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Ho il piacere di
intervistare i Crawler, salve raccontate di voi ai lettori di Metal Zone?
Ciao a tutti
i lettori di metal-zone.it, chi vi introduce la band è il chitarrista Antonio: i
Crawler si formano nel 1999 da quattro amici che si frequentavano già da molti
anni. Ognuno di noi suonava o aveva già suonato in altre band e questo ci spinse
a mettere su una band senza particolari schemi o orientamenti musicali. Per il
momento abbiamo autoprodotto 2 cd e fatti vari live show, inoltre come tutte le
band stiamo continuamente alla ricerca di qualche label che ci produca e che ci
offri un contratto sufficiente. Per il resto continuiamo a suonare e fare tutto
quello che è nelle nostre possibilità cercando di portare la band ad un pubblico
sempre più vasto.
Complimenti per il
vostro ultimo lavoro “F.T.C.T.T.P.”, come è stato accolto dalla stampa
specializzata e dalle webzine, ma soprattutto dai vostri fans?
Grazie mille
per i complimenti, riguardo a questo il nostro ultimo lavoro è stato accolto
dalla da stampa e webzine in maniera buona, tuttora inviamo il cd quanto più
possibile in giro, infatti crediamo che la promozione sia una parte importante
nel lavoro di una band questo ti fa capire tante cose importanti che a volte
vengono sottovalutate dalle band, è importante che parlino di te sia nel bene
che nel male. Sarei falso se non ti dicessi che su 60 invii (crescono giorno per
giorno) a stampa, webzine, radio, labels ecc. ecc. non ci sia stato qualcuno che
ci abbia criticati per alcune scelte o suoni, questo fa parte del percorso
evolutivo di una band, le critiche infatti, "se costruttive", (si incontrano
anche dei coglioni) aiutano a migliorarsi e a riflettere sulle cose che sono
state capite in modo positivo da chi ci ascolta e su quelle che non sono state
capite. Anche i nostri ascoltatori hanno accolto il nostro nuovo lavoro in
maniera positiva, spesso ci fanno i complimenti e questo non può far altro che
renderci felici e carichi di energia.
Come nascono
i vostri brani, c’è un “leader” che scrive il tutto o è un lavoro di tutto il
gruppo?
I nostri brani nascono in maniera improvvisa e non c'e' un leader, di solito o
c'e' qualcuno che propone qualcosa oppure ci mettiamo ad improvvisare in maniera
del tutto libera e senza una particolare direzione, nel momento in cui sentiamo
qualche melodia o ritmica che ci emoziona ci fermiamo e cerchiamo di svilupparla
nel tentativo di tirar fuori qualcosa di buono. Il fattore emozionale è
fondamentale per noi, la musica è emozione altrimenti che senso avrebbe? Non
importa che cosa sia basta che ci carichi e che appunto ci emozioni avere degli
schemi è semplicemente limitativo per un musicista. I testi vengono scritti sia
dal cantante che da altri membri del gruppo, chi lamenta un disagio o una
qualunque voglia di esporre un proprio pensiero lo fa, il tutto viene poi
utilizzato nelle canzoni.
Cosa vi ispira
maggiormente nella stesura dei vostri brani?
La voglia di
emergere e di esporre il proprio essere, suonare in una band ti da la
possibilità di fere cose che altrimenti sarebbero impossibili, come trasmette
stati d' animo attraverso la musica e farti riflettere con i messaggi che
vengono lanciati attraverso le parole, credo che sia un discorso molto
intimista.
Spiegate ai lettori di Metal Zone la definizione che date del vostro genere
“Jumping metal”.
Questo
termine è nato un po' di tempo fa durante le registrazioni del primo cd, si
riferisce alla voglia di suonare una musica si caotica e d'impatto ma che
susciti anche carica e energia vera e propria da parte di chi ci ascolta.
Come giudicate la scena musicale underground italiana?
La scena
musicale dell'undergroud italiano è sicuramente migliorata ed è in continua
evoluzione, anche se spesso non c'e' molta collaborazione tra le band, la
competizione infatti è sempre molto alta e cosi si finisce per non concludere
niente di buono. Sono convinto, invece, che la competizione al fine di
migliorarsi sia positiva, si deve sempre imparare da band più mature e più
preparate di te, solo così si può sperare di arrivare a buoni risultati.
A distanza di qualche mese dall’uscita del demo ne siete soddisfatti?
Sicuramente
siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto nel secondo cd, solo che con il
tempo ci si rende conto di quante cose avremmo cambiato o di scelte di suoni che
ora non faremmo, tutto qui. Comunque questo è un lavoro che segna un passo in
avanti per i Crawler, e anche se i cambiamenti non sono visti da tutti in
maniera positiva noi cercheremo sempre di farlo e di andare avanti per questa
strada.
Quali sono i gruppi che vi hanno maggiormente influenzato e quale musica
ascoltate in genere?
Diciamo che
che i gruppi che ci ispirano sono tanti ,questi vanno dal metal al jazz senza
distinzioni particolari, è ovvio poi che qualche influenza prevalga su un'
altra. Nel nostro caso ,infatti si sente una forte radice metal (nel senso più
ampio del termine), probabilmente nel momento in cui abbiamo scritto queste song
eravamo molto ispirati da questo genere e la cosa non ci dispiace. Questo non
esclude che nel prossimo cd non si marchi un altro genere, non a caso, infatti,
nei nuovi brani che stiamo preparando stiamo sperimentando soluzioni molto
diverse da quelle proposte in questo cd. Ti cito comunque qualche band che
abbiamo ascoltato ultimamente: The Dillinger Escape Plan, The Haunted, Chimaira,
Killswich Engage, Fear Factory, Kiju, Slipknot, Mars Volta, Perfect Circle, Da 'namaste
(italiani), Fantomas, Colour of Fire, Queen of the Stone Age, Rammstein, Beasty
Boys, e tanti altri.
Avete difficoltà a esibirvi dal vivo, e come è la reazione del pubblico,
soprattutto di quelli che non vi conoscono?
Guarda, le
difficoltà per esibirci ci sono sempre state, non è semplicissimo trovare
serate, sia dal punto di vista della disponibilità dei locali che dal punto di
vista dei rimborsi. Di solito cerchiamo di trovare più serate in posti vicini in
modo tale da chiedere rimborsi più bassi e di guadagnare più date; questo però
non significa che non ci sono locali disponibili il fatto è che sono veramente
pochi quelli che ti danno la possibilità di esibirti e questo penalizza molte
band. Per quanto riguarda la risposta del pubblico non ci possiamo lamentare,
spesso è molto buona anche da parte di chi non ci conosce; siamo molto legati ai
live show, quando suoniamo dal vivo cerchiamo di emanare quanta più energia
possibile cercando di scuotere chi ci sta di fronte e di farlo divertire.
Come sono i rapporti con le case discografiche e i produttori, riuscite a
trovare qualcuno che quantomeno vi ascolti, o sono solo porte chiuse?
Il discorso è
molto complicato, spesso infatti capita che ti facciano proposte poco chiare o
strane, altre volte non ti rispondono proprio. In Italia c'e' ancora molto da
fare a riguardo, non a caso molte band italiane hanno trovato un contratto
decente solo all' estero e questo è un vero peccato, l' Italia dovrebbe
sostenere di più questa scena musicale che è sempre più valida e competitiva.
Perché il nome “Crawler” e cosa significa?
Il nome della
band è nato in maniera del tutto spontanea, ognuno di noi scelse un nome e a
caso è uscì Crawler, sembra una cazzata ma è vero, suonava bene e ci è piaciuto.
Significa.... tipo parassita o qualcosa che striscia, ma non è importante per
noi.
Progetti per il futuro e a quando il prossimo CD?
Stiamo
cercando di confermare alcune date un po' in giro e inoltre stiamo lavorando
alle canzoni che faranno parte del prossimo cd e ci auguriamo che qualche buona
proposta si faccia avanti.
Vi ringrazio per la disponibilità e lascio a voi la conclusione dell’intervista.
Siamo noi che
ti dobbiamo ringraziare per la possibilità che ci hai dato, ringraziamo inoltre
tutti i lettori di metal-zone.it e tutti quelli che hanno appena letto questa
intervista, invitiamo tutti quelli interessati al nostro cd (euro 4) a
contattarci alla mail
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e a visitare il nostro sito
www.crawlerband.com.
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