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Scritto da FIMBULVETR   
lunedě 16 giugno 2008

ImageMetal Zone ha il grande onore di intervistare gli Abysmal Grief. Salve presentate il gruppo ai nostri lettori e ci raccontate qualcosa di voi.
R.G.) Ciao, beh non saprei proprio come riassumere questi ultimi 12 anni in una presentazione che non risulti noiosa… Posso solo presentarmi dicendo che noi siamo gli Abysmal Grief, e componiamo musica per persone che come noi sono fortemente attratte da tutto ciò che è senza vita.

Il vostro nuovo lavoro si chiama “Abysmal Grief”, ci raccontate di lui?
R.G.) L’album “Abysmal Grief” è formato da canzoni scritte in un arco di tempo piuttosto lungo, all’incirca dal 1999 al 2003, e che ho deciso di raggruppare in un unico lavoro per le forti affinità concettuali che le legano, essendo tutte incentrate prevalentemente sui rapporti medianici. La versione cd contiene anche il mini LP “Mors Eleison” uscito nel 2006 per la I Hate Rec. Al momento ha ricevuto un ottimo consenso da pubblico e stampa specializzata, e siamo soddisfatti dell’obiettivo raggiunto, nonostante gli innumerevoli problemi in fase di produzione e il grande ritardo con cui è stato pubblicato.

Vi formate nel 1995, con un nome differente e con un genere differente, cosa non ha funzionato in quel progetto che è durato appena un anno?
R.G.) Prima di formare gli Abysmal Grief ognuno di noi ha avuto modo di suonare in qualche gruppo insieme ad amici o compagni di scuola, ed io avevo creato una band dal nome Ahriman insieme a membri di Hastur e Sacradis, ma non abbiamo mai registrato nulla. Il progetto Abysmal Grief lo avevo in mente già da quegli anni ma il gruppo vero e proprio si è concretizzato solo con l’arrivo di Labes C.Necrothytus alla fine del 1996 e con la registrazione del demotape “Funereal” a cavallo tra il ’97 e il ’98.

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In diverse interviste e nella vostra biografia ho letto che portate avanti un discorso filosofico-esoterico basato soprattutto sul culto della Morte, inserendolo in un contesto musicale legato alla tradizione doom italiana a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Come è nato questo interesse e perché l’esigenza di trasformarla in musica?
R.G.) Da sempre mi sono sentito attratto dai cimiteri e da tutto ciò che in qualche modo aveva a che fare con la sfera del Sovrannaturale, ed è risultato del tutto normale il ritrovarmi a voler esprimere attraverso dei suoni le immagini che la mia mente era solita creare in particolari momenti di depressione, solitudine o alterazione “indotta”. Il fatto poi che il nostro genere musicale si rifaccia a un particolare filone è del tutto casuale e deriva, penso, dalla mia predilezione verso il Dark, il Doom, e tutto ciò che trasmette un senso di lentezza e solennità.

In un’intervista hai risposto che non vi sentite per niente religiosi, se non sbaglio. Però in due dei brani che compongono “Abysmal Grief”, ed esattamente "The Necromass: Always They Answer", e "Requies Aeterna", troviamo inserite delle preghiere in latino. Come mai?
R.G.) Infatti non abbiamo nulla a che fare con nessun dogma religioso. L’estrapolazione di cerimoniali tipicamente “cristiani” è dovuto al fatto che considero alcuni momenti della liturgia cattolica estremamente sinistri e con una forte componente ammonitiva, specie quando espressi attraverso l’uso del latino. E il fatto di aver avuto come “cerimoniere” su “The Necromass..” Mario Di Donato, ha reso il tutto ancora più solenne.

Oltre all’esoterismo e al culto della Morte, che altri interessi confluiscono nella vostra musica e nei vostri testi?
R.G.) La maggior parte delle nostre composizioni risente di sicuro di una forte influenza esoterica, ma ritengo altrettanto fondamentale la componente Horror, anche se forse molto più marcatamente in passato che non nelle ultime composizioni.

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Quali gruppi vi hanno maggiormente influenzato durante la vostra carriera?
R.G.) E’ innegabile per noi l’influenza dei Death SS del periodo Sylvester/Chain, oltre che di tutti i grandi nomi della tradizione musicale esoterica italiana, specialmente Jacula e Mortuary Drape.

Come descrivereste la vostra musica a una persona che non vi ha mai ascoltato?
R.G.) In genere noi ci definiamo sbrigativamente “Horror Metal”, dato che non ci piace usare troppe parole per spiegare la nostra musica.

Riuscite a portare la vostra musica dal vivo, o meglio a portare la stessa atmosfera e le stesse emozioni che trasmettete con un cd o lp dal vivo?
R.G.) Direi il più delle volte sì, anche perché non abbiamo la smania di suonare per forza dal vivo in contesti che potrebbero non prestarsi alle nostre esigenze “scenografiche”, quindi le poche volte che decidiamo di fare un concerto è perché siamo piuttosto sicuri del luogo, dell’organizzazione e del tipo di audience che incontreremo. Non ci interessa assolutamente farci pubblicità per forza, rischiando di snaturare il nostro impatto e soprattutto il nostro messaggio.

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C’è qualche personaggio italiano con cui suonereste volentieri?
R.G.) Per amicizia e “affinità” tematiche di sicuro i Mortuary Drape, magari facendo qualche data fuori dall’Italia dove abbiamo da anni un buon seguito. Oppure anche con gente come Antonius Rex, Bulldozer, Devil Doll, Evol, ma sarà piuttosto improbabile che ciò accada…

Cos’è la musica, in particolare il doom, per voi?
R.G.) Il modo più naturale e diretto con cui esprimiamo la parte spirituale di noi stessi che altrimenti rimarrebbe sopita nello squallore delle nostre vite.

Come nasce un vostro brano?
R.G.) In genere da miei riff di chitarra o da un giro di tastiera di Labes, su cui poi si struttura l’intero evolversi del pezzo. In ultimo scrivo io il testo, e quindi ci si ritrova per provarlo tutti insieme e per gli eventuali arrangiamenti.

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Ci sono differenze sostanziali tra l’ultimo “Abysmal Grief” e i precedenti lavori? O sono un filo unico?
R.G.) Non credo ci siano differenze sostanziali tra i nostri vari lavori. Forse una qualche maturazione sul lato prettamente musicale in questi anni c’è stata, ma l’aura che traspare dal nostro ultimo disco è esattamente la stessa che puoi avvertire ascoltando il primo demotape.

Ho letto da diverse parti che venite descritti come “menagrami” a causa del vostro interesse e del vostro vestiario, non vi da fastidio questa definizione?
R.G.) Si, in effetti qualcuno mi ha già fatto qualche commento simile! Se è questo ciò che si avverte, vuol dire che qualcosa del nostro messaggio comunque è arrivato, e il prossimo album (che ci stiamo accingendo a registrare nei prossimi mesi) non si discosterà poi molto da questa definizione, a cominciare dal titolo: “Misfortune”.

Progetti per il futuro?
R.G.) In queste settimane dovrebbe finalmente uscire su Horror Rec. la ristampa in picture disc del 7” “Hearse”, e più in là uno split 7” Abysmal Grief/Denial of God. Inoltre, come ti ho già annunciato, nei prossimi mesi ci dedicheremo alla registrazione del secondo disco, che mi auguro uscirà entro il 2009. Il prossimo autunno inoltre ci dedicheremo a suonare un po’ dal vivo, sempre che non ci capiti nulla di particolarmente avverso.

Vi ringrazio per la vostra disponibilità e lascio a voi la conclusione dell’intervista. Potete dire tutto quello che volete.
R.G.) Ne approfitto solamente per ringraziarti dell’interesse dimostratoci. In Morte.

Ultimo aggiornamento ( domenica 31 agosto 2008 )
 
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