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BLU INFINITO PDF Stampa E-mail
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Scritto da FIMBULVETR   
venerdě 15 luglio 2005
ImageSalve volete presentarvi ai lettori di Metal Zone?
Ciao a tutti, siamo i Blu Infinito, da Cagliari. Attualmente il gruppo è composto da:
Davide Ciscì – voce, chitarra, tastiere e basso (solo nelle registrazioni di “The Futility Songs”)
Nicola Meloni – chitarra, piano
Raphael Saini – batteria
Qualche tempo fa presentandoci avrei detto che siamo una “estreme melodic metal band”, ma devo dire che ora questa definizione non calza più come prima, dato che ci stiamo spostando sempre più verso una dimensione personale dove le varie influenze si stanno fondendo a creare un vero e proprio Blu Infinito style…almeno speriamo! Dovendo dare comunque qualche informazione sul genere che proponiamo si tratta di un metal aggressivo con doppia cassa, qualche blast beat (i tipici tempi black metal a macchinetta per i non addetti ai lavori), growl e scream ma anche chitarre acustiche, voci pulite, molta melodia, e ultimamente molte influenze esterne al metal come Jeff Buckley, U2, Muse e bossa nova.

Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro “The futility songs” dalla stampa specializzata e dalle webzine?
Direi piuttosto bene; non abbiamo avuto neanche una recensione negativa e un buon 80% delle recensioni ha dato votazioni dal 7.5 in su. Direi che è un buon risultato, nonostante non abbiamo fatto un enorme lavoro di divulgazione e pubblicità, dato che stiamo pensando a concentrarci maggiormente sul nostro prossimo mini cd.

A distanza di qualche mese dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto pienamente? In pratica suona come volevate?
A dire la verità sono passati parecchi mesi dall’uscita dell’album, circa un anno, ma devo dire che per il periodo nel quale è stato concepito, per i mezzi a disposizione e per il fatto che nella formazione precedente quasi tutto il lavoro di composizione e arrangiamento era affidato a me (Davide) il prodotto finale suona abbastanza bene. Ovviamente a distanza di tanto tempo sono molte le cose che si sarebbero suonate o arrangiate in diverso modo, ma penso che in genere quando si considera un disco bisogna tenere in considerazione il contesto nel quale è nato e nel quale è stato registrato, per cui ti posso dire che in linea di massima sono soddisfatto del lavoro che ha fatto Christian Ice dei Temple of Noise.

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Come nasce un vostro brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e poi ci lavorate sopra?
Recentemente abbiamo affrontato dei cambi di line-up, e della formazione originaria sono rimasto solo io (l’altro elemento, Giammarco Vacca – batteria, ha lasciato la band a marzo 2004). Questa è stata una buona occasione per rimettermi in gioco; prima infatti mi occupavo del 90% della composizione e dell’arrangiamento, mentre ora sto imparando a lavorare insieme agli altri, soprattutto perché sia Nicola che Raphael hanno portato nuove influenze ed idee che si stanno via via inserendo nel contesto del progetto Blu Infinito, portando la cosiddetta “ventata d’aria fresca”. Solitamente il lavoro di composizione non ha un vero e proprio iter sempre uguale; a volte si parte da una mia idea, a volte da un’idea di Nicola, ma in ogni caso generalmente prima io e Nicola buttiamo giù qualche riff in acustico, dopodiché ci vediamo tutti e 3 in sala prove e lì il riff prende forma effettiva, grazie ai suggerimenti e alle opinioni di tutti.

Cosa vi ispira di più nella stesura dei tesi, la vita di tutti i giorni, la cronaca o che altro?
I miei testi sono ispirati da tutto ciò che mi sta intorno, dal mondo, dalla vita, dalle persone. Spesso cerco di affrontare determinati argomenti in chiave metaforica o allegorica, chiamando in aiuto elementi della natura che mi aiutano a spersonalizzarmi e a eliminare un contesto sociale o storico per affrontare l’argomento in questione sia dall’interno che dall’esterno, ovvero sia in prima persona che dal di fuori. In tutto questo cerco però di non fornire un’unica chiave di lettura al testo proposto; preferisco essere leggermente ermetico in modo tale che chiunque leggendolo possa trovarvi il significato più vicino al proprio pensiero, facendo sì che in quel momento quel testo diventi suo, e si integri col suo modo di pensare. È un tipo di concetto che si basa sulla mia convinzione che sia la musica che le parole che la accompagnano non appartengano ad una persona sola in maniera indissolubile: così come ognuno di noi esiste assumendo via via una forma diversa nella mente delle altre persone a seconda che queste ci considerino sulla base di un ricordo, un’opinione, amore o odio, così musica e parole possono assumere forme e significati diversi a seconda della persona che le recepisce e a seconda di come tale persona le recepisce.

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Perché Blu Infinito, da dove nasce il vostro monicker? E perché “The futility songs”?
Nonostante la palese somiglianza con il pezzo dei Novembre “Foto Blu Infinito” il nostro monicker non deriva da lì, non almeno in maniera “diretta”. Capita spesso anche nella vita di tutti i giorni e in ambiti slegati da quello musicale di essere influenzati inconsciamente da qualcosa, che magari rimane a frullare nella nostra testa finchè non ce ne usciamo con un’idea che pensiamo nostra e originale al 100% ma che invece non è altro che qualcosa che abbiamo letto, sentito, o visto e che ci ha inconsciamente influenzato. Così è stato per me a proposito della scelta del monicker: volevo un nome in italiano, dal significato evocativo, ma che fosse facilmente comprensibile anche in inglese (infatti Blu Infinito si traduce con “Infinite Blue”). La scelta di un nome così inusuale è stata dettata soprattutto dalla mia volontà di rifarmi ad elementi della mia terra, alla quale sono molto attaccato, e di cercare di evocare nella mente dell’ascoltatore sensazioni tipiche di paesaggi mediterranei... Soprattutto il Mare è un elemento molto importante e che io considero estremamente affascinante dal punto di vista della valenza sia metaforica che puramente paesaggistica; se dovessi descrivere in un semplice concetto cosa intede essere il Blu Infinito vi consiglierei di sedervi sulla spiaggia in una giornata di sole e guardare all’orizzonte, dove il Mare si incontra col Cielo, e dove l’inizio dell’uno è la fine dell’altro e viceversa. Oltretutto solo ultimamente ho scoperto che il termine Blue in inglese ha anche altre valenze, oltre che essere, come in italiano, il colore dell’infinito: l’espressione “to feel blue” significa “sentirsi giù, depresso”, e questo nonostante non fosse un particolare che conoscessi quando ho scelto il monicker, non fa che confermarmi che in fin dei conti ho fatto una scelta azzeccata per la musica che stiamo cercando di proporre! Per quanto riguarda “The Futility Songs” invece è un titolo che riassume il concept del demo: tutti i testi prendono in considerazione il fatto che le emozioni e i sentimenti (soprattutto l’amore) possono essere talmente forti da annientarci -se gliene si dà occasione- nel caso in cui ci troviamo nell’impossibilità di raggiungere l’oggetto del nostro desiderio. In questa visione sentimenti e emozioni sono visti come qualcosa di inutile, futile, ma nonostante questo c’è alla fine un sottile velo di speranza, filtrato dal pessimismo e da un forte senso di ineluttabilità, che da un colore un po’ più chiaro a questa quasi pessimistica visione del mondo.

Quali gruppi vi hanno maggiormente ispirato e cosa ascoltate nella vita di tutti i giorni?
Da questo punto di vista siamo un gruppo molto eterogeneo: Raphael è il metallaro del gruppo, lui ascolta molto gruppi come Hate Eternal, Misery Index, Trivium, Angel Corpse, ma anche Katatonia e Klimt 1918; Nicola è più “alternativo”, ascolta gruppi come Dillinger Escape Plan, Meshuggah, Cryptopsy, ma anche molti artisti e gruppi “non-metal” come Brad Meldhau, Radiohead, Frank Zappa. Infine io mi trovo più o meno al centro ascoltando Novembre, Opeth, Dream Theater, Arcturus, Anathema e, al di fuori del metal, Bjork, Steve Vai, Eric Johnson, Baden Powell, Djavan, Muse, Radiohead, Jeff Buckley e Dredg.

Come siete giunti a collaborare con la STD e come vi trovate con loro?
Beh, dato che metà della STD è composta dal sottoscritto era un passaggio obbligato! Diciamo che la STD nasce sì come distro, ma soprattutto come canale che permette ai nostri gruppi di avere una distribuzione sia in Italia che fuori: se noti infatti la maggior parte delle nostre produzioni vede impegnati me o Raphael: Machescazo (sia io che Raphael facciamo parte di questo progetto), Chaoswave (dove Raphael suona la batteria) e Misbelieving (gruppo avantgarde metal di Nicola dove Raphael suona la batteria come turnista, in uscita a brevissimo) sono 3 esempi! Come ti ho detto per la distribuzione di “The Futility Songs” abbiamo lavorato leggermente “sottotono”, perché vogliamo dare maggiore spazio al prossimo mini cd, che sarà musicalmente abbastanza distante dal nostro primo demo.

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Come giudicate la scena musicale underground della vostra regione e quella italiana in generale?
Ultimamente ho un po’ perso i contatti con la scena underground italiana a causa di vari impegni e anche perché ultimamente ho trovato pochi gruppi in grado di stimolare in maniera “massiccia” il mio interesse, fatta eccezione per gruppi come Klimt 1918, Room With A View, Delirium Xtremens e pochi altri. Generalmente come in tutte le scene ci sono molte invidie e gelosie, ma c’è anche tanto supporto reciproco tra chi effettivamente lo merita: secondo il mio modesto parere quando un gruppo ne supporta un altro con sincerità e affetto e soprattutto senza quel fastidioso senso di competizione “scorretta” che spesso fa capolino in situazioni del genere allora fa parte di una ristretta cerchia di gruppi che effettivamente meritano di lasciare la propria traccia. Il contrario succede invece per quei gruppi che occupano molto del proprio tempo in azioni che vanno ai danni di gruppi considerati “nemici”… gruppi del genere prima o poi cadranno vittima del proprio istinto distruttivo e autodistruttivo, ragion per cui molte di queste band non suscitano minimamente il mio interesse. Per quanto riguarda la Sardegna invece ultimamente quella scena che negli anni passati era così unita e forte adesso si riduce a pochissime persone… i gruppi scarseggiano, e le persone che li supportano spesso preferiscono spendere 5 euro per una birra piuttosto che per un cd. Nonostante ciò ci sono ancora gruppi come i Chaoswave, i Reel Fiction, i Negative Creep, i Natrium e i Mutilated Soul che sono insieme gruppi validi e ottime persone.

Rapporti con la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in mp3?
Internet rappresenta un’arma a doppio taglio: da una parte è incoraggiante sapere che la tua musica può essere ascoltata in ogni angolo del mondo, dall’altra è quasi pericolosa la facilità con la quale il tuo prodotto può essere reperito, perché in questo modo sono molto poche le possibilità che ti entri qualcosa in tasca, dato che è così facile scaricare un cd dalla rete. Con quest’affermazione non ho minimamente il timore di essere considerato una persona attaccata al denaro o qualche altra cavolata: quando si registrano cd nel modo in cui facciamo noi i musicisti devono spendere cifre che si aggirano anche sugli 800\900 euro a testa, quindi rientrare un minimo nelle spese mi sembra un intento più che legittimo. Fortunatamente però sono convinto che i veri appassionati di musica trovandosi di fronte ad un buon prodotto siano interessati ad averlo originale anche se lo possono scaricare facilmente da internet, ragion per cui in definitiva sono piuttosto favorevole al file sharing, purchè non sia un mero tentativo di risparmio.

I Blu Infinito e i concerti: trovate spazi per esibirvi e come vi trovate nella dimensione live?
MALISSIMO! Finora non ci siamo ancora posti il problema dato che a causa dei cambi di line-up non abbiamo ancora suonato dal vivo, ma qui in Sardegna gli spazi per suonare dal vivo sono sempre meno, i gestori sono sempre peggio e l’avidità delle persone che ruota intorno a questo circuito illimitata. È veramente difficile per noi proporre la nostra musica dal vivo, qui a Cagliari per suonare decentemente con a disposizione un buon impianto e una buona acustica devi al 90% proporre covers! Penso che siamo la regione d’Italia con la maggiore ossessione per i gruppi cover, ormai sono ovunque e i gestori dei locali danno loro larga precedenza. I talenti in Sardegna non mancano, e non parlo solo di musicisti metal, ma anche di funky, jazz, fusion, e tanti altri generi, che però purtroppo risentono della mancanza di adeguate strutture.

Progetti per il futuro?
Per ora siamo impegnatissimi con la composizione del nostro nuovo lavoro, a breve speriamo di completare la line-up con l’innesto di un bassista, e una volta superato questo problema organizzarci al più presto qualche concerto. In ogni caso spero riusciremo al più presto ad essere pronti per suonare qualche data fuori dalla Sardegna e fuori dall’Italia, magari con i nostri amici Chaoswave.

Siamo in conclusione dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Grazie mille a te per l’intervista, e a tutti i lettori di Metal Zone! Potete visitare il nostro sito a questo indirizzo: www.bluinfinito.com ; all’interno troverete anche una specifica sezione per l’acquisto del demo via internet o per corrispondenza, o scrivere direttamente a me per qualsiasi informazione: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo '; document.write( '' ); document.write( addy_text27929 ); document.write( '<\/a>' ); //-->\n Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  
Ciao!

Ultimo aggiornamento ( martedě 29 luglio 2008 )
 
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