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Salve volete presentarvi ai lettori di
Metal Zone? Chi sono e come nascono gli Aphelion?
Ciao a tutti e grazie per l'opportunità dataci di presentarci e parlare
di noi e della nostra musica attraverso quest' intervista.
Fisicamente gli Aphelion sono Alessandro "Russell" Bertoni (keyboards),
Salvatore Bonaccorso (drums & percussion), Matteo Gasparin (guitars),
Sebastiano Pozzobon (bass guitar). Il combo si forma nell' ottobre 2003
dalla volontà comune di dar vita ad un progetto musicale innovativo, di
totale libertà espressivo-compositiva e pienamente appagante.
Provenienti tutti da molteplici esperienze e studi musicali, decidemmo
dopo poche sessioni di prove di consacrare questa line-up ad una
determinata e durevole esperienza musicale. Diciamo che ci siamo trovati
ad essere le persone giuste al momento giusto.
Come è
stato accolto il vostro ultimo lavoro “Demonstructive” dalla stampa
specializzata e dalle webzine?
Nonostante la peculiarità (almeno nell'ambito underground) della nostra
proposta musicale, l' accoglienza da parte della stampa e delle webzine
sia italiane che estere è stata – oltre le più rosee aspettative –
estremamente positiva. Nelle numerose recensioni la nostra musica è
stata ben analizzata e descritta in modo competente ed intelligente cosa
che ci gratifica molto anche perchè il nostro operato e la nostra
personalità musicale non sono stati ridotti alla definizione di
tecnicismo fine a se stesso (come qualcuno qui dalle nostre parti non si
risparmia malignamente dal fare) anche perchè noi di certo tanto
virtuosi non ci sentiamo. Inoltre l'interesse verso "Demonstructive" si
è manifestato da parte di radio specializzate in Italia e all' estero,
ottimo modo questo per far giungere la nostra musica a più utenti
possibile.
A
distanza di qualche mese dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o
c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto appieno? In pratica suona come
volevate?
Ne siamo estremamente soddisfatti, sia dal punto di vista della nostra
performance che dell' ottimo lavoro svolto in studio in fase di mixaggio.
La produzione è tagliente, precisa, adatta ai brani che abbiamo
registrato, ed è stata ben adattata alla varietà stilistica della nostra
musica in modo da valorizzare ogni singolo passaggio, strumento,
arrangiamento e quindi il groove generale. Noi siamo un gruppo
costantemente in evoluzione dal punto di vista stilistico e la variegata
gamma di sonorità di cui sono composti i nostri brani prevede per il
futuro un lavoro ancora più preciso ed accurato in questo senso.
Ci
raccontate la nascite di un vostro brano, è un lavoro di squadra o
ognuno butta giù in idea e in sala prove ci lavorate sopra?
Senza dubbio è un minuzioso lavoro di squadra. Nel nostro caso il
procedimento è però sensibilmente diverso. Data la natura strumentale e
relativamente complessa della nostra musica i tradizionali schemi
compositivi sono i primi a saltare e quelli che adottiamo sono
molteplici. Di certo non è una "catena di montaggio". Nel nostro caso le
jam session giocano un ruolo fondamentale. Improvvisando insieme, magari
su patterns inizialmente semplici, ci alleniamo a "conoscerci"
reciprocamente e a ricercare un groove tutto nostro. Da queste session
ricaviamo delle parti a se stanti che vengono analizzate, perfezionate
ed in seguito "confermate". Dopo di che, unitamente all' immancabile
lavoro e perfezionamento individuale, decidiamo quali di queste parti
possano legare ritmicamente ed armonicamente ed è allora che si decide
che "sapore" dare al brano nascente, la sua struttura ed economia ed in
seguito dare il via ad un accurato lavoro di arrangiamento in virtù del
quale, magari, alcune cose possono anche venire modificate nell'ottica
di partorire qualcosa di veramente valido. A volte capita che qualcuno
di noi elabori individualmente dei fraseggi, una ritmica o un giro di
accordi interessante tanto da risultare strutturalmente adattabile, in
questo caso gli altri "giocano" a costruire attorno qualcosa di
apparentemente sconnesso in modo da creare un effetto straniante,
elaborato e sorprendente; che è ciò che vogliamo ottenere come risultato
finale. Per noi, inoltre, l'importante è rimanere sempre creativamente
attivi, anche quando non si sta materialmente suonando. Pensare
costantemente alle composizioni in atto a come migliorarne certe
caratteristiche. Capita così che spesso si hanno delle folgorazioni
veramente sorprendenti.
Il vostro
ultimo demo ci offre due brani totalmente strumentali, e tra i
componenti del gruppo nessuno è un cantante, avete in mente di comporre
sempre brani strumentali o in futuro si prevede l’inserimento di un
cantante?
Questo è un punto da risolvere una volta per tutte, e cogliamo questa
sede per farlo. Per quanto strana ed insolita (e lo diciamo a
malincuore) la nostra proposta possa apparire alla maggior parte del
pubblico che viene in contatto con la nostra musica, gli Aphelion
nascono e permangono nel loro essere di band strumentale a tutti gli
effetti. E stata una scelta entusiasticamente presa e condivisa da tutti
i membri fin dall' inizio. La natura strumentale dei brani permette una
libertà compositiva totale che regala alle composizioni un'infinità di
colori e sentieri emozionali liberamente interpretabili. Niente viene
così sacrificato a mero accompagnamento come solitamente avviene (anche
se non sempre) in un tradizionale brano cantato. Tutto ciò ci permette
di essere "progressive" nel senso più totalizzante del termine, di poter
usare una grande varietà ritmica e armonica su cui costruire fraseggi e
melodie che vanno a costituire un groove multi-emozionale che non fa
certo rimpiangere il calore della voce umana. Con questo non intendiamo
dire che prendiamo le distanze e critichiamo tutto ciò che non è
strumentale – sarebbe da ignoranti – anche perché numerosi dei nostri
"maestri", dagli Spiral Architect ai primi Dream Theater, dagli Area ai
Meshuggah e Watchtower hanno un una presenza vocale molto rilevante. Il
problema è della e nella gente (anche per colpa di un'influenza
mediatica terrificante) che per la maggior parte sembra non riuscire a
compiere lo sforzo di andare oltre la superficie delle cose,
ingurgitando tutto ciò che il piattume creativo della gran parte della
scena sia mainstream che underground genera.
Volete provare a definire il vostro
genere, e perché la scelta di suonare un genere, definiamolo difficile,
non a presa diretta?
In una recensione di "Demonstructive" uscita di recente si dice
testualmente che con la nostra musica «le barriere rappresentate dal
concetto di genere sono inesorabilmente destinate a venire meno»
Troviamo che questa frase faccia pienamente centro. Inequivocabilmente
la natura delle nostre composizioni ruota attorno ad un progressive
tecnico e ricercato sopratutto dal punto di vista ritmico, ricco di
aperture e stacchi di carattere fusion-jazz con l' uso di armonia modale
e scale "inusuali" e di una solistica mirata ad esaltare un particolare
fraseggio piuttosto che una masturbazione tecnica. In ogni caso, ciò che
ci poniamo costantemente è di essere sempre innovativi, di usare i
nostri mezzi creativi per concepire qualcosa di veramente interessante,
sempre nuovo, spiazzante ed inaudito. Per questo è difficile ridurre
tutto ciò che suoniamo ad una sterile definizione come va troppo di moda
fare oggi. Catalogare tutto per generi in arte è come una sorta di
razzismo. Tornando agli Aphelion si può dire, alla luce di ciò, che il
termine giusto per rintracciarci sia "instrumental progressive-fusion".
Adottare un certo tipo di sonorità, sicuramente non easy-listening, è
stato per noi naturale, non una scelta presa a tavolino. Suonare ciò che
suoniamo è il risultato di una ricerca interiore, lo sfogo calcolato di
mille tensioni e desideri espressivi che trovano appagamento nel suonare
assieme. Nelle composizioni post-demonstructive che porteremo presto in
sede live e prossimamente su disco, tutto ciò sarà ancora più evidente.
Attualmente stiamo lavorando molto sulla poliritmia in ambito ritmico e
sulla costruzione di frasi basate su scale "non convenzionali" per
quanto riguarda l'edificio armonico. E' estremamente gratificante quando
riusciamo a creare un costrutto in cui ognuno di noi suona qualcosa di
apparentemente sconnesso dagli altri e il risultato è un unicum a sua
volta differente; metaforicamente è come gustare 5 sapori ben bilanciati
in un'unica pietanza. Noi non predichiamo il verbo dell'anti-commerciale
a tutti i costi, semplicemente siamo quattro ragazzi che si occupano
serenamente della loro, se vuoi estrema, musica. Siamo ben consapevoli
che non siamo né i primi né gli unici ad andare oltre gli schemi ma
soltanto noi siamo gli Aphelion.
Perché
Aphelion, da dove nasce il vostro monicker? E perché “Demonstructive”?
"Aphelion" in inglese significa "afelio" cioè il punto più lontano dal
sole nell’orbita che un corpo celeste descrive attorno ad esso. Il
concetto di distanza lega perfettamente con la nostra musica e
personalità, cioè il desiderio di essere "all' afelio", agli antipodi,
rispetto ad una fonte dall'inesorabile ma asfittica esistenza. Quasi una
sfida, un'intima ed egoistica presa di posizione nei confronti di ciò da
cui si è costretti essere circondati e anche verso se stessi. Aphelion,
quindi, è principalmente uno stato mentale. La passione per la scienza
del cielo e il vezzo del grecismo "ph" hanno fatto optare poi per questo
monicker. Per quanto riguarda "Demonstructive" si tratta di un giochino
di parole: Deconstructive è il titolo della nostra prima composizione
che apre il demo ed i live, unita alla parola Demo con la lettera "N",
ecco risultare "Demonstructive" che suona anche come "dimostrazione" di
ciò che, cioè, siamo musicalmente. In ogni caso il titolo di ogni nostro
brano è ben ponderato e legato a particolari sensazioni che il pezzo ci
trasmette nel momento in cui gli diamo forma.
Quali
gruppi vi hanno maggiormente ispirato e cosa ascoltate nella vita di
tutti i giorni?
Nel nostro caso non parlerei di ispirazione in senso stretto, sia perchè
il termine – in generale – ci appare troppo profetico, sia perchè la
nostra proposta presenta una gamma di sonorità tale che sarebbe
difficile e scorretto trovare un diretto filo conduttore con una band od
un'altra. Più ragionevolmente si potrebbe dire che fa colpo su di noi
tutto ciò che musicalmente ha in sé la tensione di andare oltre gli
schemi. Indifferentemente dall'inclinazione musicale, troviamo che un
musicista debba esasperare la propria personalità artistica, guardare
oltre se stesso, per generare idee sempre innovative e stimolanti. E
questo si può riscontrare in molti contesti musicali a noi cari anche se
stilisticamente distanti fra loro. Su questo filo di pensiero le nostre
influenze artistiche principali risiedono, per esempio, nel prog-rock
dei 70’s incarnato da artisti quali ELP, gli Area, i King Crimson… così
come nel metal più tecnico e ragionato di Cynic, Watchtower, Spastic
Ink, Meshuggah, Liquid Tension Experiment, Spiral Architect che va
successivamente ad unirsi ad un contesto più fusion rappresentato da
Planet X e Gordian Knot su tutti. Naturalmente grande passione e stimolo
sono per noi combi fusion come Tribal Tech, Chick Corea Electrik Band o
Allan Holdsworth per citare solo alcuni di questo immenso panorama.
Riteniamo estremamente interessanti, poi, artisti che propongono un
sound intelligentemente sperimentale quali J. M. Jarre, Ozric Tentacles
e alcune trovate geniali di Devin Townsend, così come alcuni aspetti
della musica elettronica-ambient e di quella classica contemporanea.
Alla luce di ciò si può dire che i nostri ascolti sono estremamente ampi
e più lo diventeranno più riusciremo ad avere stimoli sempre nuovi ed
attuali per rafforzare la nostra personalità musicale.
Gli
Aphelion e le case discografiche: qualcuno disposto ad ascoltarvi o solo
porte chiuse?
E' sotto gli occhi di tutti che al giorno d'oggi la musica sia diventata
ormai innegabilmente un business, nonché il trionfo di un'estetica
pacchiana e stomachevole. La superficialità intellettuale sembra regnare
e le major non vanno certo a produrre nuove proposte musicali quando
possono fatturare milioni con le suonerie dei cellulari o con la band
hit del momento e questo vale senza dubbio anche per l'hard and heavy
che ha perso le sue caratteristiche di libero pensiero per unirsi a
questo grottesco trenino. Di conseguenza gli Aphelion non si aspettano
di certo di contare su megaproduzioni o di vivere della propria
sudatissima musica. Tuttavia c'è chi ci ha accordato fiducia e sembra
poter darci la possibilità di essere ripagati del grande impegno e
sacrificio che investiamo nel nostro progetto; difatti sia l'americana
Fossil Records che la prestigiosa label francese Musea ci hanno proposto
dei deals di distribuzione che non ci lasceremo sfuggire. Al momento
inoltre stiamo trattando per la coproduzione del nostro full-lenght
d'esordio con una label indipendente italiana.
Come giudicate la scena musicale
underground della vostra regione e quella italiana in generale?
A nostro parere la scena, con le dovute eccezioni, sta diventando sempre
più asfittica e stereotipata così dalle nostre parti come nel resto del
paese. In generale vige una piattezza di idee davvero preoccupante.
Questo perchè ormai all'interno di una società meritocratica come la
nostra una forma d'arte come la musica è diventata principalmente una
questione estetica, una tappezzeria anche per gli addetti ai lavori. La
forma piuttosto che la sostanza. Questo vale sia per l'ambito
underground che per quello mainstream, con la sola differenza che il
secondo può avvalersi di ricche produzioni e spazi live ( basti
ascoltare la "plastica" del suono di un qualsiasi album power tedesco o
trash americano) ma senza che vi sia un effettivo valore contenutistico
sotto. Così accade che coloro che hanno qualcosa di nuovo e stimolante
da proporre non trovano aria e vengono spesso soffocati da una logica di
mercato che viaggia in una ben precisa quanto sterile e disforica
direzione.
Gli Aphelion e
la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali
in mp3?
E' ovvio che alla lunga lo sharing va a danneggiare economicamente label
e band impedendo di reinvestire in nuova musica. Per un altro lato può
risultare un ottima opportunità per le band neonate di farsi conoscere
ed aumentare la propria audience. Il discorso è un discorso di
correttezza. D' altro canto un musicista o un appassionato non può certo
fare un mutuo per procurarsi i cd che gli servono, senza contare che
molte delle cose più interessanti non viene neanche adeguatamente
distribuita. In ogni caso la qualità degli mp3 non è certo quella
dell'originale quindi se alla fine qualcosa attira veramente si finisce,
giustamente, per garantirsi la copia originale. A questo si sommano poi
le questioni SIAE, tasse, prezzi dei cd ecc. ma questo è un argomento
anche extramusicale...
Gli
Aphelion e i concerti: trovate spazi per esibirvi e come vi trovate
nella dimensione live?
La dimensione live è una vera, appassionante sfida. Suonare dal vivo a
qualunque livello è un'emozione impareggiabile, forse una delle più
forti affermazioni dell'ego di un musicista di fronte principalmente a
se stesso. L'importante è farlo bene. Per quanto ci riguarda il farlo
bene coincide con la preparazione, la lucidità e la voglia di divertirsi
stupendo e stupendosi. Finora data la lunga gestazione che richiedono i
nostri brani e il tempo speso per la preparazione e la produzione di
Demonstructive le nostre esibizioni non sono state molte ma sono state
per noi molto appaganti grazie alla buona risposta del pubblico. La cosa
fondamentale, per una proposta musicale particolare come la nostra è
garantirsi dei suoni di alta qualità per poter dare il meglio e
trasmettere il massimo di noi. Gli spazi per ottenere questo non sono
molti e quelli che ci sono te li devi guadagnare con la concretezza del
tuo valore. Nel tardo autunno-inverno avremo alcune date per promuoverci
dalle nostre parti nonché a Brescia e Roma. Col passare del tempo l'
obbiettivo è di suonare il più possibile dal vivo per acquisire
esperienza con questo nostro progetto che ci deve portare quanto prima
anche all' estero.
Progetti
per il futuro?
Dal punto di vista pratico intraprendere una dura e formativa gavetta
live che inizierà con le date di cui sopra, e se tutto va come deve
andare entreremo in studio nell'agosto 2006 per dar vita al nostro album
d'esordio per il quale stiamo lavorando già da mesi. Dal punto di vista,
diciamo, "dei buoni propositi" l'obbiettivo è aumentare il nostro valore
musicale, perfezionandoci nella composizione e nella performance dei
nostri brani e nell' improvvisazione.
Siamo in
conclusione dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e
lascio la parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Siamo noi a ringraziare profondamente per averci dato spazio prima con
la recensione del nostro demo e ora con questa intervista. Grazie
davvero. Vogliamo per finire ricordare a tutti il nostro sito
www.aphelion.tv, che sarà molto presto migliorato e reso più
dettagliato, e sul quale si possono trovare alcuni estratti da
Demonstructive da ascoltare e i contatti con la band; l'indirizzo a cui
scrivere per avere il nostro demo è comunque
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Arrivederci a tutti, a molto presto!
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