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Scritto da FIMBULVETR   
domenica 09 ottobre 2005

ImageSalve volete presentarvi ai lettori di Metal Zone? Chi sono e come nascono gli Aphelion?
Ciao a tutti e grazie per l'opportunità dataci di presentarci e parlare di noi e della nostra musica attraverso quest' intervista.
Fisicamente gli Aphelion sono Alessandro "Russell" Bertoni (keyboards), Salvatore Bonaccorso (drums & percussion), Matteo Gasparin (guitars), Sebastiano Pozzobon (bass guitar). Il combo si forma nell' ottobre 2003 dalla volontà comune di dar vita ad un progetto musicale innovativo, di totale libertà espressivo-compositiva e pienamente appagante. Provenienti tutti da molteplici esperienze e studi musicali, decidemmo dopo poche sessioni di prove di consacrare questa line-up ad una determinata e durevole esperienza musicale. Diciamo che ci siamo trovati ad essere le persone giuste al momento giusto.

Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro “Demonstructive” dalla stampa specializzata e dalle webzine?

Nonostante la peculiarità (almeno nell'ambito underground) della nostra proposta musicale, l' accoglienza da parte della stampa e delle webzine sia italiane che estere è stata – oltre le più rosee aspettative – estremamente positiva. Nelle numerose recensioni la nostra musica è stata ben analizzata e descritta in modo competente ed intelligente cosa che ci gratifica molto anche perchè il nostro operato e la nostra personalità musicale non sono stati ridotti alla definizione di tecnicismo fine a se stesso (come qualcuno qui dalle nostre parti non si risparmia malignamente dal fare) anche perchè noi di certo tanto virtuosi non ci sentiamo. Inoltre l'interesse verso "Demonstructive" si è manifestato da parte di radio specializzate in Italia e all' estero, ottimo modo questo per far giungere la nostra musica a più utenti possibile.

A distanza di qualche mese dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto appieno? In pratica suona come volevate?

Ne siamo estremamente soddisfatti, sia dal punto di vista della nostra performance che dell' ottimo lavoro svolto in studio in fase di mixaggio. La produzione è tagliente, precisa, adatta ai brani che abbiamo registrato, ed è stata ben adattata alla varietà stilistica della nostra musica in modo da valorizzare ogni singolo passaggio, strumento, arrangiamento e quindi il groove generale. Noi siamo un gruppo costantemente in evoluzione dal punto di vista stilistico e la variegata gamma di sonorità di cui sono composti i nostri brani prevede per il futuro un lavoro ancora più preciso ed accurato in questo senso.

Ci raccontate la nascite di un vostro brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e in sala prove ci lavorate sopra?
Senza dubbio è un minuzioso lavoro di squadra. Nel nostro caso il procedimento è però sensibilmente diverso. Data la natura strumentale e relativamente complessa della nostra musica i tradizionali schemi compositivi sono i primi a saltare e quelli che adottiamo sono molteplici. Di certo non è una "catena di montaggio". Nel nostro caso le jam session giocano un ruolo fondamentale. Improvvisando insieme, magari su patterns inizialmente semplici, ci alleniamo a "conoscerci" reciprocamente e a ricercare un groove tutto nostro. Da queste session ricaviamo delle parti a se stanti che vengono analizzate, perfezionate ed in seguito "confermate". Dopo di che, unitamente all' immancabile lavoro e perfezionamento individuale, decidiamo quali di queste parti possano legare ritmicamente ed armonicamente ed è allora che si decide che "sapore" dare al brano nascente, la sua struttura ed economia ed in seguito dare il via ad un accurato lavoro di arrangiamento in virtù del quale, magari, alcune cose possono anche venire modificate nell'ottica di partorire qualcosa di veramente valido. A volte capita che qualcuno di noi elabori individualmente dei fraseggi, una ritmica o un giro di accordi interessante tanto da risultare strutturalmente adattabile, in questo caso gli altri "giocano" a costruire attorno qualcosa di apparentemente sconnesso in modo da creare un effetto straniante, elaborato e sorprendente; che è ciò che vogliamo ottenere come risultato finale. Per noi, inoltre, l'importante è rimanere sempre creativamente attivi, anche quando non si sta materialmente suonando. Pensare costantemente alle composizioni in atto a come migliorarne certe caratteristiche. Capita così che spesso si hanno delle folgorazioni veramente sorprendenti.

Il vostro ultimo demo ci offre due brani totalmente strumentali, e tra i componenti del gruppo nessuno è un cantante, avete in mente di comporre sempre brani strumentali o in futuro si prevede l’inserimento di un cantante?
Questo è un punto da risolvere una volta per tutte, e cogliamo questa sede per farlo. Per quanto strana ed insolita (e lo diciamo a malincuore) la nostra proposta possa apparire alla maggior parte del pubblico che viene in contatto con la nostra musica, gli Aphelion nascono e permangono nel loro essere di band strumentale a tutti gli effetti. E stata una scelta entusiasticamente presa e condivisa da tutti i membri fin dall' inizio. La natura strumentale dei brani permette una libertà compositiva totale che regala alle composizioni un'infinità di colori e sentieri emozionali liberamente interpretabili. Niente viene così sacrificato a mero accompagnamento come solitamente avviene (anche se non sempre) in un tradizionale brano cantato. Tutto ciò ci permette di essere "progressive" nel senso più totalizzante del termine, di poter usare una grande varietà ritmica e armonica su cui costruire fraseggi e melodie che vanno a costituire un groove multi-emozionale che non fa certo rimpiangere il calore della voce umana. Con questo non intendiamo dire che prendiamo le distanze e critichiamo tutto ciò che non è strumentale – sarebbe da ignoranti – anche perché numerosi dei nostri "maestri", dagli Spiral Architect ai primi Dream Theater, dagli Area ai Meshuggah e Watchtower hanno un una presenza vocale molto rilevante. Il problema è della e nella gente (anche per colpa di un'influenza mediatica terrificante) che per la maggior parte sembra non riuscire a compiere lo sforzo di andare oltre la superficie delle cose, ingurgitando tutto ciò che il piattume creativo della gran parte della scena sia mainstream che underground genera.

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Volete provare a definire il vostro genere, e perché la scelta di suonare un genere, definiamolo difficile, non a presa diretta?
In una recensione di "Demonstructive" uscita di recente si dice testualmente che con la nostra musica «le barriere rappresentate dal concetto di genere sono inesorabilmente destinate a venire meno» Troviamo che questa frase faccia pienamente centro. Inequivocabilmente la natura delle nostre composizioni ruota attorno ad un progressive tecnico e ricercato sopratutto dal punto di vista ritmico, ricco di aperture e stacchi di carattere fusion-jazz con l' uso di armonia modale e scale "inusuali" e di una solistica mirata ad esaltare un particolare fraseggio piuttosto che una masturbazione tecnica. In ogni caso, ciò che ci poniamo costantemente è di essere sempre innovativi, di usare i nostri mezzi creativi per concepire qualcosa di veramente interessante, sempre nuovo, spiazzante ed inaudito. Per questo è difficile ridurre tutto ciò che suoniamo ad una sterile definizione come va troppo di moda fare oggi. Catalogare tutto per generi in arte è come una sorta di razzismo. Tornando agli Aphelion si può dire, alla luce di ciò, che il termine giusto per rintracciarci sia "instrumental progressive-fusion". Adottare un certo tipo di sonorità, sicuramente non easy-listening, è stato per noi naturale, non una scelta presa a tavolino. Suonare ciò che suoniamo è il risultato di una ricerca interiore, lo sfogo calcolato di mille tensioni e desideri espressivi che trovano appagamento nel suonare assieme. Nelle composizioni post-demonstructive che porteremo presto in sede live e prossimamente su disco, tutto ciò sarà ancora più evidente. Attualmente stiamo lavorando molto sulla poliritmia in ambito ritmico e sulla costruzione di frasi basate su scale "non convenzionali" per quanto riguarda l'edificio armonico. E' estremamente gratificante quando riusciamo a creare un costrutto in cui ognuno di noi suona qualcosa di apparentemente sconnesso dagli altri e il risultato è un unicum a sua volta differente; metaforicamente è come gustare 5 sapori ben bilanciati in un'unica pietanza. Noi non predichiamo il verbo dell'anti-commerciale a tutti i costi, semplicemente siamo quattro ragazzi che si occupano serenamente della loro, se vuoi estrema, musica. Siamo ben consapevoli che non siamo né i primi né gli unici ad andare oltre gli schemi ma soltanto noi siamo gli Aphelion.

Perché Aphelion, da dove nasce il vostro monicker? E perché “Demonstructive”?
"Aphelion" in inglese significa "afelio" cioè il punto più lontano dal sole nell’orbita che un corpo celeste descrive attorno ad esso. Il concetto di distanza lega perfettamente con la nostra musica e personalità, cioè il desiderio di essere "all' afelio", agli antipodi, rispetto ad una fonte dall'inesorabile ma asfittica esistenza. Quasi una sfida, un'intima ed egoistica presa di posizione nei confronti di ciò da cui si è costretti essere circondati e anche verso se stessi. Aphelion, quindi, è principalmente uno stato mentale. La passione per la scienza del cielo e il vezzo del grecismo "ph" hanno fatto optare poi per questo monicker. Per quanto riguarda "Demonstructive" si tratta di un giochino di parole: Deconstructive è il titolo della nostra prima composizione che apre il demo ed i live, unita alla parola Demo con la lettera "N", ecco risultare "Demonstructive" che suona anche come "dimostrazione" di ciò che, cioè, siamo musicalmente. In ogni caso il titolo di ogni nostro brano è ben ponderato e legato a particolari sensazioni che il pezzo ci trasmette nel momento in cui gli diamo forma.

Quali gruppi vi hanno maggiormente ispirato e cosa ascoltate nella vita di tutti i giorni?
Nel nostro caso non parlerei di ispirazione in senso stretto, sia perchè il termine – in generale – ci appare troppo profetico, sia perchè la nostra proposta presenta una gamma di sonorità tale che sarebbe difficile e scorretto trovare un diretto filo conduttore con una band od un'altra. Più ragionevolmente si potrebbe dire che fa colpo su di noi tutto ciò che musicalmente ha in sé la tensione di andare oltre gli schemi. Indifferentemente dall'inclinazione musicale, troviamo che un musicista debba esasperare la propria personalità artistica, guardare oltre se stesso, per generare idee sempre innovative e stimolanti. E questo si può riscontrare in molti contesti musicali a noi cari anche se stilisticamente distanti fra loro. Su questo filo di pensiero le nostre influenze artistiche principali risiedono, per esempio, nel prog-rock dei 70’s incarnato da artisti quali ELP, gli Area, i King Crimson… così come nel metal più tecnico e ragionato di Cynic, Watchtower, Spastic Ink, Meshuggah, Liquid Tension Experiment, Spiral Architect che va successivamente ad unirsi ad un contesto più fusion rappresentato da Planet X e Gordian Knot su tutti. Naturalmente grande passione e stimolo sono per noi combi fusion come Tribal Tech, Chick Corea Electrik Band o Allan Holdsworth per citare solo alcuni di questo immenso panorama. Riteniamo estremamente interessanti, poi, artisti che propongono un sound intelligentemente sperimentale quali J. M. Jarre, Ozric Tentacles e alcune trovate geniali di Devin Townsend, così come alcuni aspetti della musica elettronica-ambient e di quella classica contemporanea. Alla luce di ciò si può dire che i nostri ascolti sono estremamente ampi e più lo diventeranno più riusciremo ad avere stimoli sempre nuovi ed attuali per rafforzare la nostra personalità musicale.

Gli Aphelion e le case discografiche: qualcuno disposto ad ascoltarvi o solo porte chiuse?
E' sotto gli occhi di tutti che al giorno d'oggi la musica sia diventata ormai innegabilmente un business, nonché il trionfo di un'estetica pacchiana e stomachevole. La superficialità intellettuale sembra regnare e le major non vanno certo a produrre nuove proposte musicali quando possono fatturare milioni con le suonerie dei cellulari o con la band hit del momento e questo vale senza dubbio anche per l'hard and heavy che ha perso le sue caratteristiche di libero pensiero per unirsi a questo grottesco trenino. Di conseguenza gli Aphelion non si aspettano di certo di contare su megaproduzioni o di vivere della propria sudatissima musica. Tuttavia c'è chi ci ha accordato fiducia e sembra poter darci la possibilità di essere ripagati del grande impegno e sacrificio che investiamo nel nostro progetto; difatti sia l'americana Fossil Records che la prestigiosa label francese Musea ci hanno proposto dei deals di distribuzione che non ci lasceremo sfuggire. Al momento inoltre stiamo trattando per la coproduzione del nostro full-lenght d'esordio con una label indipendente italiana.

Come giudicate la scena musicale underground della vostra regione e quella italiana in generale?
A nostro parere la scena, con le dovute eccezioni, sta diventando sempre più asfittica e stereotipata così dalle nostre parti come nel resto del paese. In generale vige una piattezza di idee davvero preoccupante. Questo perchè ormai all'interno di una società meritocratica come la nostra una forma d'arte come la musica è diventata principalmente una questione estetica, una tappezzeria anche per gli addetti ai lavori. La forma piuttosto che la sostanza. Questo vale sia per l'ambito underground che per quello mainstream, con la sola differenza che il secondo può avvalersi di ricche produzioni e spazi live ( basti ascoltare la "plastica" del suono di un qualsiasi album power tedesco o trash americano) ma senza che vi sia un effettivo valore contenutistico sotto. Così accade che coloro che hanno qualcosa di nuovo e stimolante da proporre non trovano aria e vengono spesso soffocati da una logica di mercato che viaggia in una ben precisa quanto sterile e disforica direzione.

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Gli Aphelion e la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in mp3?
E' ovvio che alla lunga lo sharing va a danneggiare economicamente label e band impedendo di reinvestire in nuova musica. Per un altro lato può risultare un ottima opportunità per le band neonate di farsi conoscere ed aumentare la propria audience. Il discorso è un discorso di correttezza. D' altro canto un musicista o un appassionato non può certo fare un mutuo per procurarsi i cd che gli servono, senza contare che molte delle cose più interessanti non viene neanche adeguatamente distribuita. In ogni caso la qualità degli mp3 non è certo quella dell'originale quindi se alla fine qualcosa attira veramente si finisce, giustamente, per garantirsi la copia originale. A questo si sommano poi le questioni SIAE, tasse, prezzi dei cd ecc. ma questo è un argomento anche extramusicale...

Gli Aphelion e i concerti: trovate spazi per esibirvi e come vi trovate nella dimensione live?
La dimensione live è una vera, appassionante sfida. Suonare dal vivo a qualunque livello è un'emozione impareggiabile, forse una delle più forti affermazioni dell'ego di un musicista di fronte principalmente a se stesso. L'importante è farlo bene. Per quanto ci riguarda il farlo bene coincide con la preparazione, la lucidità e la voglia di divertirsi stupendo e stupendosi. Finora data la lunga gestazione che richiedono i nostri brani e il tempo speso per la preparazione e la produzione di Demonstructive le nostre esibizioni non sono state molte ma sono state per noi molto appaganti grazie alla buona risposta del pubblico. La cosa fondamentale, per una proposta musicale particolare come la nostra è garantirsi dei suoni di alta qualità per poter dare il meglio e trasmettere il massimo di noi. Gli spazi per ottenere questo non sono molti e quelli che ci sono te li devi guadagnare con la concretezza del tuo valore. Nel tardo autunno-inverno avremo alcune date per promuoverci dalle nostre parti nonché a Brescia e Roma. Col passare del tempo l' obbiettivo è di suonare il più possibile dal vivo per acquisire esperienza con questo nostro progetto che ci deve portare quanto prima anche all' estero.

Progetti per il futuro?

Dal punto di vista pratico intraprendere una dura e formativa gavetta live che inizierà con le date di cui sopra, e se tutto va come deve andare entreremo in studio nell'agosto 2006 per dar vita al nostro album d'esordio per il quale stiamo lavorando già da mesi. Dal punto di vista, diciamo, "dei buoni propositi" l'obbiettivo è aumentare il nostro valore musicale, perfezionandoci nella composizione e nella performance dei nostri brani e nell' improvvisazione.

Siamo in conclusione dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Siamo noi a ringraziare profondamente per averci dato spazio prima con la recensione del nostro demo e ora con questa intervista. Grazie davvero. Vogliamo per finire ricordare a tutti il nostro sito www.aphelion.tv, che sarà molto presto migliorato e reso più dettagliato, e sul quale si possono trovare alcuni estratti da Demonstructive da ascoltare e i contatti con la band; l'indirizzo a cui scrivere per avere il nostro demo è comunque Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Arrivederci a tutti, a molto presto!

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 luglio 2008 )
 
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