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Scritto da HECTOR J. PARKS   
domenica 08 marzo 2009

Intervista a cura di: Hector J. Parks
Risponde: GUF e FABIO
Web: http://www.chaoswave.it/

La band italo- danese Chaoswave approda ad un secondo, interessante full- length che mette in luce tra pregi (molti) e difetti (non molti) una band di musicisti capaci e per i quali il futuro non potrà che essere roseo.

Ciao ragazzi, presentereste brevemente la vostra band ai  lettori di Metal-zone?
Guf: Ciao, siamo un gruppo di 4 italiani e 1 danese, e suoniamo insieme da 2003. Stiamo pubblicando il nostro secondo full-length il 6 di marzo tramite l'etichette Silverwolf e SPV Records. Il nostro stile è un thrash metal aggressivo ma melodico con l'uso di doppie voce - femina e maschio - tutte e due pulite.

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Che cosa differenzia il vostro ultimo lavoro dal primo full- length e dalla demo con cui avete esordito? In che cosa ritenete di essere migliorati?
Fabio: La differenze credo che siano non poche,la principale penso che sia l'aver accentuato il contrasto tra le 2 matrici principali del nostro sound,cioè aver reso molto più violente le parti strumentali,con l'ausilio dei blast beats per esempio(Rise,How to define a Race),ed allo stesso tempo aver reso il comparto vocale più vario, con toni più aggressivi e anche passaggi più melodici del precedente lavoro;un'altra differenza sostanziale è il cambio di produzione,che ha totalmente stravolto il nostro sound,rendendolo meno freddo e tagliente,ma sicuramente più caldo e diretto,rendendo giustizia a componenti come basso e voci che prima risultavano un pò sacrificate in termini di frequenze(per sentire la differenza basta ascoltare Rise sul cd e quella sul nostro Myspace),intendiamoci,abbiamo perso da un lato e guadagnato da un altro,siamo molto felici di aver collaborato con un grande professionista come Jacob Hansen che ci ha dato molto.
Credo che un'ultima differenza,che poi è anche l'aspetto su cui credo siamo migliorati maggiormente è il songwriting,siamo maturati un pò tutti,soprattutto Io e Giorgia,che siamo quelli con meno esperienza,i pezzi sono sicuramente più fluidi e meno macchinosi,inoltre,mentre prima a livello compositivo Guf faceva la maggior parte del lavoro,ora siamo tutti coinvolti in egual misura nella stesura dei pezzi,cosa che secondo me ha contribuito a rendere più vari tra loro i pezzi di questo secondo lavoro,avendo tra noi gusti musicali totalmente diversi.

Il vostro lavoro si presenta con  una produzione notevole sotto diversi punti di vista, in particolare mi ha colpito il sound delle chitarre … mi parlereste del processo di produzione di questo nuovo lavoro. Com’ è stato lavorare con Andy LaRocque?
Guf: Infatti abbiamo registrato il nuovo album tramite i studi del nostro ex-bassista, mentre il mixaggio è stato fatto completamente da Andy LaRocque. Lui ci ha lavorato due settimane, e ha ovviamente fatto un lavoro bellissimo. Io e Raphael, il nostro batterista, eravamo in Svezia nie Sonic Train Studios di Andy per alcuni dei giorni del mixaggio. E' stata un'esperienza molto bella, e Andy è senza dubbio una grandissima persona. Per quanto riguarda il sound, il fatto è che in questi tempi è senza altro più facile a lavorare con la produzione. Nel senso, che noi abbiamo potuto registrare in Italia, e poi Andy ha rifatto molto dei suoni tramite re-amplificazioni e trigger. Detto questo rimane sempre importantissimo registrare bene, sia dal punto di vista di suoni che di precisione. Per esempio in nostro caso, Andy ha usato "metà" del suono delle chitarre originale, e l'altra metà ha fatto re-amplificando la chitarra. A chi non saprebbe cosa sia "re-amplificazione": in pratica si prende il segnale pulito dalla chitarra per mandarlo di nuovo in un altro amplificatore nello studio.

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Che tipo di strumentazione utilizzate o avete utilizzato in questo caso? Fate uso di chitarre a sette corde?
Guf: Si, io suono la 7 corde. Uso una Schecter Hellraiser con i pick up EMG 707. La settimana corda per alcune canzoni accordo in LA.

In che modo avviene il processo compositivo, seguite un metodo preciso, o preferite che gli input partano da un membro qualsiasi della band? Quanto è importante l’ istinto della stesura della parte musicale di un brano?
Il nostro modo di scrivere è in continuo sviluppo. All'inizio molto della materiale veniva solo da me, mentre ora il modo di scrivere è più democratico - anche se vengo sempre io con il maggior input. Non importa da chi viene un idea se l'idea è bella. Siamo molto auto critici però, e inoltre abbiamo gusti abbastanza diversi tra di noi. Per quello ci vuole sempre un po’ a finire un brano, perché viene ri-elaborato molte volte. Ora abbiamo registrato 1 demo e 2 full, e cerchiamo sempre di imparare e migliorare il song writing. 

To- Mera e Darkane: pensate che ci possa essere qualche analogia tra la vostra proposta e gli stili di queste due band?
Stranamente non credo che nessuno di noi ascolti molto queste band. So che To-Mera piacciano al nostro nuovo bassista, Michele, e penso che Raphael ascolti i Darkane ogni tanto. Comunque sia, capisco cosa intendi. Sono 2 gruppi tecnici con uno stile particolare. To-Mera fanno prog ma sono senza altro diversi dal prog "normale", i Darkane fanno death metal svedese ma molto tecnico e comunque lontano da quello proposto da In Flames o Soilwork. I Chaoswave fanno un metal moderno e tecnico, ma sempre personale.

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Che aggettivi aggiungereste alla parola “metal” per definire la vostra musica?
La domanda più difficile per ogni gruppo. Non piace mai a nessuno a dare definizioni, ma sappiamo l'importanza. Io direi un power thrash metal moderno. Nella promozione del nuovo album c'e scritto "un mix tra i Nevermore ed i Lacuno Coil". E' stata l'etichetta a definirci cosi, ma in effetti potrebbe dare un idea del nostro stile. Inoltre ci sono state molte recensioni a nominare proprio questi due nomi per descriverci.

Sono stato un po’ critico sull’ utilizzo che fate delle vocals, che, nonostante la buona esecuzione, a volte mi paiono stridere troppo con le linee strumentali, piuttosto pesanti; questo contrasto, ovviamente, per molti potrebbe essere considerato un pregio. Che tipo di approccio vocale tenterete in futuro: più aggressivo (ma sempre melodico) o continuerete nella direzione (di forte contrasto tra voce e chitarre- batteria) già intrapresa?
Fabio: Sull'utilizzo delle vocals,sappiamo che rinunciare a screaming e growl in presenza di ritmiche pesanti è una scelta rischiosa ,ma anche compositivamente stimolante ed è comunque l'ossatura del nostro sound,che ci permette anche di differenziarci molto dalla scena metal moderna.Per il futuro  penso che in realtà ci siamo già mossi per dare alle linee vocali anche un approccio più aggressivo,ma melodico,assecondando l'impatto della sezione ritmica(10 years of denial,The evident),cosa che penso sia mancata molto nel nostro primo full,e al tempo stesso abbiamo abbiamo anche addolcito molte parti melodiche,puntando meno su dissonanze e più sull'orecchiabilità della linea vocale(Dead eye dream,two shadows),queste due scelte credo che ci abbiano permesso di sviluppare uno stile vocale più versatile,quindi ,anche se non siamo abituati a pianificare a tavolino,credo che in futuro cercheremo di estremizzare ancora di più queste due tensioni opposte della voce.

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Quale situazione si vive in Italia, secondo voi,  per quanto attiene al metal e alla musica in generale? In che cosa si differenzia dal resto dell’ Europa, che avete già in parte avuto modo di conoscere in tour e grazie alle origini danesi di Henrik?
Guf: Sfortunatamente Italia soffre un po’ sotto molti aspetti. In particolare il discorso "live" è brutto. Molti locali sembrano di pensare che facciano un favore ai musicisti, e quindi pagare un cachet ragionevole o promuovere un concerto sono cose che vanno davvero oltre il normale. Non è solo in Italia cosi, anche in per esempio Germania e Belgio abbiamo provato delle situazioni del genere. Però in Italia è molto più normale. Di base penso che il problema sia un modo un po’ ingenuo di vedere la musica. O i musicisti suonano solo per divertimento, o sono già ricchi e "arrivati". Sfortunatamente anche molto dei musicisti stessi sembrano di pensare cosi, e questo impedisce spesso uno sviluppo professionale. Il discorso è veramente lungo però, e ce ne sono anche aspetti positivi. In Italia i fan di metal sono molto dedicati, e ci sono tantissimi "metallari" ovunque vai. Ci sono diversi festival grandi ed importanti, e ci stanno uscendo tanti gruppi molto validi.

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Ragazzi, vi ringrazio per la disponibilità e vi faccio un grosso in bocca al lupo! Lascio concludere a voi.
Guf: Grazie a MetalZone per l'intervista. Ai lettori chiedo di fare come MetalZone: supportate i gruppi italiani. Abbiamo qui una scena davvero promettente, e col giusto supporto anche Italia potrebbe diventare uno "dei grandi paesi" del metal.

Alla fine vorrei ricordarvi del nostro nuovo video per la canzone "10 Years of Denial". Sarà presentato a molto breve nel programma Database (quello di Pino Scotto) a Rock TV. Dopodiché sarà presto anche da trovare online.

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 08 marzo 2009 )
 
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