|
Salve volete
presentarvi ai lettori di Metal Zone. Chi sono gli Envidhia?
Un saluto alla redazione e a tutti i lettori di Metal Zone da parte di
Mario Giacalone (singer Envidhia). Gli Envidhia sono un gruppo gothic/dark
- rock/metal nato di nome nel 2001 e di fatto agli inizi degli anni ’90.
E’ il nome del mio progetto musicale che inizialmente operava sotto
altri monickers e con altre espressioni artistiche in termini di genere.
Gli Envidhia si sono rivolti alla grande scena underground italiana ed
internazionale con 1 demo – The Plague, un mcd - Black Flowers e
l’ultimo album “The Snare”. Adesso per riabbracciare gli anni precedenti
citati stiamo lavorando ad un nuovo lavoro, un rare indirizzato solo
agli estimatori di sempre e a tutti i turnisti che hanno lavorato con me
in piu’ di 15 anni, sperando di trovare un aggancio serio per la sua
diffusione in grande scala. Operiamo in Sicilia occidentale, nostra
patria di provenienza, abbiamo maturato esperienze sufficienti e
necessarie per continuare un grande viaggio di vita oltre che musicale,
laddove semmai ci fosse per me una differenza.
Come è stato accolto il
vostro ultimo lavoro “The snare” dalla stampa specializzata e dalle
webzine?
Molto, molto, molto bene.
A distanza di
qualche mese dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa
che non vi ha soddisfatto pienamente? In pratica suona come volevate?
Si, malgrado le enormi difficoltà per sfornare 14 brani inediti
soprattutto in termini di songwriting, “The Snare” è uscito quando
pronto, è lui, inconfondibilmente unico, che piaccia o no.
Come nasce un
vostro brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e poi ci
lavorate sopra?
Come detto gli Envidhia sono un progetto musicale che fa principalmente
riferimento alla mia idea di combinare piu’ forme e generi cercando di
rappresentare al meglio l’eterno dualismo dell’uomo nell’accezione
panteistica piu totale, una visione di arti drammatiche molto sofferta
ed introspettivamente complessa da realizzare musicalmente. Tutti i
testi e quasi tutte le composizioni musicali sono di mia proprietà; è
stato fondamentale l’apporto di molti musicisti in tutti questi anni per
la realizzazione dei nostri brani, che hanno sempre trovato diversi
momenti di confronto e di analisi. A tal uopo vorrei approfittare di
questo spazio per ringraziare tutte le persone (tantissime) che hanno
collaborato con me e contribuito quindi alla causa Envidhia.
Volete definire il vostro
genere?
Non lo so, non saprei. Per “The Snare” abbiamo coniato l’etichetta “a nu
wave of death’n’goth” nel proposito di dare, seppur riduttivamente, un
idea sintetica della nostra proposta musicale.
Giorno dopo giorno, ora dopo ora, la continua evoluzione dell’essere è
un riferimento solido per non poterti rispondere in maniera appropriata
e completa.
Cosa vi ispira di più nella
stesura dei tesi, la vita di tutti i giorni, la cronaca o che altro?
Tutto. Tutto quello che vedo, che colgo, che sogno, che sento.
Perché un EVA
moderna in copertina che cerca di offrirci il frutto proibito, e perché
un titolo come “The snare” che pare quasi una storpiatura di “The snake”.
Il serpente, EVA, c’è qualche nesso?
Debbo dire che il tuo sforzo di fantasia è davvero ammirevole, questa me
la vendo
J. Obiettivamente non c’è un nesso con il titolo “The Snare” in
senso di storpiatura della parola come riferimento al serpente. “The
Snare” è un concept album che risale a molto tempo prima di definire la
cover del cd, aveva sin dall’inizio questo nome meramente per il suo
significato, “La trappola, l’inganno”. Al momento di ideare l’artwork
avevo l’idea di realizzarla per come poi è saltata fuori. Volevo
utilizzare un soggetto femminile provocatorio ed immediato. Ho visto dei
cataloghi di alcune modelle ed Elisa Marconi (la bella eva in copertina,
una ragazza di Recanati, MC) in quella foto ha (sicuramente)
inconsapevolmente ricreato quella suggestione concettuale perfetta per
il mio lavoro. Cosi’ l’ho contattata ed è nata la copertina di “The
Snare”.
Il titolo “The Snare” inciso nella mela offerta e, nel retro, io in
mutande con gli euro infilati dentro (forse è piu’ bello il front
J)
sono delle provocazioni che definiscono credo immediatamente la
complessa opera tematica dell’album. In alcuni passi fin troppo
complessa, servirebbero pagine e pagine, visto che non deficitate a
riguardo lascio spazio alla vostra fantasia.
Quali gruppi vi hanno
maggiormente ispirato e cosa ascoltate nella vita di tutti i giorni?
Dico sempre a proposito di influenze che tutto quello di buono che le
nostre orecchie hanno percepito in 30 anni di ascolto sono certamente un
riferimento ed una musa importante; oltre ai soliti ascolti tematici che
principalmente fanno riferimento alla svezia, nelle nostre influenze
piu’ specificatamente metal, ci rivolgiamo a tantissime forme d’autore.
Continuo ad esplorare i lavori compositivi classici di Beethoven e Bach,
le opere compositive moderne di Morricone e John Barry, il genio
sperimentale di Pink Floyd, Alan Parson Project e Tangerine Dream, le
melodie gotiche europee in genere e quelle folkloristiche russe in
particolare. Non posso non segnalare tra i tanti alcuni nomi italiani
che ci hanno influenzati e di cui siamo lieti di presentarne delle cover
dal vivo. Dark Lunacy, Novembre, Mandragora Scream.
Come siete
giunti a collaborare con la STD e come vi trovate con loro?
La STD-distro di Cagliari è una delle agenzie underground italiane più
professionalmente serie e valide che opera nei circuiti metal di tutto
il mondo. Eravamo in contatto con loro già con il precedente mcd “Black
Flowers”. Hanno accolto “The Snare” positivamente ed è un piacere per
noi usufruire dei canali promozionali e in genere della distribuzione
worldwide per diffondere il nome Envidhia il più possibile. Saprai
meglio di me che non sarei qui a rispondere a questa intervista se non
fosse per l’accurato lavoro di questa agenzia.
Come giudicate la scena
musicale underground della vostra regione e quella italiana in generale?
La Sicilia è ricca di ottime bands, ricca di talenti ed artisti validi.
Il problema qui giù sono gli spazi, inadeguati o a volte completamente
assenti per chi produce. I sistemi commerciali di massa stanno
continuando ad alimentare la visione dell’arte come intrattenimento, il
disimpegno e la leggerezza nei contenuti e nelle forme sembrano prendere
il sopravvento sempre di piu’ soprattutto nelle categorie piu’ giovani.
Questo quadro in un certo senso riguarda l’intera scena nazionale, la
differenza forse è che qui siamo ancora un po piu’ indietro, meno
culturalmente e socialmente predisposti alla crescita e alla
salvaguardia del patrimonio umano presente in senso artistico
soprattutto; infine, il disinteresse politico/amministrativo ed
organizzativo ci affonda sicuramente più che al nord.
Rapporti con
la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali
in mp3?
Analizzando l’attuale sistema discografico ci riteniamo favorevoli
all’ascolto di un mp3 finalizzato all’acquisto di un album.
Gli Envidhia e i concerti:
trovate spazi per esibirvi e come vi trovate nella dimensione live?
Come accennato prima ci sono grossissime difficoltà per le uscite live.
Malgrado tutto riusciamo a trovare degli spazi seppur adeguandoci a
volte ad alcuni stilemi non propriamente da concerto.
La nostra dimensione live è molto varia e spesso non perfettamente
congeniale per tutta una serie di problemi, comunque sia riusciamo a
presentare dal vivo la nostra musica anche se in una misura ancora molto
inferiore a 5/6 uscite l’anno.
Continuerete con l’ausilio
della drum machine o nel prossimo lavoro avremmo un batterista in carne
e ossa?
Non lo so. Siamo riusciti in qualche occasione a suonare dal vivo con
alcuni turnisti, nei limiti delle competenze e delle professionalità che
spesso ci costringono ad uscire con la drum machine non siamo alla fine
poi cosi’ sdegnati di esibirci senza un drummer. A volte anche per
ragioni di comodità, dipende dai contesti e comunque ci stiamo un po’
affezionando alle basi come soluzione del problema. Qui, quello dei
musicisti è un vero problema, a meno che non fai cover rockettine e
seratine nei pubbini.
Progetti per
il futuro?
Questa estate avremmo una discreta programmazione live e ci auguriamo di
sistemare la line up in modo piu’ definitivo per non perdere delle
interessanti occasioni. In quasi tutti i nostri live raccogliamo
materiale video per un Dvd che pensiamo di far uscire a settembre. Il
remake dei vecchi singoli dall’89 al ’01 è in itinere, un rare album il
cui titolo dovrebbe essere “The Dark Opera”.
Siamo in conclusione
dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la
parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Vi ringraziamo per lo spazio e per l’interessante discussione che ne è
saltata fuori. Ringraziamo tutte le persone che continuano a sostenerci
credendo nel lavoro da noi svolto e tutti i nostri collaboratori piu’
fedeli, un saluto ai lettori di Metal Zone e a presto. Greetings from
Sicily.
|