Salve volete
presentarvi ai lettori di Metal Zone?
Ciao a tutti, siamo i Blu Infinito, da Cagliari. Attualmente il gruppo è
composto da:
Davide Ciscì – voce, chitarra, tastiere e basso (solo nelle
registrazioni di “The Futility Songs”)
Nicola Meloni – chitarra, piano
Raphael Saini – batteria
Qualche tempo fa presentandoci avrei detto che siamo una “estreme
melodic metal band”, ma devo dire che ora questa definizione non calza
più come prima, dato che ci stiamo spostando sempre più verso una
dimensione personale dove le varie influenze si stanno fondendo a creare
un vero e proprio Blu Infinito style…almeno speriamo! Dovendo dare
comunque qualche informazione sul genere che proponiamo si tratta di un
metal aggressivo con doppia cassa, qualche blast beat (i tipici tempi
black metal a macchinetta per i non addetti ai lavori), growl e scream
ma anche chitarre acustiche, voci pulite, molta melodia, e ultimamente
molte influenze esterne al metal come Jeff Buckley, U2, Muse e bossa
nova.
Come è stato accolto il
vostro ultimo lavoro “The futility songs” dalla stampa specializzata e
dalle webzine?
Direi piuttosto bene; non abbiamo avuto neanche una recensione negativa
e un buon 80% delle recensioni ha dato votazioni dal 7.5 in su. Direi
che è un buon risultato, nonostante non abbiamo fatto un enorme lavoro
di divulgazione e pubblicità, dato che stiamo pensando a concentrarci
maggiormente sul nostro prossimo mini cd.
A distanza di qualche mese
dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che non vi
ha soddisfatto pienamente? In pratica suona come volevate?
A dire la verità sono passati parecchi mesi dall’uscita dell’album,
circa un anno, ma devo dire che per il periodo nel quale è stato
concepito, per i mezzi a disposizione e per il fatto che nella
formazione precedente quasi tutto il lavoro di composizione e
arrangiamento era affidato a me (Davide) il prodotto finale suona
abbastanza bene. Ovviamente a distanza di tanto tempo sono molte le cose
che si sarebbero suonate o arrangiate in diverso modo, ma penso che in
genere quando si considera un disco bisogna tenere in considerazione il
contesto nel quale è nato e nel quale è stato registrato, per cui ti
posso dire che in linea di massima sono soddisfatto del lavoro che ha
fatto Christian Ice dei Temple of Noise.
Come nasce un
vostro brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e poi ci
lavorate sopra?
Recentemente abbiamo affrontato dei cambi di line-up, e della formazione
originaria sono rimasto solo io (l’altro elemento, Giammarco Vacca –
batteria, ha lasciato la band a marzo 2004). Questa è stata una buona
occasione per rimettermi in gioco; prima infatti mi occupavo del 90%
della composizione e dell’arrangiamento, mentre ora sto imparando a
lavorare insieme agli altri, soprattutto perché sia Nicola che Raphael
hanno portato nuove influenze ed idee che si stanno via via inserendo
nel contesto del progetto Blu Infinito, portando la cosiddetta “ventata
d’aria fresca”. Solitamente il lavoro di composizione non ha un vero e
proprio iter sempre uguale; a volte si parte da una mia idea, a volte da
un’idea di Nicola, ma in ogni caso generalmente prima io e Nicola
buttiamo giù qualche riff in acustico, dopodiché ci vediamo tutti e 3 in
sala prove e lì il riff prende forma effettiva, grazie ai suggerimenti e
alle opinioni di tutti.
Cosa vi ispira di più nella
stesura dei tesi, la vita di tutti i giorni, la cronaca o che altro?
I miei testi sono ispirati da tutto ciò che mi sta intorno, dal mondo,
dalla vita, dalle persone. Spesso cerco di affrontare determinati
argomenti in chiave metaforica o allegorica, chiamando in aiuto elementi
della natura che mi aiutano a spersonalizzarmi e a eliminare un contesto
sociale o storico per affrontare l’argomento in questione sia
dall’interno che dall’esterno, ovvero sia in prima persona che dal di
fuori. In tutto questo cerco però di non fornire un’unica chiave di
lettura al testo proposto; preferisco essere leggermente ermetico in
modo tale che chiunque leggendolo possa trovarvi il significato più
vicino al proprio pensiero, facendo sì che in quel momento quel testo
diventi suo, e si integri col suo modo di pensare. È un tipo di concetto
che si basa sulla mia convinzione che sia la musica che le parole che la
accompagnano non appartengano ad una persona sola in maniera
indissolubile: così come ognuno di noi esiste assumendo via via una
forma diversa nella mente delle altre persone a seconda che queste ci considerino
sulla base di un ricordo, un’opinione, amore o odio, così musica e
parole possono assumere forme e significati diversi a seconda della
persona che le recepisce e a seconda di come tale persona le recepisce.
Perché Blu
Infinito, da dove nasce il vostro monicker? E perché “The futility songs”?
Nonostante la palese somiglianza con il pezzo dei Novembre “Foto Blu
Infinito” il nostro monicker non deriva da lì, non almeno in maniera
“diretta”. Capita spesso anche nella vita di tutti i giorni e in ambiti
slegati da quello musicale di essere influenzati inconsciamente da
qualcosa, che magari rimane a frullare nella nostra testa finchè non ce
ne usciamo con un’idea che pensiamo nostra e originale al 100% ma che
invece non è altro che qualcosa che abbiamo letto, sentito, o visto e
che ci ha inconsciamente influenzato. Così è stato per me a proposito
della scelta del monicker: volevo un nome in italiano, dal significato
evocativo, ma che fosse facilmente comprensibile anche in inglese
(infatti Blu Infinito si traduce con “Infinite Blue”). La scelta di un
nome così inusuale è stata dettata soprattutto dalla mia volontà di
rifarmi ad elementi della mia terra, alla quale sono molto attaccato, e
di cercare di evocare nella mente dell’ascoltatore sensazioni tipiche di
paesaggi mediterranei... Soprattutto il Mare è un elemento molto
importante e che io considero estremamente affascinante dal punto di
vista della valenza sia metaforica che puramente paesaggistica; se
dovessi descrivere in un semplice concetto cosa intede essere il Blu
Infinito vi consiglierei di sedervi sulla spiaggia in una giornata di
sole e guardare all’orizzonte, dove il Mare si incontra col Cielo, e
dove l’inizio dell’uno è la fine dell’altro e viceversa. Oltretutto solo
ultimamente ho scoperto che il termine Blue in inglese ha anche altre
valenze, oltre che essere, come in italiano, il colore dell’infinito:
l’espressione “to feel blue” significa “sentirsi giù, depresso”, e
questo nonostante non fosse un particolare che conoscessi quando ho
scelto il monicker, non fa che confermarmi che in fin dei conti ho fatto
una scelta azzeccata per la musica che stiamo cercando di proporre! Per
quanto riguarda “The Futility Songs” invece è un titolo che riassume il
concept del demo: tutti i testi prendono in considerazione il fatto che
le emozioni e i sentimenti (soprattutto l’amore) possono essere talmente
forti da annientarci -se gliene si dà occasione- nel caso in cui ci
troviamo nell’impossibilità di raggiungere l’oggetto del nostro
desiderio. In questa visione sentimenti e emozioni sono visti come
qualcosa di inutile, futile, ma nonostante questo c’è alla fine un
sottile velo di speranza, filtrato dal pessimismo e da un forte senso di
ineluttabilità, che da un colore un po’ più chiaro a questa quasi
pessimistica visione del mondo.
Quali gruppi
vi hanno maggiormente ispirato e cosa ascoltate nella vita di tutti i
giorni?
Da questo punto di vista siamo un gruppo molto eterogeneo: Raphael è il
metallaro del gruppo, lui ascolta molto gruppi come Hate Eternal, Misery
Index, Trivium, Angel Corpse, ma anche Katatonia e Klimt 1918; Nicola è
più “alternativo”, ascolta gruppi come Dillinger Escape Plan, Meshuggah,
Cryptopsy, ma anche molti artisti e gruppi “non-metal” come Brad Meldhau,
Radiohead, Frank Zappa. Infine io mi trovo più o meno al centro
ascoltando Novembre, Opeth, Dream Theater, Arcturus, Anathema e, al di
fuori del metal, Bjork, Steve Vai, Eric Johnson, Baden Powell, Djavan,
Muse, Radiohead, Jeff Buckley e Dredg.
Come siete giunti a
collaborare con la STD e come vi trovate con loro?
Beh, dato che metà della STD è composta dal sottoscritto era un
passaggio obbligato! Diciamo che la STD nasce sì come distro, ma
soprattutto come canale che permette ai nostri gruppi di avere una
distribuzione sia in Italia che fuori: se noti infatti la maggior parte
delle nostre produzioni vede impegnati me o Raphael: Machescazo (sia io
che Raphael facciamo parte di questo progetto), Chaoswave (dove Raphael
suona la batteria) e Misbelieving (gruppo avantgarde metal di Nicola dove Raphael suona la batteria come turnista, in uscita a
brevissimo) sono 3 esempi! Come ti ho detto per la distribuzione di “The
Futility Songs” abbiamo lavorato leggermente “sottotono”, perché
vogliamo dare maggiore spazio al prossimo mini cd, che sarà musicalmente
abbastanza distante dal nostro primo demo.
Come
giudicate la scena musicale underground della vostra regione e quella
italiana in generale?
Ultimamente ho un po’ perso i contatti con la scena underground italiana
a causa di vari impegni e anche perché ultimamente ho trovato pochi
gruppi in grado di stimolare in maniera “massiccia” il mio interesse,
fatta eccezione per gruppi come Klimt 1918, Room With A View, Delirium
Xtremens e pochi altri. Generalmente come in tutte le scene ci sono
molte invidie e gelosie, ma c’è anche tanto supporto reciproco tra chi
effettivamente lo merita: secondo il mio modesto parere quando un gruppo
ne supporta un altro con sincerità e affetto e soprattutto senza quel
fastidioso senso di competizione “scorretta” che spesso fa capolino in
situazioni del genere allora fa parte di una ristretta cerchia di gruppi
che effettivamente meritano di lasciare la propria traccia. Il contrario
succede invece per quei gruppi che occupano molto del proprio tempo in
azioni che vanno ai danni di gruppi considerati “nemici”… gruppi del
genere prima o poi cadranno vittima del proprio istinto distruttivo e
autodistruttivo, ragion per cui molte di queste band non suscitano
minimamente il mio interesse. Per quanto riguarda la Sardegna invece
ultimamente quella scena che negli anni passati era così unita e forte
adesso si riduce a pochissime persone… i gruppi scarseggiano, e le
persone che li supportano spesso preferiscono spendere 5 euro per una
birra piuttosto che per un cd. Nonostante ciò ci sono ancora gruppi come
i Chaoswave, i Reel Fiction, i Negative Creep, i Natrium e i Mutilated
Soul che sono insieme gruppi validi e ottime persone.
Rapporti con la tecnologia:
favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in mp3?
Internet rappresenta un’arma a doppio taglio: da una parte è
incoraggiante sapere che la tua musica può essere ascoltata in ogni
angolo del mondo, dall’altra è quasi pericolosa la facilità con la quale
il tuo prodotto può essere reperito, perché in questo modo sono molto
poche le possibilità che ti entri qualcosa in tasca, dato che è così
facile scaricare un cd dalla rete. Con quest’affermazione non ho
minimamente il timore di essere considerato una persona attaccata al
denaro o qualche altra cavolata: quando si registrano cd nel modo in cui
facciamo noi i musicisti devono spendere cifre che si aggirano anche
sugli 800\900 euro a testa, quindi rientrare un minimo nelle spese mi
sembra un intento più che legittimo. Fortunatamente però sono convinto
che i veri appassionati di musica trovandosi di fronte ad un buon
prodotto siano interessati ad averlo originale anche se lo possono
scaricare facilmente da internet, ragion per cui in definitiva sono
piuttosto favorevole al file sharing, purchè non sia un mero tentativo
di risparmio.
I Blu Infinito e i concerti:
trovate spazi per esibirvi e come vi trovate nella dimensione live?
MALISSIMO! Finora non ci siamo ancora posti il problema dato che a causa
dei cambi di line-up non abbiamo ancora suonato dal vivo, ma qui in
Sardegna gli spazi per suonare dal vivo sono sempre meno, i gestori sono
sempre peggio e l’avidità delle persone che ruota intorno a questo
circuito illimitata. È veramente difficile per noi proporre la nostra
musica dal vivo, qui a Cagliari per suonare decentemente con a
disposizione un buon impianto e una buona acustica devi al 90% proporre
covers! Penso che siamo la regione d’Italia con la maggiore ossessione
per i gruppi cover, ormai sono ovunque e i gestori dei locali danno loro
larga precedenza. I talenti in Sardegna non mancano, e non parlo solo di
musicisti metal, ma anche di funky, jazz, fusion, e tanti altri generi,
che però purtroppo risentono della mancanza di adeguate strutture.
Progetti per il futuro?
Per ora siamo impegnatissimi con la composizione del nostro nuovo
lavoro, a breve speriamo di completare la line-up con l’innesto di un
bassista, e una volta superato questo problema organizzarci al più
presto qualche concerto. In ogni caso spero riusciremo al più presto ad
essere pronti per suonare qualche data fuori dalla Sardegna e fuori
dall’Italia, magari con i nostri amici Chaoswave.
Siamo in conclusione
dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la
parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Grazie mille a te per l’intervista, e a tutti i lettori di Metal Zone!
Potete visitare il nostro sito a questo indirizzo: www.bluinfinito.com ;
all’interno troverete anche una specifica sezione per l’acquisto del
demo via internet o per corrispondenza, o scrivere direttamente a me per
qualsiasi informazione:
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Ciao!
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