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AUDIOPAIN
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Sono entrato
in contatto via e-mail con Sverre Daehli, chitarra e voce dei norvegesi
Audiopain, e dopo aver ascoltato ed apprezzato il loro “The Traumatizer”,
gli ho chiesto la disponibilità per un’intervista. Sverre si è
dimostrato gentilissimo, rispondendo nel giro di un’ora a tutte le
domande e fornendo qualche anticipazione sul nuovo album, tuttora in
fase di registrazione.
Ciao Sverre! Potresti rapidamente presentare la
tua band ai nostri lettori? Quando si sono formati gli Audiopain? Chi
sono i componenti del gruppo?
Ciao! Gli Audiopain hanno preso forma nel tardo
1996, o anno 10, come lo chiamiamo noi, e fin da allora il gruppo è
stato composto da me, Petter e Bjarne, con lo scopo di suonare thrash
metal aggressivo di vecchia scuola. Noi usiamo basso, batteria,
chitarra, voce, alcool e pensieri perversi per realizzare il volere del
signore Audiopain. Obey!
Ho sentito dire che siete alle prese con le
registrazioni di un nuovo album: puoi introdurci questo nuovo lavoro? Ci
sono differenze tra il nuovo materiale e quello contenuto in “The
Traumatizer”? Quando uscirà il disco?
Bene, avrà più o meno lo stesso stile e le stesse
sonorità, ma probabilmente sarà più pesante. Non ci saranno insomma
grosse sorprese, ma credo contenga alcune buone canzoni che ti
piaceranno, forse anche di più rispetto alle canzoni di “The Traumatizer”.
L’uscita era prevista per il mese di ottobre, ma siccome non abbiamo
ancora completato le registrazioni e il mio calendario riporta la data
del primo novembre, davvero non mi pare che ciò sia successo…(cioè che
sia uscito ad ottobre, eheheh. NdR)
Parlando di “The Traumatizer, mi piace molto il
sound di quell’album, perché secondo me rispecchia alla perfezione la
vostra attitudine e ben si adatta alla vostra proposta musicale:
registrato con una buona qualità ma allo stesso tempo non pulito come
molte mega-produzioni tipiche dei nostri giorni. Siete soddisfatti di
come suona quel disco? Il nuovo album sarà registrato presso lo stesso
studio?
Yeah, siamo piuttosto soddisfatti. Come è avvenuto
tutte le volte in cui abbiamo registrato qualcosa, abbiamo totalmente
perso tutti i punti di vista oggettivi nel momento in cui l’abbiamo
completato, ma dopotutto siamo più o meno contenti di come è venuto
fuori. “The Traumatizer” è stato registrato nel nostro studio, dove
proviamo, e sapevamo esattamente cosa potevamo tirarne fuori.
L’equipaggiamento in realtà non era di altissimo livello quando
registrammo, ma da allora è migliorato e il nostro prossimo disco sarà
nuovamente registrato lì. Noi condividiamo le stesse idee riguardo a
come debbano essere i suoni: niente alta tecnologia, niente suoni puliti
e brillanti, niente schifosi trigger!
Cosa vi aspettate dal nuovo album? Pensi che possa
rappresentare la vostra “consacrazione”? Com’è la vostra situazione lì
in Norvegia?
Audiopain è un nome ben noto nell’underground
della scena metal norvegese. Abbiamo suonato in tutti i grandi festival,
condividendo il palco con grandissimi nomi, per cui un fan del metal
difficilmente ci ha persi…hehe! Comunque noi non cerchiamo un successo
clamoroso o la fama, quindi per noi la prossima release rappresenta più
che altro qualcosa che a noi piace e speriamo possa piacere anche ai
nostri fans. Non abbiamo assolutamente alcun interesse ad essere
scoperti dalle masse. Non ci apprezzerebbero, in ogni caso, perché non
abbiamo quell’approccio alla musica che la maggior parte della gente
cerca.
Com’è strutturata la fase di songwriting? Come
nasce la tipica canzone degli Audiopain?
Uno tra me e Petter scrive la musica, dopodichè la
proviamo, l’arrangiamo e ri-arrangiamo tutti insieme fino a quando non
siamo soddisfatti; poi decidiamo dove inserire le parti vocali ed infine
scriviamo i testi.
Capitolo live: come considerate l’esperienza dal
vivo? E’ importante per voi? Avremo la possibilità di vedervi qui in
Italia l’anno prossimo?
Sul palco siamo un gruppo che suona un thrash
onesto e sfrontato. Nessuna enorme produzione da circo con spettacoli
pirotecnici, niente face-painting nè niente del genere. Ci è stato detto
che ci comportiamo bene ogni volta, e la gente sembra apprezzare quando
suoniamo. Consideriamo importante suonare dal vivo e la maggior parte
delle nostre canzoni è scritta avendo bene in mente che dovrà essere
suonata su un palco da noi tre. E infine si, saremmo lieti di venire a
suonare in Italia! Naturalmente!
In passato avete collaborato con Fenriz
(batterista dei Darkthrone, NdR), il quale ha scritto il testo di un
vostro pezzo apparso in “Revel In Desecration”: è possibile che in
futuro collaboriate nuovamente con lui?
Esatto, Fenriz ha scritto il testo della canzone
“Infuriation Scalp”, ma non abbiamo piani per ulteriori collaborazioni.
Lui è qui in giro, quindi chissà…? Forse un giorno.
Voi non avete un sito Internet e rispetto questa
scelta, ma non credi che potrebbe garantirvi più possibilità per farvi
conoscere? I fans italiani in che modo possono contattarvi e richiedere
i vostri cd?
Si, penso che un sito Internet diffonderebbe
maggiormente il nostro nome. I nostri amici italiani possono sia
mandarci un’e-mail all’indirizzo
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
, sia telefonarmi a casa al numero +47 92832891.
Stiamo ancora cercando un distributore in Italia per la nostra nuova
release, e a giudicare dai responsi giunti dall’Italia, credo che
sarebbe meglio se ne trovassimo qualcuno al più presto. C’è qualcuno
interessato? Per favore contattateci!
Ok Sverre, ti ringrazio molto per la tua
disponibilità e ti lascio libero di concludere questa intervista come
preferisci. Buona fortuna thrasher!
Grazie mille per l’intervista Luca! Speriamo
davvero di riuscire a venire dalle tue parti a suonare il più presto
possibile, e se qualcuno è interessato al nostro merchandise, o
semplicemente ha voglia di chiederci qualcosa, è libero di contattarci
all’indirizzo e-mail già detto. Alla prossima…
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