Interviste
ELVENKING
| ELVENKING |
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| Scritto da VIKINGBLOOD | |
| martedě 31 luglio 2007 | |
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Metalzone ha il piacere di intervistare la band
italiana degli “Elvenking”.
Salve ragazzi, volete presentarvi ai lettori di Metal Zone. Ciao Antonella. Gli Elvenking nascono nel 1997 e dopo assestamenti interni alla band arrivano al contratto discografico con l’etichetta tedesca AFM (Edguy, Avantasia, Annihilator, Masterplan, Doro, ecc) nel 2000. Da allora abbiamo realizzato 3 album: “Heathenreel” (2001), “Wyrd” (2004) e “The winter Wake” (2006), oltre ad aver suonato nei maggiori festival di tutta Europa con band come Blind Guardian, Edguy, Saxon, Gamma Ray, Virgin Steele, ecc. e aver partecipato l’anno scorso ad un tour europeo di spalla al leader dei Savatage e i suoi Jon Oliva’s Pain, suonando in Germania, Austria, Olanda, Belgio, Italia, ecc. E’ di poco tempo fa la notizia che il vostro attesissimo nuovo album “The Scythe” uscirà il 14 settembre: volete anticiparci qualcosa? In cosa si differenzierà rispetto ai precedenti lavori ed, in particolare, rispetto a “The Winter Wake”? Il nuovo album sarà decisamente più heavy. Si tratterà inoltre del primo “concept album” per gli Elvenking. In realtà più che di un concept vero e proprio si tratterà più che altro di un album a tema: tutte le canzoni sono infatti legate liricamente al tema della Morte, vista come personificazione di tutto ciò che questa può rappresentare. In questo senso sarà un album molto romantico, dal punto di vista letterario del termine. Musicalmente è chiaro che il percorso seguirà di pari passo le tematiche dell’album per cui è ovvio un approccio più oscuro e dark alla composizione, e un indurimento del sound. Parliamo un po’ di “The Winter Wake”. E’ stato accolto molto bene dalla stampa specializzata ed ha riscosso un grande successo tra il pubblico: vi aspettavate riscontri tanto positivi? Eravamo sicuramente consci della bontà dell’album, ma spesso questo significa ben poco. Per fortuna invece l’album è stato accolto in maniera incredibilmente positiva in tutte le parti del mondo e possiamo affermare che è un vero e proprio passo avanti rispetto ai nostri album precedenti, anche dal punto di vista delle vendite. TWW è stato album del mese in moltissimi magazine in tutte le parti del mondo, con esso abbiamo avuto per la prima volta licenze per i territori del Giappone e degli USA, dove tra l’altro le vendite sono andate oltre ogni rosea aspettativa. “The winter wake” ci ha inoltre permesso di partecipare al tour europeo con Jon Oliva’s Pain. Sinceramente i riscontri sono stati enormi e questo non ha fatto altro che gettare delle basi ottime per la promozione di “The Scythe”. “The Winter Wake” è stato registrato in Finlandia, sarà così anche per “The Scythe”? Da dove nasce la collaborazione con musicisti finlandesi e il vostro “amore” per la Finlandia, se così possiamo chiamarlo? Diciamo che le nostre influenze finlandesi, a livello di sonorità, sono ben evidenti, e non per niente tra le nostre influenze possiamo citare band come Children of Bodom, Nightwish, e tutta una serie di altre band provenienti da quella nazione. Per questo anche a livello di produzione ci è piaciuto rivolgerci proprio a questa nazione, dove tra l’altro le strutture (studi, produttori, ecc) non ha eguali al mondo. Abbiamo collaborato sia per “The winter wake” che per “The scythe” con Nino Laurenne dei Sonic Pump, che sono in assoluto uno dei maggiori studi metal in Finlandia. Anche il mastering finale è opera di Mika Jussila dei Finnvox, altra vera istituzione. Come nasce un vostro brano, cosa vi ispira nella stesura dei testi e come affrontate la successiva fase della produzione? Un nostro brano nasce da diverse situazioni. Può nascere la musica ed ispirare il testi, oppure può essere un argomento che si vuole trattare ad ispirare invece il lato musicale. In ogni caso quello che lega il tutto sono le emozioni o le sensazioni che vogliamo esprimere con il brano. In ogni caso il testo è sempre l’ultima cosa che viene adattato alle linee melodiche costruite. Solitamente prima costruiamo una bozza del pezzo a casa, su computer, e passiamo la song a tutto il gruppo in modo da avere una idea generale. Poi la suoniamo e proviamo insieme e cominciamo da qui a sgrezzarla e ad eliminare o modificare le parti che non funzionano. Da qui si passa ad una fase di pre produzione per testare alcuni tipi di arrangiamenti prima di registrare la versione definitiva del pezzo. Come giudicate la scena metal italiana e internazionale: c’è qualche gruppo che vi ha maggiormente ispirato o influenzato? Naturalmente ci sono molti gruppi che ci hanno ispirato soprattutto a inizio carriera, anche se il nostro obiettivo è sempre stato quello di scrivere musica il più possibile personale e fresca. Se devo nominare alcune band posso citare Skyclad, Helloween, Iron Maiden, Dark Tranquillity, King Diamond, Cradle of Filth e molti altri ancora. Il 25 giugno, al Midsummer Rock Festival di Roma, avrete l’onore di condividere il palco con bands del calibro di Korpiklaani e Turisas: come vi sentite e cosa vi aspettate da questa grande opportunità? E’ stato una buona esperienza, anche se purtroppo i Turisas si sono dimostrati tutt’altro che una band corretta. Evidentemente si credono molto superiori, anche se non ne vedo il motivo J Oltre a questo piccolo incidente abbiamo avuto tantissimi problemi sul palco e quello che si capiva on stage era veramente poco per cui la nostra performance non è sicuramente stata delle migliori. Abbiamo cercato di fare quanto possibile viste le condizioni. A parte questo il pubblico romano ci è stato molto vicino e abbiamo incontrato tantissimi fans che hanno fatto anche tantissimi Kilometri per vederci. Grazie mille! Quanto è importante la dimensione “live” per la vostra band? E che differenza corre tra il pubblico nostrano e quello estero? E’ un aspetto che conta tantissimo e che vorremo curare al meglio dal prossimo album. Naturalmente l’aspetto live è spesso strettamente legato alle situazioni in cui il concerto ha luogo. Purtroppo una band come la nostra suona spesso di spalla a band di più grosso calibro e questo ci impedisce la maggior parte delle volte di avere la nostra strumentazione, un fonico che segua personalmente la nostra performance, un sound check adeguato, e spesso quello che risulta al pubblico è una performance magari approssimativa per quanto riguarda i suoni e l’impatto. E’ un prezzo che è giusto pagare, ma che speriamo di lasciarci alle spalle quanto prima. Ringraziandovi per la vostra disponibilità e cortesia lascio a voi la conclusione dell’intervista. Siete liberi di dire quello che volete. Grazie a te per l’intervista e attendete il 14 Settembre per l’uscita del nostro nuovo album “The scythe”! The scythe reigns supreme! |
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| Ultimo aggiornamento ( lunedě 28 luglio 2008 ) |
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