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Salve volete presentarvi ai lettori di Metal Zone. Chi sono i Chaoswave?
Marco: Ciao a tutti! Definire cosa sono i Chaoswave è un po’ difficile
per chi ci sta dentro. Tutti noi veniamo da esperienze musicali diverse.
Penso che stiamo riuscendo a fondere in modo abbastanza peculiare il
progressive, il thrash e il metal più duro con sonorità gothic.
Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro omonimo dalla stampa
specializzata e dalle webzine?
Guf: E’ stato accolto molto bene. In
breve penso che circa l’80% delle recensioni ci abbiano dato 8/9 su 10.
Forse anche per questo, abbiamo avuto un download enorme dell’mp3 di
“Swept away”, scaricato più di 5.000 volte. Dopo solo pochi mesi abbiamo
firmato un contratto con la DVS Records, e ora stiamo per entrare in
studio a registrare il nostro prima full. Sarà nei negozi alle fine di
novembre.
A distanza di circa un anno dall’uscita dell’album, ne siete
soddisfatti o c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto pienamente? In
pratica suona come volevate?
Guf: In pratica si. Anche se registriamo di
nuovo tutte le 4 canzone per il full, ma solo per poter suonarle meglio
e farle con un nuovo mixaggio. Il mixaggio sarà di nuovo fatto di Jacob
Hansen, e secondo me è anche molto merito suo e di Marco, che il primo
cd è uscito con un suono molto moderno.
Come nasce un vostro brano, è un
lavoro di squadra o lavoro del singolo?
Marco: In sintesi, Guf propone un riff e io e Rapahel (batteria)
aggiungiamo il resto… Io contribuisco musicalmente anche con qualche
aggiunta qui e lì. Quindi in sostanza è un lavoro di squadra con molto
brain-storming in sala prove (per la parte musicale) e molto
brain-storming a casa (per le parti vocali). Può sembrare un
procedimento laborioso e frustrante… e lo è! Ma forse è anche per questo
motivo che i nostri brani sono così eterogenei.
Cosa vi ispira di più
nella stesura dei tesi, la vita di tutti i giorni, la cronaca o che
altro?
Guf: Finora ho scritto io quasi tutti i testi, e sono inspirato
da tante cose diverse. A volte mi viene in mente una metafora forte che
poi cerco di elaborare e finire, come base per un testo. Altre volte ho
notato che i miei testi provengono molto dal subconscio – solo dopo
averli riletti capisco che il senso rispecchia i problemini che “vivono”
nella mia testa. Tutti i testi parlano quasi sempre di problemi
psicologici.
Voi come diversi altri gruppi del momento utilizzate le due
voci, quella maschile e quella femminile, continuerete su questa strada
con brani dove si alternano o si contrappongono le due voci o è un
esperimento legato solo a questo lavoro?
Guf: Senza dubbio continuiamo
su questa strada. E’ vero che è molto moderno avere due voci in questo
periodo, ma nonostante tutto penso che noi siamo un po’ diversi dalla
massa. Massa che adesso sembra solo pensare all’incontro tra l’urlo
hardcore e la voce femminile, “emozionato”.
Cosa rappresenta la
copertina dell’album e da chi è stata realizzata?
Guf: Ho fatto io la
copertina, ma con la grafica non provo a descrivere qualcosa di ben
definito. Invece ho provato a rispecchiare i temi dei testi, che speso
contengono un’incontro simbolico tra la natura e l’umano.
Quali gruppi
vi hanno maggiormente ispirato e cosa ascoltate nella vita di tutti i
giorni?
Marco: Penso che un elenco della musica che ascoltiamo tutti i giorni
sarebbe mooolto lungo. Direi invece che siamo, come gruppo, abbastanza
onnivori. Ovviamente, presi singolarmente, abbiamo le nostre preferenze
ben precise; ma il bello sta anche nel fatto che ci scambiamo musica e
ci suggeriamo a vicenda quella che ci colpisce di più.
Come siete giunti
a collaborare con la STD e come vi trovate con loro?
Marco: La STD è una creatura di Raphael e Davide Ciscì (mente dei Blu
Infinito), quindi era pressoché naturale che la nostra demo la
distribuisse la STD. Un grazie particolare va anche a tutti gli sponsor
che ci hanno aiutato nella realizzazione pratica: The Devil’s Sacristy,
Yousns Recordings, Benzoworld, Sardcofago, Positive Crew Agancy e Maxima
Tortura!
Come giudicate la scena musicale underground della vostra
regione e quella italiana in generale?
Marco:
La scena musicale qui in Sardegna è molto ricca ed è molto underground,
nel senso che ci sono un sacco di band valide che per una ragione o per
l’altra sono sconosciute. Una ragione è la poca comunicazione che c’è
fra i gruppi locali. Un’altra ragione è la staticità che pervade la
nostra isola. Comunque sia, dato che ho la fortuna di lavorare come
fonico in uno studio di registrazione, posso darti dei nomi di gruppi
che produrranno sicuramente cose buone: Misbelieving, The Mellon Bank,
Sanisickation, Gods Of Gamble, Blu Infinito… e tanti altri; non solo
per quanto riguarda la scena “estrema”, ma anche quella più rock.
Purtroppo non posso dirti molto sulla scena Italiana… siamo in contatto
con altri gruppi (Subhuman, Eyes of Hydra), ma non posso parlarti di
cose specifiche.
Rapporti con la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di
brani musicali in mp3?
Guf: Si e no. Si, se compri comunque i cd che ti piacciono. No, se
pensi che il file sharing va benissimo perché risparmi – tanto i
musicisti sono pieni di soldi.
I Chaoswave e i concerti: trovate spazi per esibirvi e come vi
trovate nella dimensione live?
Marco&Giorgia: Sembra brutto dirlo (e forse ormai anche retorico), ma il
supporto che c’è per la musica dal vivo qui in Italia è a dir poco
pessimo. Specialmente qui in Sardegna, la musica è vista come un perenne
hobby. Non è concepita la cosa che uno possa suonare per vivere. Detto
questo, tutto quanto ruota intorno ai concerti è considerato come fosse
un hobby, da tutti; pure dai gestori. La nostra recente esperienza in
Danimarca ci ha confermato questo atteggiamento. Lì, a qualsiasi livello
tu suoni, sei considerato un professionista, un qualcuno che sta
portando nel tuo locale un servizio. Solo per farti un'esempio della
professionalità dei gestori con cui abbiamo avuto a che fare in
Danimarca, basta che ti dica che il fonico del locale in cui abbiamo
suonato a Copenhagen è Anders Lundemark dei Konkhra.
Progetti per il futuro?
Marco: Adesso stiamo pensando unicamente a registrare i 9 pezzi che
andranno sul nostro primo full. Speriamo che dopo si possa suonare molto
dal vivo! Hehehehehe
Siamo in conclusione dell’intervista, intanto vi
ringrazio per la disponibilità e lascio la parola a voi, potete dire
tutto quello che volete.
Chaoswave: Ciao a tutti! Che il Pazuzu sia con voi… e mi raccomando:
Stay Metal!
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