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Scritto da NATTEFROST   
martedì 15 novembre 2005
Indice articolo
AUDIOPAIN
Pagina 2

ImageSono entrato in contatto via e-mail con Sverre Daehli, chitarra e voce dei norvegesi Audiopain, e dopo aver ascoltato ed apprezzato il loro “The Traumatizer”, gli ho chiesto la disponibilità per un’intervista. Sverre si è dimostrato gentilissimo, rispondendo nel giro di un’ora a tutte le domande e fornendo qualche anticipazione sul nuovo album, tuttora in fase di registrazione.

Ciao Sverre! Potresti rapidamente presentare la tua band ai nostri lettori? Quando si sono formati gli Audiopain? Chi sono i componenti del gruppo?
Ciao! Gli Audiopain hanno preso forma nel tardo 1996, o anno 10, come lo chiamiamo noi, e fin da allora il gruppo è stato composto da me, Petter e Bjarne, con lo scopo di suonare thrash metal aggressivo di vecchia scuola. Noi usiamo basso, batteria, chitarra, voce, alcool e pensieri perversi per realizzare il volere del signore Audiopain. Obey!

Ho sentito dire che siete alle prese con le registrazioni di un nuovo album: puoi introdurci questo nuovo lavoro? Ci sono differenze tra il nuovo materiale e quello contenuto in “The Traumatizer”? Quando uscirà il disco?
Bene, avrà più o meno lo stesso stile e le stesse sonorità, ma probabilmente sarà più pesante. Non ci saranno insomma grosse sorprese, ma credo contenga alcune buone canzoni che ti piaceranno, forse anche di più rispetto alle canzoni di “The Traumatizer”. L’uscita era prevista per il mese di ottobre, ma siccome non abbiamo ancora completato le registrazioni e il mio calendario riporta la data del primo novembre, davvero non mi pare che ciò sia successo…(cioè che sia uscito ad ottobre, eheheh. NdR)

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Parlando di “The Traumatizer, mi piace molto il sound di quell’album, perché secondo me rispecchia alla perfezione la vostra attitudine e ben si adatta alla vostra proposta musicale: registrato con una buona qualità ma allo stesso tempo non pulito come molte mega-produzioni tipiche dei nostri giorni. Siete soddisfatti di come suona quel disco? Il nuovo album sarà registrato presso lo stesso studio?
Yeah, siamo piuttosto soddisfatti. Come è avvenuto tutte le volte in cui abbiamo registrato qualcosa, abbiamo totalmente perso tutti i punti di vista oggettivi nel momento in cui l’abbiamo completato, ma dopotutto siamo più o meno contenti di come è venuto fuori. “The Traumatizer” è stato registrato nel nostro studio, dove proviamo, e sapevamo esattamente cosa potevamo tirarne fuori. L’equipaggiamento in realtà non era di altissimo livello quando registrammo, ma da allora è migliorato e il nostro prossimo disco sarà nuovamente registrato lì. Noi condividiamo le stesse idee riguardo a come debbano essere i suoni: niente alta tecnologia, niente suoni puliti e brillanti, niente schifosi trigger!

Cosa vi aspettate dal nuovo album? Pensi che possa rappresentare la vostra “consacrazione”? Com’è la vostra situazione lì in Norvegia?
Audiopain è un nome ben noto nell’underground della scena metal norvegese. Abbiamo suonato in tutti i grandi festival, condividendo il palco con grandissimi nomi, per cui un fan del metal difficilmente ci ha persi…hehe! Comunque noi non cerchiamo un successo clamoroso o la fama, quindi per noi la prossima release rappresenta più che altro qualcosa che a noi piace e speriamo possa piacere anche ai nostri fans. Non abbiamo assolutamente alcun interesse ad essere scoperti dalle masse. Non ci apprezzerebbero, in ogni caso, perché non abbiamo quell’approccio alla musica che la maggior parte della gente cerca.

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Com’è strutturata la fase di songwriting? Come nasce la tipica canzone degli Audiopain?
Uno tra me e Petter scrive la musica, dopodichè la proviamo, l’arrangiamo e ri-arrangiamo tutti insieme fino a quando non siamo soddisfatti; poi decidiamo dove inserire le parti vocali ed infine scriviamo i testi.

Capitolo live: come considerate l’esperienza dal vivo? E’ importante per voi? Avremo la possibilità di vedervi qui in Italia l’anno prossimo?
Sul palco siamo un gruppo che suona un thrash onesto e sfrontato. Nessuna enorme produzione da circo con spettacoli pirotecnici, niente face-painting nè niente del genere. Ci è stato detto che ci comportiamo bene ogni volta, e la gente sembra apprezzare quando suoniamo. Consideriamo importante suonare dal vivo e la maggior parte delle nostre canzoni è scritta avendo bene in mente che dovrà essere suonata su un palco da noi tre. E infine si, saremmo lieti di venire a suonare in Italia! Naturalmente!

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In passato avete collaborato con Fenriz (batterista dei Darkthrone, NdR), il quale ha scritto il testo di un vostro pezzo apparso in “Revel In Desecration”: è possibile che in futuro collaboriate nuovamente con lui?
Esatto, Fenriz ha scritto il testo della canzone “Infuriation Scalp”, ma non abbiamo piani per ulteriori collaborazioni. Lui è qui in giro, quindi chissà…? Forse un giorno.

Voi non avete un sito Internet e rispetto questa scelta, ma non credi che potrebbe garantirvi più possibilità per farvi conoscere? I fans italiani in che modo possono contattarvi e richiedere i vostri cd?
Si, penso che un sito Internet diffonderebbe maggiormente il nostro nome. I nostri amici italiani possono sia mandarci un’e-mail all’indirizzo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , sia telefonarmi a casa al numero +47 92832891. Stiamo ancora cercando un distributore in Italia per la nostra nuova release, e a giudicare dai responsi giunti dall’Italia, credo che sarebbe meglio se ne trovassimo qualcuno al più presto. C’è qualcuno interessato? Per favore contattateci!

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Ok Sverre, ti ringrazio molto per la tua disponibilità e ti lascio libero di concludere questa intervista come preferisci. Buona fortuna thrasher!
Grazie mille per l’intervista Luca! Speriamo davvero di riuscire a venire dalle tue parti a suonare il più presto possibile, e se qualcuno è interessato al nostro merchandise, o semplicemente ha voglia di chiederci qualcosa, è libero di contattarci all’indirizzo e-mail già detto. Alla prossima…



Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 luglio 2008 )
 
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