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SLAYER

SLAYER
WORLD PAINTED BLOOD
Etichetta: SONY MUSIC
Anno di uscita: 2009
Genere: THRASH METAL
Voto: 70/100
Supporto: CD
Nazione: STATI UNITI
Data recensione: 2009-11-15
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Scritta da: VLADH
Recensione:

Il pubblico degli Slayer si è sempre diviso in due fazioni ben distinte: chi li ama alla follia e non li discuterebbe nemmeno sotto tortura e chi invece li addita di scarsa fantasia ed eccessiva monotonia. Sgombriamo subito il campo da eventuali equivoci: chi scrive fa senz’altro parte della prima. Dipendesse da me li santificherei tutti e quattro seduta stante, ma il “lavoro” di recensore prevede di mettere in secondo piano il fanatismo per prediligere l’obiettività ed è quello che cerchero’ di fare.”World painted blood” è un disco che tutti attendevano con ansia, sin da quando la band diede in pasto ai fan il singolo “Psychopathy red” e devo dire che l’album  non le delude assolutamente, visto che ci troviamo di fronte ad un buon prodotto, che soddisfa sotto ogni punto di vista.

In questo disco sono presenti un po’ tutti i tratti distintivi degli Slayer: ci sono bordate intrise di violenza che colpiscono con furia cieca come “Unit 731”, ”Snuff” e la già citata “Psychopathy red”, alternate ad altre composizioni dal retrogusto hardcoreggiante come la title track (che scommetto ascolteremmo vita natural durante ogni prossimo show dal vivo della band) e “Hate worldwide”.

Non mancano nemmeno i pezzi cadenzati ed oscuri ai quali ci hanno abituato si dai tempi di “South of heaven” e quindi eccovi “Beauty through order” e “Playing with dolls”, che precede la terremotate conclusiva “Not of this god”, altro pezzo impostato su tempi veloci.

Non ci troviamo di certo di fronte ad un capolavoro e alcuni pezzi come “Human strain” e “Americon” non mi hanno convinto per niente, ma devo dire che gli Slayer hanno saputo mantenersi su buoni livelli, superiori sicuramente al predecessore “Christ illusion”.

La performance dei musicisti è sempre impeccabile: King e Hanneman macinano riff e solos di rara rabbia e precisione, Araya sputa come al solito tutto il suo odio in faccia al mondo intero e Lombardo è la solita garanzia dietro alle pelli. Forse si poteva fare qualcosa di meglio a livello di produzione, ma va bene cosi, perché 'sto disco è la solita mazzata “made in Slayer” che fa godere e basta.

Ripeto: non è certo un capolavoro e chi si aspettava un nuovo Reign in blood probabilmente rimarrà deluso, ma alla fine questo è un gruppo che il meglio di se lo ha già dato anni orsono ed è impensabile e stupido pretendere che si diano ancora alle stampe capolavori simili al giorno d’oggi. I detrattori dal canto loro continueranno a dar loro addosso tacciandoli di ripetitività ma sapete cosa vi dico? Chissenefrega se sono ripetitivi, questi a cinquant’anni suonati spaccano ancora tutto e insegnano alla maggior parte dei gruppi di metal estremo a stare al mondo (soprattutto in sede live), continuando il loro cammino all’insegna della coerenza e dell’intransigenza fregandosene di tutto e tutti, al contrario dei colleghi che anni fa hanno sputato nel piatto nel quale avevano sempre mangiato, salvo poi tornare anni dopo a suonare heavy metal (con risultati risibili) solo perché faceva comodo e che i detrattori di cui ho parlato sopra hanno esaltato manco fossero dei messia, senza accorgersi che un’attitudine e una ferocia come quella degli Slayer se la sognano.

Bene, questo è quello che di meglio gli Slayer hanno da offrire al giorno d’oggi, prendere o lasciare. Sperando che non sia davvero l’ultimo disco della band (roba da andare in giro col lutto al braccio per un anno intero!!!) come accennato da Araya in qualche passata intervista, godetevi questo “World painted blood” e vi renderete conto che questi quattro non hanno davvero rivali quando si tratta di tramutare furia e odio in musica.

I migliori. Oggi come sempre.


Tracklist:

01. World painted blood
02. Unit 731
03. Snuff
04. Beauty through order
05. Hate worldwide
06. Public display of dismemberment
07. Human strain
08. Americon
09. Psychopathy red
10. Playing with dolls
11. Not of this god


Lineup:

Tom Araya: bass and vocals
Kerry King: guitars
Jeff Hanneman: guitars
Dave Lombardo: drums

7
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Scheda aggiunta il: 2009-11-15 10:49:49    Visite: 167
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