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BAD AMBITION PDF Stampa E-mail
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Scritto da FIMBULVETR   
domenica 09 ottobre 2005

ImageSalve volete presentarvi ai lettori di Metal Zone? Chi sono i Bad Ambition?
Ciao! I Bad Ambition sono una delle pochissime, se non l’unica band Hard/A.O.R. in Italia ad avere inciso due album (escludendo ovviamente gli Elektradrive di tanti anni fa). Ci siamo formati nel 1998 e nel 2000 abbiamo inciso il nostro debut “Daydream”, poi ristampato dalla Northwind/Midnight Records e distribuito dalla Frontiers. Nel 2002 abbiamo aperto per gli Uriah Heep al Frogstock Festival e siamo quindi giunti al secondo lavoro “Storm signal” del 2004. Inoltre, individualmente abbiamo diverse esperienze importanti alle spalle: io come voce degli Empty Tremor, Mirko Guerra come chitarrista di Laura Pausini e Gabriele Ravaglia per aver suonato con Exarule ed Electrocution.

Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro “Storm Signal” dalla stampa specializzata e dalle webzine?
Siamo veramente entusiasti delle recensioni ottenute da “Storm signal”, soprattutto perché molte provengono da web-zine italiane, paese il nostro un po’ avulso a certe sonorità melodiche e comunque di stampo prevalentemente americano. Abbiamo altresì apprezzato, ovviamente, anche le recensioni provenienti dal Nord Europa, dove invece sono abituati a recepire una gran quantità di materiale Melodic-Rock e dove quindi la competitività è molto più elevata. Ottimi responsi sono giunti inoltre anche dal Sud America.

A distanza di quasi un anno dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto appieno? In pratica suona come volevate?
Essendo il maggior compositore all’interno della band e comunque quello con l’idea iniziale di come avrebbe dovuto suonare “Storm signal”, a distanza di mesi dall’uscita dell’album, non cambierei assolutamente niente. Ti posso assicurare e perdonami se pecco di presunzione, che a livello di produzione, non farei cambio tra “Storm signal” ed una grandissima quantità di album Melodic-Rock fatti uscire negli ultimi anni da nomi ben più prestigiosi del nostro.

Ci raccontate la nascite di un vostro brano?
I brani che compongono l’album, provengono prevalentemente dalla mia penna. Una volta ben definita la linea melodica del pezzo, lo esamino insieme a Mirko Guerra, il chitarrista ed gli diamo l’impronta definitiva.

Che cosa vi ispira nella stesura dei vostri testi? La vita di tutti i giorni, i giornali o che cosa?
Fino ad ora i miei testi hanno sempre raccontato di esperienze che mi hanno riguardato da vicino, sia in prima persona che non. Mentre sul prossimo album ho intenzione di dedicarmi ad argomenti più attinenti all’ attualità e comunque al mondo che ci circonda.

Normalmente che musica ascoltate e c’è qualche gruppo che vi ha maggiormente influenzato?
Il nostro background è veramente molto vasto e in ambito Rock, inteso in modo globale, ascoltiamo veramente di tutto, dalla Dark-wave al Rock ‘60/’70, dal Melodic-rock a sonorità più Heavy. Ma se ti devo citare alcuni tra i nomi che maggiormente influenzano il nostro suono, allora direi: Brazen Abbot, Deep Purple, Yngwie Malmsteen, Toto e Kansas. Per quanto riguarda me, a livello vocale, tre nomi su tutti: Goran Edman, Paul Rodgers e Glenn Hughes.

Come giudicate la scena musicale underground della vostra regione e quella italiana in generale?
Per quanto riguarda la nostra regione, direi che orma la prevalenza è quella delle cover-band. A livello nazionale, come io ho già espresso in altre interviste, ho sempre fatto molta fatica in questi anni a parlare di una e vera propria scena. Per me il nostro paese, purtroppo, è ancora allo stadio di voler cavalcare l’onda di uno o due generi musicali che vanno per la maggiore: Power-speed-symphonic metal che dir si voglia e Nu-metal. Sai qual è stata la frase costante delle nostre recensioni all’estero: “Finalmente una band dall’Italia che non suona come Rhapsody & Co.”. L’Italia per me ha avuto una sola scena musicale, negli anni ’70 guidata da Banco, Orme e P.F.M.

I Bad Ambition e le case discografiche: qualcuno disposto ad ascoltarvi o solo porte chiuse?
All’epoca di “Daydream” fu la Northwind/Midnight Records ad occuparsi di noi, ora ci affidiamo alla Soundlake Agency che ha il compito di promuoverci all’indirizzo delle labels del settore; siamo molto fiduciosi, staremo a vedere.

I Bad Ambition e la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in mp3?
Assolutamente favorevoli. Dobbiamo solo ringraziarla, strumenti come internet sono il vettore di maggior importanza oggi come oggi per la musica, soprattutto se parliamo di generi relativamente underground come il Melodic-rock. Ad esempio, come farebbe un gruppo non certo conosciuto come il nostro a ritagliarsi un minuscolo spazio nell’oceano delle band Hard & Heavy senza un proprio sito web e relativi mp3 scaricabili?

I Bad Ambition e i concerti: come vi trovate nella dimensione live?
Molto bene. Come ti ho detto, certi importanti trascorsi per alcuni di noi sono stati fondamentali per acquisire esperienza in veste live. Poi a aprire per un gruppo mito per noi come gli Uriah Heep, ci ha dato la carica e la fiducia nell’affrontare le tante e diverse situazioni che dal vivo possono capitare.

Perché “Ambizioni cattive”?
Al momento di decidere il nome, ne proposi una lista ai ragazzi della band e venne scelto appunto Bad Ambition, in quanto almeno a noi trasmetteva una sensazione di una relativa aggressività, comunque ben celata, proprio come il suono da noi proposto. Ora come ora, il nome suona a mio avviso molto ben attuale, considerato quello che sta capitando nel mondo: già, l’uomo e le sue cattive ambizioni, non trovi?

Progetti per il futuro?
Per il futuro c’è la speranza di poter aprire nuovamente per qualche nome importante, in passato e recentemente abbiamo purtroppo solo sfiorato diverse occasioni: una vera sfortuna! Poi naturalmente un nuovo album, che spero possa venire alla luce verso la metà del prossimo anno, ma ovviamente prima attendiamo gli sviluppi di “Storm signal”.

Siamo in conclusione dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Volevo solo ringraziare Voi e tutte quelle web-zine che concedono questi spazi così vitali a band come la nostra, che causa il genere proposto difficilmente avrebbe modo di far parlare di sé.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 luglio 2008 )
 
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