poi il continuo bombardamento a cui siamo sottoposti, ci ha fatto abituare a qualunque orrore. Se dovesse scoppiare una guerra qui da noi, saremmo già abituati a vedere certe cose… Infected - Le vostre influenze musicali sono sicuramente tantissime, ma c’è un gruppo a cui siete da sempre paragonati, i Pantera… GL – (Interrompendomi scherzosamente /nda) E invece no!! All’inizio eravamo paragonati soprattutto ai Metallica… Tommy – Si, prima ai Metallica, poi addirittura, dopo il nostro primo album si diceva di noi che eravamo uguali ai Mordred, che in realtà sono usciti dopo di noi… Infected – La domanda che volevo farvi è semplicemente se e quanto i Pantera sono stati importanti per voi, e cosa pensate dell’omicidio di Dimebag Darrell? Tommy – Personalmente, no. Non sono stati cosi imporanti per me, ci sono altre cose che mi hanno maggiormente influenzato… GL – Per me si! Li ascolto ancora parecchio, e penso che se non fosse successo quello che è successo, si sarebbero riformati. Beh, Dimebag è il mio chitarrista preferito…(sorride guardando il suo chitarrista /nda) assieme a Tommy, è il mio chitarrista preferito. Poi l’ho conosciuto anche personalmente, e devo dire che mi è sembrato un’ ottima persona. Ogni volta che li ascolto, in particolare i suoi assoli, mi viene un po’ commozione. Credo che i Pantera hanno riportato a certi livelli il thrash metal, soprattutto con Vulgar Display Of Power, con il quale mi sono innamorato totalmente di loro. Infected - Se non mi sono informato male, il 2006 è il vostro 20esimo anno di vita. Complimenti! Non sono molte le band che possono dire lo stesso, tra altro a questi livelli. Cosa vi da la forza per continuare? Tommy – Se consideriamo We Fucking Care (primo EP del lontano 1987) si, ma preferisco considerare la nascita degli Extrema nel ’89, in cui si è stabilizzata la formazione con me, GL, Mattia e Cristiano, questo perché prima di allora anche se era uscito già un disco, c’erano altre persone ed era un altro periodo storico a cui non ci sentiamo prettamente legati. Beh, andiamo avanti semplicemente per l’amore per la musica, per ciò che facciamo e per i fans. Continuiamo ad incidere album e ad andare in tour soprattutto per loro, come vedi siamo ancora in giro con il furgone dopo vent’anni, e questo perché gli Extrema sono il mio più bel sogno, che fin quando ci saranno queste ragioni, continuerà ad esistere. Paolo – (Interviene scherzando /nda) Beh, poi visto che sono entrato nel gruppo da poco meno di un anno, se un giorno si dovessero rompere la palle, ci penserò io a tirarli su… Tommy – Certo, con il suo ingresso Paolo ci ha dato almeno altri dieci anni di vita. Diventeremo come gli ZZ Top (scherza /nda). Infected - A proposito di esperienza, da poco Lemmy ha compiuto 60 anni!! La cover di chiusura di Set The World On Fire è la storica Ace OF Spades! Come mai avete deciso di includerla in questo album? Tommy – Allora, premessa: Mattia (l’unico che ha declinato l’intervista /nda), uomo di poche parole e molti fatti come hai potuto capire, è una specie di jukebox ambulante, conosce e sa suonare qualunque pezzo di qualunque band rock al mondo. Quindi grazie soprattutto a lui, spesso alle prove ci divertiamo con cover come questa, e tra l’altro Ace Of Spades era un pezzo che eseguivamo anche dal vivo e che volevamo registrare da tempo. Per cui, nel momento in cui ci siamo trovati in studio abbiamo pensato semplicemente di includerla nell’album, e Mattia stesso ha inciso l’assolo di chitarra. GL - È comunque un tributo ad un mito, noi tutti abbiamo già letto la sua autobiografia, davvero spettacolare e divertente. Vorrei arrivare anch’io a sessant’anni ed essere come lui. Infected - È la terza volta che suonate a Palermo, cosa ne pensate del pubblico palermitano? E oltre i Filthy Sunday Circus che apriranno il vostro concerto, conoscete altre band palermitane? GL – I Filthy ci hanno fatto ascoltare un po’ di gruppi palermitani, non ricordo i nomi, ma comunque roba estrema e violentissima di cui ho notato la qualità; a questo proposito vorrei dire che è un peccato che molte band italiane restino sempre confinate qui da noi senza mai avere la seria possibilità di farsi notare e quindi, prima o poi, andare incontro all’inevitabile scioglimento, mentre magari, band straniere anche inutili compaiano tra le decine di nuove uscite di ogni mese e facciano continuamente tour in Europa. Tommy – Ritornando alla domanda…Al nostro primo concerto a Palermo, sicuramente il migliore dato che c’era il locale pieno, visto che erano la band di supporto ma che ancora non conoscevamo, abbiamo subito notato questi Filthy Sunday Circus (premetto che sono dei miei amici, ma li consiglio vivamente a tutti gli amanti del crossover più violento e schizzato /nda) per come suonavano, veramente bravi. Da allora, ogni volta che veniamo da queste parti, cerchiamo di farli suonare con noi, in più siamo diventati amici, e io personalmente mi sento spesso con Emanuele, uno dei chitarristi. Speriamo di poter fare qualcosa per loro in futuro. GL – Anche se non sarà facile, questo perché in Italia, per quanto riguarda il metal, la situazione per i gruppi che non vanno di moda non è delle più semplici, soprattutto dal punto di vista tecnico ai concerti. Un gruppo come il nostro dopo vent’anni deve ancora combattere con problemi di impianti e amplificazione. Infected - Concludete come volete… Tommy – Prima di tutto siamo felici di essere a Palermo, poi, se volete avvicinarvi alla nostra musica, visto che pensiamo di aver fatto un buon prodotto, comprate tutti il disco nuovo perché ne abbiamo bisogno, non per il guadagno che non c’è, ma perché più dischi noi vendiamo, più l’attenzione dei media viene catalizzata sull’artista. Grazie. |
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