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Scritto da FIMBULVETR   
giovedě 30 giugno 2005

ImageSalve volete presentarvi ai lettori di Metal Zone. Chi sono gli Envidhia?
Un saluto alla redazione e a tutti i lettori di Metal Zone da parte di Mario Giacalone (singer Envidhia). Gli Envidhia sono un gruppo gothic/dark - rock/metal nato di nome nel 2001 e di fatto agli inizi degli anni ’90. E’ il nome del mio progetto musicale che inizialmente operava sotto altri monickers e con altre espressioni artistiche in termini di genere. Gli Envidhia si sono rivolti alla grande scena underground italiana ed internazionale con 1 demo – The Plague, un mcd - Black Flowers e l’ultimo album “The Snare”. Adesso per riabbracciare gli anni precedenti citati stiamo lavorando ad un nuovo lavoro, un rare indirizzato solo agli estimatori di sempre e a tutti i turnisti che hanno lavorato con me in piu’ di 15 anni, sperando di trovare un aggancio serio per la sua diffusione in grande scala. Operiamo in Sicilia occidentale, nostra patria di provenienza, abbiamo maturato esperienze sufficienti e necessarie per continuare un grande viaggio di vita oltre che musicale, laddove semmai ci fosse per me una differenza.

Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro “The snare” dalla stampa specializzata e dalle webzine?

Molto, molto, molto bene.

A distanza di qualche mese dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto pienamente? In pratica suona come volevate?
Si, malgrado le enormi difficoltà per sfornare 14 brani inediti soprattutto in termini di songwriting, “The Snare” è uscito quando pronto, è lui, inconfondibilmente unico, che piaccia o no.

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Come nasce un vostro brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e poi ci lavorate sopra?
Come detto gli Envidhia sono un progetto musicale che fa principalmente riferimento alla mia idea di combinare piu’ forme e generi cercando di rappresentare al meglio l’eterno dualismo dell’uomo nell’accezione panteistica piu totale, una visione di arti drammatiche molto sofferta ed introspettivamente complessa da realizzare musicalmente. Tutti i testi e quasi tutte le composizioni musicali sono di mia proprietà; è stato fondamentale l’apporto di molti musicisti in tutti questi anni per la realizzazione dei nostri brani, che hanno sempre trovato diversi momenti di confronto e di analisi. A tal uopo vorrei approfittare di questo spazio per ringraziare tutte le persone (tantissime) che hanno collaborato con me e contribuito quindi alla causa Envidhia.

Volete definire il vostro genere?

Non lo so, non saprei. Per “The Snare” abbiamo coniato l’etichetta “a nu wave of death’n’goth” nel proposito di dare, seppur riduttivamente, un idea sintetica della nostra proposta musicale.
Giorno dopo giorno, ora dopo ora, la continua evoluzione dell’essere è un riferimento solido per non poterti rispondere in maniera appropriata e completa.

Cosa vi ispira di più nella stesura dei tesi, la vita di tutti i giorni, la cronaca o che altro?

Tutto. Tutto quello che vedo, che colgo, che sogno, che sento.

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Perché un EVA moderna in copertina che cerca di offrirci il frutto proibito, e perché un titolo come “The snare” che pare quasi una storpiatura di “The snake”. Il serpente, EVA, c’è qualche nesso?
Debbo dire che il tuo sforzo di fantasia è davvero ammirevole, questa me la vendo J. Obiettivamente non c’è un nesso con il titolo “The Snare” in senso di storpiatura della parola come riferimento al serpente. “The Snare” è un concept album che risale a molto tempo prima di definire la cover del cd, aveva sin dall’inizio questo nome meramente per il suo significato, “La trappola, l’inganno”. Al momento di ideare l’artwork avevo l’idea di realizzarla per come poi è saltata fuori. Volevo utilizzare un soggetto femminile provocatorio ed immediato. Ho visto dei cataloghi di alcune modelle ed Elisa Marconi (la bella eva in copertina, una ragazza di Recanati, MC) in quella foto ha (sicuramente) inconsapevolmente ricreato quella suggestione concettuale perfetta per il mio lavoro. Cosi’ l’ho contattata ed è nata la copertina di “The Snare”.
Il titolo “The Snare” inciso nella mela offerta e, nel retro, io in mutande con gli euro infilati dentro (forse è piu’ bello il front J) sono delle provocazioni che definiscono credo immediatamente la complessa opera tematica dell’album. In alcuni passi fin troppo complessa, servirebbero pagine e pagine, visto che non deficitate a riguardo lascio spazio alla vostra fantasia.


Quali gruppi vi hanno maggiormente ispirato e cosa ascoltate nella vita di tutti i giorni?

Dico sempre a proposito di influenze che tutto quello di buono che le nostre orecchie hanno percepito in 30 anni di ascolto sono certamente un riferimento ed una musa importante; oltre ai soliti ascolti tematici che principalmente fanno riferimento alla svezia, nelle nostre influenze piu’ specificatamente metal, ci rivolgiamo a tantissime forme d’autore. Continuo ad esplorare i lavori compositivi classici di Beethoven e Bach, le opere compositive moderne di Morricone e John Barry, il genio sperimentale di Pink Floyd, Alan Parson Project e Tangerine Dream, le melodie gotiche europee in genere e quelle folkloristiche russe in particolare. Non posso non segnalare tra i tanti alcuni nomi italiani che ci hanno influenzati e di cui siamo lieti di presentarne delle cover dal vivo. Dark Lunacy, Novembre, Mandragora Scream.

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Come siete giunti a collaborare con la STD e come vi trovate con loro?
La STD-distro di Cagliari è una delle agenzie underground italiane più professionalmente serie e valide che opera nei circuiti metal di tutto il mondo. Eravamo in contatto con loro già con il precedente mcd “Black Flowers”. Hanno accolto “The Snare” positivamente ed è un piacere per noi usufruire dei canali promozionali e in genere della distribuzione worldwide per diffondere il nome Envidhia il più possibile. Saprai meglio di me che non sarei qui a rispondere a questa intervista se non fosse per l’accurato lavoro di questa agenzia.

Come giudicate la scena musicale underground della vostra regione e quella italiana in generale?
La Sicilia è ricca di ottime bands, ricca di talenti ed artisti validi. Il problema qui giù sono gli spazi, inadeguati o a volte completamente assenti per chi produce. I sistemi commerciali di massa stanno continuando ad alimentare la visione dell’arte come intrattenimento, il disimpegno e la leggerezza nei contenuti e nelle forme sembrano prendere il sopravvento sempre di piu’ soprattutto nelle categorie piu’ giovani. Questo quadro in un certo senso riguarda l’intera scena nazionale, la differenza forse è che qui siamo ancora un po piu’ indietro, meno culturalmente e socialmente predisposti alla crescita e alla salvaguardia del patrimonio umano presente in senso artistico soprattutto; infine, il disinteresse politico/amministrativo ed organizzativo ci affonda sicuramente più che al nord.

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Rapporti con la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in mp3?
Analizzando l’attuale sistema discografico ci riteniamo favorevoli all’ascolto di un mp3 finalizzato all’acquisto di un album.

Gli Envidhia e i concerti: trovate spazi per esibirvi e come vi trovate nella dimensione live?

Come accennato prima ci sono grossissime difficoltà per le uscite live. Malgrado tutto riusciamo a trovare degli spazi seppur adeguandoci a volte ad alcuni stilemi non propriamente da concerto.
La nostra dimensione live è molto varia e spesso non perfettamente congeniale per tutta una serie di problemi, comunque sia riusciamo a presentare dal vivo la nostra musica anche se in una misura ancora molto inferiore a 5/6 uscite l’anno.

Continuerete con l’ausilio della drum machine o nel prossimo lavoro avremmo un batterista in carne e ossa?

Non lo so. Siamo riusciti in qualche occasione a suonare dal vivo con alcuni turnisti, nei limiti delle competenze e delle professionalità che spesso ci costringono ad uscire con la drum machine non siamo alla fine poi cosi’ sdegnati di esibirci senza un drummer. A volte anche per ragioni di comodità, dipende dai contesti e comunque ci stiamo un po’ affezionando alle basi come soluzione del problema. Qui, quello dei musicisti è un vero problema, a meno che non fai cover rockettine e seratine nei pubbini.

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Progetti per il futuro?
Questa estate avremmo una discreta programmazione live e ci auguriamo di sistemare la line up in modo piu’ definitivo per non perdere delle interessanti occasioni. In quasi tutti i nostri live raccogliamo materiale video per un Dvd che pensiamo di far uscire a settembre. Il remake dei vecchi singoli dall’89 al ’01 è in itinere, un rare album il cui titolo dovrebbe essere “The Dark Opera”.

Siamo in conclusione dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Vi ringraziamo per lo spazio e per l’interessante discussione che ne è saltata fuori. Ringraziamo tutte le persone che continuano a sostenerci credendo nel lavoro da noi svolto e tutti i nostri collaboratori piu’ fedeli, un saluto ai lettori di Metal Zone e a presto. Greetings from Sicily.

Ultimo aggiornamento ( martedě 29 luglio 2008 )
 
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