Home Page arrow Recensioni arrow METAL RELIGION SUMMER FESTIVAL 2007 
Recensioni

METAL RELIGION SUMMER FESTIVAL 2007


Luogo: POMEZIA
Data concerto: 12-13-14/07/2008
Location: LA LUCCIOLA PUB
Ringraziamenti: Metal Religion e La Lucciola Pub
Website
Scritta da: FIMBULVERT
Recensione:
METAL RELIGION.COM SUMMER FEST 12-13-14 luglio 2007

PRIMA SERATA 12 luglio

Giovedì 12 luglio, prima serata del primo Metal Religion – Summer Fest, in quel di Pomezia presso “La Lucciola Pub”, il clima è quello di una grande festa tra amici, in uno spazio all’aperto tra tavolini, sedie e ombrelloni, troviamo il palco allestito dall’allegra brigata che da vita al Metal Religion.com.

JUSTICE DENIED
I primi a salire sul palco, ed è la loro prima volta, sono i giovanissimi “Justice Denied”, che superati i primi problemi tecnici e la logica e inevitabile emozione sfoderano una prova abbastanza buona, tra pezzi loro e due cover “Fear of the dark” degli Iron Maiden e “Mirror mirror” dei Blind Guardian, la prima forse un po’ “sotto tono” rispetto alla prova generale, mentre nella seconda cover i nostri si fanno valere con un ottima prova del vocalist Andrea Rapini.
Nell’insieme se si considera la giovane età del gruppo e l’inesperienza live siamo di fronte ad un gruppo che maturando potrebbe dare belle soddisfazioni al metal italiano.

WINDROW
Se i “Justice Denied” sono apparsi emozionati, sicuramente i “Windrow” sono apparsi troppo sicuri di se, sfoderando si un ottima prova ma a volte troppo esagerata per la “fama” della band e per l’occasione. Ma sopratutto sembrava che l’esibizione fosse solo per i loro amici in prima fila e non per tutti i presenti.
I nostri sono fautori di un discreto power metal, ottima la prova del cantante e nell’insieme del gruppo, band già molto affiatata e preparata ma un po’ più di “umiltà” li aiuterebbe a fare il salto di qualità.
Un consiglio da un “vecchietto” del metal, il dire parolacce e bestemmie per tutto il concerto non serve a fare di voi una band metal, avete sicuramente altre qualità per dimostrarlo come la tecnica, a volte questo tipo di linguaggio sul palco dimostra insicurezza e da quello che ho visto non è il caso vostro.

PORTAL WAY
Solo una parola per descrivere la prova dei “Portal Way”, GRANDIOSA.
Avevo già avuto modo di apprezzare la bravura del gruppo durante la recensione del loro lavoro omonimo e vederli dal vivo è stata una conferma. Un gruppo che pare che suoni insieme da sempre, professionisti che nonostante la mancanza di ritorno sul palco hanno offerto una prova unica e veramente accattivante.
Una manciata di pezzi propri e due cover e un medley, splendidamente interpreti da tutto il gruppo, senza togliere nulla agli altri vorrei però poter segnalare la prova del batterista Omar Campitelli.
Dicevamo delle cover e del medley, cover dedicate al grande maestro del terrore italiano Dario argento con i brani Phenomena e Tenebre, mentre la medley ci ha offerto un interessante “mixaggio” tra “Smoke on the water” dei Deep Purple, “My Sharona” dei The Knack, “Final Countdown” degli Europe e altri estratti.
Un gruppo che meriterebbe sicuramente maggior apprezzamento da parte degli addetti ai lavori.

SENZA NOME
Chiude la prima serata la prova dei “Senza Nome” altro gruppo dedito ad un rock progressive molto particolare e sicuramente differente da quanto ascoltato nel lavoro che ho avuto il piacere di recensire tempo fa.
Il gruppo ha presentato tutti brani propri, tranne una cover dei PFM “E’ festa”, brani molto particolari tra un recitativo e un progressive d’altri tempi, per certi versi mi hanno ricordato qualcosa del gruppo siciliano dei Fiaba.
Ottima la prova del cantante/chitarrista Emanuele De Marzi, capace di passare da una drammatica recitazione a un cantato come quello di “E’ festa”.
Esibizione molto diversa da quella dei gruppi che li hanno preceduti, essendo quello dei Senza Nome uno spettacolo tra recitazione e musica, molto meno immediato rispetto a un normale concerto e bisognoso di un’attenzione maggiore da parte di un pubblico che ho visto un po’ “distratto”.
Comunque altro grande gruppo di cui possiamo andare orgogliosi.

CONCLUSIONI PRIMA SERATA
Lo staff di Metal Religion ha brillantemente superato il battesimo del fuoco e la prima serata proponendoci della buona musica, un ottimo ambiente ma soprattutto tanta amicizia e passione anche se i problemi tecnici non sono mancati, ma non hanno influito più di tanto sulla riuscita della prima serata, un solo piccolo appunto ma non allo staff ma a un gruppo musicale che non nomino, il quale dopo la propria esibizione ha pensato bene di disturbare la prova del gruppo successivo chiacchierando ad alta voce in vari capannelli di “band e crew”, suoni di clacson e altri rumori, un po’ più di rispetto per gli altri non guasterebbe.


SECONDA SERATA 13 luglio

Dalle melodie intriganti del progressive dei “Portal Way” e “Senza Nome” e dal metal dei “Justice Denied” e “Windrow” passiamo a tutt’altro genere e “potenza”.
Cambiata leggermente la strumentazione tecnica grazie al supporto dei “Agony of Flesh” e notevolmente migliorata la qualità sonora, si apre la seconda serata del Metal Religion – Summer Fest.

THE UNTOWARD
Gli “The Untoward” è la prima band a salire sul palco, gruppo a sei elementi, tra cui due vocalist Lorenzo Scaramella e Davide Caroccia, i quali ci propongono una mistura di thrash/death metal che purtroppo non riesce a conquistare più di tanto, anche l’uso delle due voci, che oltretutto la maggior parte delle volte sono simili (cantando tutte e due in growl o in una specie di rap metal, invece di usare la solita collaudata formula voce “clean”, voce “growl”), lascia piuttosto “sconcertati”.
Prova che oltretutto non è stata risparmiata da alcune “cadute” vocali e passaggi fuori tempo, dall’altra parte dobbiamo mettere la grande energia e la voglia di suonare che il gruppo lascia traspirare dalle loro esibizioni live a compensazione di ciò.
Se solo il gruppo riuscisse a trasformare la tanta energia in qualcosa di più “accattivante” e originale a livello musicale potremmo parlare di un buon band, per ora rimandati.

AGONY OF FLESH
L’esibizione più veloce dell’intero festival, tre brani propri ed una cover dei Sepultura dal titolo "Propaganda", è quello che ci ha offerto la band dei “Agony of Flesh”, dediti ad un discreto brutal metal, ma se è difficile giudicare un cd con pochi brani lo è ancora meno un esibizione live.
Comunque le prime impressioni sono quelle di un ottima band (se non sbaglio questa era la loro prima esibizione) molto affiatata e tecnicamente preparata, buona la prova del vocalist e nell’insieme di tutto il gruppo.
Aspetto di risentirli ad un prossimo concerto e con una scaletta più corposa per esprimere un giudizio “definitivo”.

JUST FROM HELL
Se i precedenti “Agony of Flesh” erano riusciti a migliorare qualitativamente il secondo giorno del festival il gruppo successivo lo porta verso la vetta più alta con una prova magistrale e perfetta.
I “Just from Hell” ci regalano un’oretta di moderno thrash metal con cover di Machine Head e Sepultura ma soprattutto finalmente troviamo una band che interagisce con il pubblico, scherzando con loro e coinvolgendolo nell’esecuzione dei brani.
Grande prova di tutto il gruppo, da tenere d’occhio.

MAELSTROM
Seppur penalizzati dalla mancanza di tempo, i “Maelstrom” riescono a regalarci un’eccezionale esibizione, con la loro proposta di thrash metal old school.
Nella classica formazione a tre, voce/chitarra, basso e batteria i nostri hanno sfoderato una prova veramente impressionante per tecnica e qualità, regalandoci anche una pregevole cover di un brano degli Anthrax.
Se ne avete l’occasione, non perdetevi i loro concerti, veramente bravi.

CONCLUSIONI SECONDA SERATA
E anche la seconda serata è finita e di nuovo, nonostante gli ormai inevitabili problemi tecnici, devo promuovere gli organizzatori del festival per la riuscita dell’evento e per la loro passione veramente senza eguali.

TERZA SERATA 14 luglio

Giornata dedicata alle cover band e discreto afflusso di pubblico, dovuto al fatto che fosse sabato ma soprattutto per l’interessante proposta musicale che ci riserva questa terza giornata di festival.

BLAZE OF FIRE
I primi ad aprire la serata è la cover band degli Iron Maiden periodo Blaze, occasione per sentire un po’ di brani della “vergine di ferro” e per vedere all’opera uno degli organizzatori dell’evento Pierluigi “Piggy”.
Che dire prova ottima del gruppo, ma superlativa dell’axewoman Francesca, una chitarrista veramente brava e tecnicamente preparata, discreta la prova di Pierluigi che forse paga un po’ la stanchezza dell’organizzazione dell’evento e un po’ di emozione, sugli stessi livelli gli altri musicisti, mi è apparso invece un po’ sottotono il batterista il quale non ha brillato particolarmente per “voglia di suonare”.
L’unico limite del gruppo è quello di dedicarsi a coverizzare solo un era degli Iron Maiden, quindi limitando ampiamente il loro repertorio, ma se la mia impressione è giusta, è quella di un gruppo che sta insieme per divertirsi più che per cercare il successo, va bene cosi, la passione è tanta, la voglia di suonare pure e quindi il divertimento per loro e per il pubblico è assicurato.

FUNERAL DRUNKS
E qui la cosa si fa seria, senza togliere nulla agli altri gruppi che hanno partecipato alle serate precedenti del Summer Fest, sale sul palco la tecnica e la bravura, i “Funeral Drunks” cover band dei Black Label Society.
Grandissima prova di tutto il gruppo che ci regalano i maggiori successi dei Black Label, impreziositi da una perla nel penultimo brano il duetto di Alex, vocalist dei Funeral Drunks con Massimiliano “rOzzy” Putrino dei Ozzman Cometh, spettacolo nello spettacolo.
Prestazione veramente perfetta come sarà quella dei successivi…

OZZMAN COMETH
Stesso discorso fatto per il gruppo che li ha preceduti, i “Funeral Drunks”, sale sul palco la tecnica e la bravura con il monicker di “Ozzman Cometh”.
Non ci sono parole per descrivere le emozioni, che il susseguirsi di brani, che hanno reso famoso il grande Ozzy, provocano nei fortunati presenti a questa serata, è un susseguirsi di successi stupendamente interpretati da questo grandissimo gruppo.
Prova eccelsa di tutti, grande vocalist (Massimiliano “rOzzy”) che in certi passaggi per impostazione vocale riesce a ricordare l’originale Ozzy, maestosa prova del axeman Roberto “Randy” Cacucci, prestazione più che perfetta, e prestazione ottima di tutti gli altri.
S’inizia subito alla grande con “Bark at the moon”, “Believe”, “Mr. Crowley” (dove “Randy” non fa rimpiangere la prematura scomparsa di Randy Rhoads) e “Iron man”. Dopodiché “rOzzy” restituisce il favore chiamando sul palco il cantante dei “Funeral Drunks” per un duetto da brividi.
Altra manciata di brani tra cui “Mama, I'm Coming Home”, “No more tears” e “Crazy train” dove abbiamo il piacere di ascoltare in duetto con “rOzzy” colei che già ci aveva emozionato con la sua chitarra, Francesca dei “Blaze of Fire”.
Il grande finale ci offre un cambio di bassista al posto di Maurizio “Pick” Patrignanelli sale sul palco una parte di storia del metal romano e non Sergio GZR per uno splendido finale lasciato alle note indimenticabili di “Paranoid”.
Che dire… questo è metal.

CONCLUSIONI TERZA SERATA
Il Summer Fest è migliorato, come il buon vino che invecchia, nel corso delle tre serate arrivando quasi a sfiorare la perfezione nella terza e conclusiva, offrendoci tre esibizioni indimenticabili per la bravura dei gruppi e per la musica proposta.

IL LOCALE
Non conoscevo “La Lucciola Pub” e il primo impatto è stato come quello di entrare in famiglia, cordialità e simpatia abbinati a un’ottima cucina ne fanno un grande locale.
Dotato di un ampio spazio esterno (dove si è svolto il festival) e di un accogliente interno con un piccolo palcoscenico per eventuali esibizioni, se capitate dalle parti di Pomezia (Via del Mare 199) fermatevi a mangiare un boccone o a bere della buona birra ne resterete entusiasti.
Un ringraziamento da Metal Zone e da Istinti Musicali a Sandrino (gestore del locale) e a Fabrizio per la loro cortesia e disponibilità.

CONCLUSIONI
Complimenti allo staff di Metal Religion.com per l’organizzazione dell’evento, per la loro grande cortesia e amicizia, ma soprattutto per la loro grande passione per il metal.
Non posso che augurargli di proseguire per molti e molti anni con questa iniziativa e con tutte le altre che gli verranno in mente con un successo sempre maggiore, ma con una sola richiesta che rimangano “genuini” come lo sono stati in questi tre giorni, che la loro passione non sia mai prevaricata da un eventuale guadagno e che sia sempre più una “serata tra amici” che un “festival blasonato”.
Queste sono le persone che possono fare del bene al metal, persone che mettono la passione innanzi a tutto, per me è stato come ritornare alle origini, agli anni ottanta dove chi faceva metal era amico e si aiutava, mentre (purtroppo) attualmente trovo sempre più menefreghismo e voglia di guadagno.
E queste sono le iniziative che servono in città come Roma, dove c’è poco spazio per gruppi emergenti soprattutto se dediti a un determinato genere, l’heavy metal.
Da parte nostra, come webzine, siamo e saremmo sempre disponibili nello sostenere queste iniziative.
Complimenti di nuovo e alla prossima.

Per le foto vi rimando al sito di Metal religion.com
0
Rate now:   0
Scheda aggiunta il: 2008-08-03 09:12:40    Visite: 72
RSS Feeds