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Salve volete presentarvi
ai lettori di Metal Zone? Chi sono i Bad Ambition?
Ciao! I Bad Ambition sono una delle pochissime, se
non l’unica band Hard/A.O.R. in Italia ad avere inciso due album
(escludendo ovviamente gli Elektradrive di tanti anni fa). Ci siamo
formati nel 1998 e nel 2000 abbiamo inciso il nostro debut “Daydream”,
poi ristampato dalla Northwind/Midnight Records e distribuito dalla
Frontiers. Nel 2002 abbiamo aperto per gli Uriah Heep al Frogstock
Festival e siamo quindi giunti al secondo lavoro “Storm signal” del
2004. Inoltre, individualmente abbiamo diverse esperienze importanti alle
spalle: io come voce degli Empty Tremor, Mirko Guerra come chitarrista
di Laura Pausini e Gabriele Ravaglia per aver suonato con Exarule ed
Electrocution.
Come è stato accolto il
vostro ultimo lavoro “Storm Signal” dalla stampa specializzata e dalle
webzine?
Siamo veramente entusiasti delle recensioni ottenute da “Storm signal”,
soprattutto perché
molte provengono da web-zine italiane, paese il nostro un po’ avulso a
certe sonorità
melodiche e comunque di stampo prevalentemente americano. Abbiamo
altresì apprezzato,
ovviamente, anche le recensioni provenienti dal Nord Europa, dove invece
sono abituati a
recepire una gran quantità di materiale Melodic-Rock e dove quindi la
competitività è
molto più elevata. Ottimi responsi sono giunti inoltre anche dal Sud
America.
A distanza di quasi un
anno dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che non
vi ha soddisfatto appieno? In pratica suona come volevate?
Essendo il maggior
compositore all’interno della band e comunque quello con l’idea iniziale
di come avrebbe dovuto suonare “Storm signal”,
a distanza di mesi dall’uscita dell’album, non cambierei assolutamente
niente. Ti posso assicurare e perdonami se pecco di presunzione, che a
livello di produzione, non farei cambio tra “Storm signal” ed una
grandissima quantità di album Melodic-Rock fatti uscire negli ultimi
anni da nomi ben più prestigiosi del nostro.
Ci raccontate la nascite
di un vostro brano?
I brani che compongono l’album, provengono
prevalentemente dalla mia penna. Una volta
ben definita la linea melodica del pezzo, lo esamino insieme a Mirko
Guerra, il chitarrista ed
gli diamo l’impronta definitiva.
Che cosa vi ispira nella
stesura dei vostri testi? La vita di tutti i giorni, i giornali o che
cosa?
Fino ad ora i miei testi hanno sempre raccontato di esperienze che
mi hanno riguardato da
vicino, sia in prima persona che non. Mentre sul prossimo album ho
intenzione di dedicarmi
ad argomenti più attinenti all’ attualità e comunque al mondo che ci
circonda.
Normalmente che musica
ascoltate e c’è qualche gruppo che vi ha maggiormente influenzato?
Il
nostro background è veramente molto vasto e in ambito Rock, inteso in
modo globale,
ascoltiamo veramente di tutto, dalla Dark-wave al Rock ‘60/’70, dal
Melodic-rock a sonorità
più Heavy. Ma se ti devo citare alcuni tra i nomi che maggiormente
influenzano il nostro
suono, allora direi: Brazen Abbot, Deep Purple, Yngwie Malmsteen, Toto e
Kansas. Per
quanto riguarda me, a livello vocale, tre nomi su tutti: Goran Edman,
Paul Rodgers e Glenn
Hughes.
Come giudicate la scena
musicale underground della vostra regione e quella italiana in generale?
Per
quanto riguarda la nostra regione, direi che orma la prevalenza è quella
delle cover-band.
A livello nazionale, come io ho già espresso in altre interviste, ho
sempre fatto molta fatica
in questi anni a parlare di una e vera propria scena. Per me il nostro
paese, purtroppo, è
ancora allo stadio di voler cavalcare l’onda di uno o due generi
musicali che vanno per la
maggiore: Power-speed-symphonic metal che dir si voglia e Nu-metal. Sai
qual è stata la
frase costante delle nostre recensioni all’estero: “Finalmente una band
dall’Italia che non
suona come Rhapsody & Co.”. L’Italia per me ha avuto una sola scena
musicale, negli anni
’70 guidata da Banco, Orme e P.F.M.
I Bad Ambition e le case
discografiche: qualcuno disposto ad ascoltarvi o solo porte chiuse?
All’epoca
di “Daydream” fu la Northwind/Midnight Records ad occuparsi
di noi, ora ci
affidiamo alla Soundlake Agency che ha il compito di promuoverci
all’indirizzo delle labels
del settore; siamo molto fiduciosi, staremo a vedere.
I Bad Ambition e la
tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in
mp3?
Assolutamente favorevoli. Dobbiamo solo ringraziarla, strumenti come
internet sono il vettore di maggior importanza oggi come oggi per la
musica, soprattutto se parliamo di generi relativamente underground come
il Melodic-rock. Ad esempio, come farebbe un gruppo non certo conosciuto
come il nostro a ritagliarsi un minuscolo spazio nell’oceano delle band
Hard & Heavy senza un proprio sito web e relativi mp3 scaricabili?
I Bad Ambition e i
concerti: come vi trovate nella dimensione live?
Molto bene. Come ti ho
detto, certi importanti trascorsi per alcuni di noi sono stati
fondamentali per acquisire esperienza in veste live. Poi a aprire per un
gruppo mito per noi
come gli Uriah Heep, ci ha dato la carica e la fiducia nell’affrontare
le tante e diverse
situazioni che dal vivo possono capitare.
Perché “Ambizioni
cattive”?
Al momento di decidere il nome, ne proposi una lista ai
ragazzi della band e venne scelto
appunto Bad Ambition, in quanto almeno a noi trasmetteva una sensazione
di una relativa
aggressività, comunque ben celata, proprio come il suono da noi
proposto. Ora come ora, il
nome suona a mio avviso molto ben attuale, considerato quello che sta
capitando nel
mondo: già, l’uomo e le sue cattive ambizioni, non trovi?
Progetti per il futuro?
Per
il futuro c’è la speranza di poter aprire nuovamente per qualche nome
importante, in
passato e recentemente abbiamo purtroppo solo sfiorato diverse
occasioni: una vera
sfortuna! Poi naturalmente un nuovo album, che spero possa venire alla
luce verso la metà
del prossimo anno, ma ovviamente prima attendiamo gli sviluppi di “Storm
signal”.
Siamo in conclusione
dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la
parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Volevo solo ringraziare
Voi e tutte quelle web-zine che concedono questi spazi così vitali a
band come la nostra, che causa il genere proposto difficilmente avrebbe
modo di far
parlare di sé.
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