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Gli
Andrasta vengono da Genova e Metal Zone li intervista per voi. Salve
parlate di voi ai lettori della Webzine? Chi sono e come nascono gli
Andrasta?
Nasciamo nella prima meta del 2003 da un’idea mia (Lestath) e di
Mattia. Lo scopo era creare un progetto dove divertirsi facendo un
genere assolutamente indefinito, non volevamo legarci a nessuna
etichetta, motivo per cui i nostri pezzi sono abbastanza vari tra
loro. Al progetto si sono ben presto uniti gli altri membri, anche
se ci sono stati un paio di cambiamenti di formazione durante il
tragitto.
Complimenti per il
vostro ultimo lavoro "Lost soul in darkness", come è stato accolto
dalla stampa specializzata e dai vostri fans?
Allora se mi parli di fans ti posso dire che alla mia ragazza è
piaciuto e anche alla ragazza di Graziano, per quanto riguarda la
critica devo ritenermi fortunato, una vera e propria stroncatura non
c’è stata, ce la siamo sempre cavata con recensioni favorevoli. C’è
da dire che alcuni criticano la voce dicendo che non va bene per il
thrash, ma io non voglio essere etichettato come cantante thrash,
quindi continuo con le mie metriche melodiche e a volte
assolutamente non metal.
Quanto ha influenzato il
vostro genere e la vostra attività in generale il fatto che il tu
sia il fratello di Claudio storico chitarrista dei Necrodeath?
L’influenza musicale poco perché comunque veniamo da due generi
musicali diversi, lui è cresciuto ascoltando dei gruppi e io
degl’altri, pur avendo molti punti in comune. Dal punto di vista
pratico questa mia parentela ci ha aiutati un pò devo ammetterlo, è
sempre una buona raccomandazione presentarsi e poter fare il nome
Necrodeath.
Parlando con altri
gruppi, alcuni scioltisi quest’anno, la maggior parte mi ha detto
che è inutile continuare con il genere thrash metal in quanto è
morto. Voi cosa ne pensate?
Sono convinto che non sia morto assolutamente, ma sono altrettanto
convinto che se lo suoni per amore è fantastico, se suoni (come noi)
con la speranza di fare “successo” allora è un genere che non porta
da nessuna parte purtroppo.
Quali gruppi vi hanno
maggiormente influenzato e quali sono le vostre preferenze musicali?
Io parlo per me se ti dico che sono cresciuto principalmente con
Queen e Metallica, dopo di loro tutto il resto, dall’hard rock al
thrash io ascolto tutto, ultimamente mi piacciono molto gli In
Flames, i Nightwish e restano un punto fermo gli Stayer (inculcatimi
da mio fratello fin dalla tenera età).
Come
nascono i vostri brani, lavoro di gruppo?
Direi di si, bastano due note di una chitarra e una frase che
nascono dei riff e delle metriche vocali, da li tutti insieme si
crea.
Come è nata la
collaborazione con Pier Gonella, mitico chitarrista dei Labyrinth
che suona nel brano “City of angel”?
Fantastico, è una persona veramente incredibile e creativa, appena
gli è stata chiesta la collaborazione è stato entusiasta di
partecipare, oltretutto ha curato una parte del mix del disco.
Come giudicate la scena
musicale underground di Genova e quella italiana in generale?
Orribile, ma non a causa dei gruppi, ma ben si a causa delle
strutture e dell’interesse dei media e della gente. Poi qui a Genova
è uno scandalo, locali orribili, gestori disonesti e poco seguito di
fans.
Adesso a distanza di
qualche mese dall’uscita di “Lost soul in darkness”, tirate delle
conclusioni, ne siete soddisfatti?
Pienamente, ma lo eravamo anche prima che fosse recensito, siamo
sempre felici del nostro lavoro anche perché sputiamo sangue per
finire le canzoni e aggiustarle, quindi quando sono finite è perché
ci piacciono veramente.
Avete difficoltà a
esibirvi dal vivo e come reagisce il pubblico ai vostri concerti,
soprattutto quelli che non vi conoscono?
Le difficoltà ad esibirsi ci sono sempre a causa dei pochi locali e
della difficoltà ad accordarsi con i gestori, ma il pubblico
reagisce sempre abbastanza bene, diciamo che non mi hanno mai tirato
bottiglie!
Perché il nome “Andrasta”,
che significa e come è nato?
Cercavo un nome che fosse bello da pronunciare, particolare ed
insolito quindi che una volta ascoltato rimanesse, e che avesse un
significato, cioè la dea celtica della guerra.

Che ne
pensate del fenomeno file sharing (mp3) li trovate utili alla
carriera di una band o rovinano il mercato e buttano sul lastrico
tutta l’industria discografica come affermano le major label?
Se sei emergente ti aiutano ad uscire dal tuo piccolo giro, ma se
sei famoso in effetti possono rovinare, comunque una cosa è certa,
non si possono fermare.
Progetti per il futuro?
Suonare, comporre, trovare un contratto e suonare ancora!
Vi ringrazio per la
disponibilità e lascio a Voi la conclusione dell’intervista.
Che dire grazie dello spazio e speriamo di risentirci quando saremo
un po' più famosi, un ciao ai lettori e un grazie di cuore a chi
segue, sempre che qualche d’uno lo faccia!
A presto !!!!!!!!!
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