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Scritto da FIMBULVETR   
lunedì 28 febbraio 2005

ImageGli Andrasta vengono da Genova e Metal Zone li intervista per voi. Salve parlate di voi ai lettori della Webzine? Chi sono e come nascono gli Andrasta?
Nasciamo nella prima meta del 2003 da un’idea mia (Lestath) e di Mattia. Lo scopo era creare un progetto dove divertirsi facendo un genere assolutamente indefinito, non volevamo legarci a nessuna etichetta, motivo per cui i nostri pezzi sono abbastanza vari tra loro. Al progetto si sono ben presto uniti gli altri membri, anche se ci sono stati un paio di cambiamenti di formazione durante il tragitto.

Complimenti per il vostro ultimo lavoro "Lost soul in darkness", come è stato accolto dalla stampa specializzata e dai vostri fans?
Allora se mi parli di fans ti posso dire che alla mia ragazza è piaciuto e anche alla ragazza di Graziano, per quanto riguarda la critica devo ritenermi fortunato, una vera e propria stroncatura non c’è stata, ce la siamo sempre cavata con recensioni favorevoli. C’è da dire che alcuni criticano la voce dicendo che non va bene per il thrash, ma io non voglio essere etichettato come cantante thrash, quindi continuo con le mie metriche melodiche e a volte assolutamente non metal.

Quanto ha influenzato il vostro genere e la vostra attività in generale il fatto che il tu sia il fratello di Claudio storico chitarrista dei Necrodeath?
L’influenza musicale poco perché comunque veniamo da due generi musicali diversi, lui è cresciuto ascoltando dei gruppi e io degl’altri, pur avendo molti punti in comune. Dal punto di vista pratico questa mia parentela ci ha aiutati un pò devo ammetterlo, è sempre una buona raccomandazione presentarsi e poter fare il nome Necrodeath.

Parlando con altri gruppi, alcuni scioltisi quest’anno, la maggior parte mi ha detto che è inutile continuare con il genere thrash metal in quanto è morto. Voi cosa ne pensate?

Sono convinto che non sia morto assolutamente, ma sono altrettanto convinto che se lo suoni per amore è fantastico, se suoni (come noi) con la speranza di fare “successo” allora è un genere che non porta da nessuna parte purtroppo.

Quali gruppi vi hanno maggiormente influenzato e quali sono le vostre preferenze musicali?
Io parlo per me se ti dico che sono cresciuto principalmente con Queen e Metallica, dopo di loro tutto il resto, dall’hard rock al thrash io ascolto tutto, ultimamente mi piacciono molto gli In Flames, i Nightwish e restano un punto fermo gli Stayer (inculcatimi da mio fratello fin dalla tenera età).

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Come nascono i vostri brani, lavoro di gruppo?
Direi di si, bastano due note di una chitarra e una frase che nascono dei riff e delle metriche vocali, da li tutti insieme si crea.

Come è nata la collaborazione con Pier Gonella, mitico chitarrista dei Labyrinth che suona nel brano “City of angel”?
Fantastico, è una persona veramente incredibile e creativa, appena gli è stata chiesta la collaborazione è stato entusiasta di partecipare, oltretutto ha curato una parte del mix del disco.

Come giudicate la scena musicale underground di Genova e quella italiana in generale?
Orribile, ma non a causa dei gruppi, ma ben si a causa delle strutture e dell’interesse dei media e della gente. Poi qui a Genova è uno scandalo, locali orribili, gestori disonesti e poco seguito di fans.

Adesso a distanza di qualche mese dall’uscita di “Lost soul in darkness”, tirate delle conclusioni, ne siete soddisfatti?
Pienamente, ma lo eravamo anche prima che fosse recensito, siamo sempre felici del nostro lavoro anche perché sputiamo sangue per finire le canzoni e aggiustarle, quindi quando sono finite è perché ci piacciono veramente.

Avete difficoltà a esibirvi dal vivo e come reagisce il pubblico ai vostri concerti, soprattutto quelli che non vi conoscono?

Le difficoltà ad esibirsi ci sono sempre a causa dei pochi locali e della difficoltà ad accordarsi con i gestori, ma il pubblico reagisce sempre abbastanza bene, diciamo che non mi hanno mai tirato bottiglie!

Perché il nome “Andrasta”, che significa e come è nato?
Cercavo un nome che fosse bello da pronunciare, particolare ed insolito quindi che una volta ascoltato rimanesse, e che avesse un significato, cioè la dea celtica della guerra.

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Che ne pensate del fenomeno file sharing (mp3) li trovate utili alla carriera di una band o rovinano il mercato e buttano sul lastrico tutta l’industria discografica come affermano le major label?
Se sei emergente ti aiutano ad uscire dal tuo piccolo giro, ma se sei famoso in effetti possono rovinare, comunque una cosa è certa, non si possono fermare.

Progetti per il futuro?
Suonare, comporre, trovare un contratto e suonare ancora!

Vi ringrazio per la disponibilità e lascio a Voi la conclusione dell’intervista.
Che dire grazie dello spazio e speriamo di risentirci quando saremo un po' più famosi, un ciao ai lettori e un grazie di cuore a chi segue, sempre che qualche d’uno lo faccia!
A presto !!!!!!!!!

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 luglio 2008 )
 
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