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GRIMLORD
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GRIMLORD DOLCE VITA SATH-AN-AS Etichetta: AUTOPRODOTTO Anno di uscita: 2009 Genere: HEAVY METAL Voto: 45/100 Supporto: CD Nazione: POLONIA Data recensione: 2009-11-15 Website Scritta da: VLADH Recensione: Alla fine dell’ascolto di questo cd non sapevo se ridere o piangere e la voglia di lanciarlo dalla finestra tipo freesbee era tanta. Poi l’ho riscoltato ancora un po’ di volte e quella voglia invece che scemare è aumentata a dismisura. Gruppo abbastanza curioso questi Grimlord, terzetto polacco autore di un heavy metal abbastanza canonico, nel quale spiccano bervi momenti riconducibili al black metal (se non altro per l’uso dei blast beats) e qualche riff vagamente thrash. Il disco non parte male, anzi…la title track si fa anche apprezzare, cosi come le successive “When the heads are going down” e “Oh,ma king!”, pezzi tutto sommato niente male, contraddistinti da un buon lavoro di chitarre soliste e soprattutto da una gran prova del batterista, che dimostra di essere davvero un asso. Qua però comincia il brutto: il cantante è osceno, persino io quando canto sotto la doccia potrei fare la figura del Pavarotti di turno al suo confronto e in un genere come l’heavy metal classico avere una gran voce è assolutamente necessario. Ma la cosa più sconcertante è che i brani in cantato finiscono qua, visto che i restanti sei sono tutti strumentali (!!!). Ora, io non so quali siano i gusti di chi legge, ma per me è una cosa improponibile questa, soprattutto se i pezzi sono di una noia mortale e non lasciano intravedere alcun tipo di talento e qualità, facendo la figura di “colonne sonore da videogioco”. Altra cosa pazzesca è che dopo le prime tre tracce, suonate e prodotte in maniera perlomeno decente, negli altri pezzi, a partire da “Shade of wrath angels” la produzione cambia completamente, facendosi molto più scarna e meno curata, risultando di poco impatto e con dei volumi bassissimi se rapportata a quella delle canzoni poste in apertura. Altro particolare che ho notato poi è la prova del batterista in questi 6 pezzi strumentali. I casi sono due: o il buon Lukass si è involuto tutto d’un botto o questa è una drum machine, cosa che reputo alquanto probabile soprattutto per la qualità dei suoni dello strumento. Ora ditemi voi che senso ha un disco del genere. Tanto valeva fare un mini di tre pezzi (tra l’altro tutti largamente sufficienti), piuttosto che riempire l’abum con composizioni strumentali che all’ascoltatore più attento risulteranno sicuramente incomplete, somiglianti in maniere preoccupante a quei rough mix che le band preparano al pc prima di entrare in studio a registrare. Questo album è una presa in giro e se avessi speso dei soldi per acquistarlo avrei preso immediatamente il primo volo per la Polonia per farmi rimborsare da questi tre. Non compratelo mai. E se ve lo dovessero regalare, usatelo come sottobicchiere. Tracklist:
01. Dolce vita Sath-an as Lineup:
Barth la Picard: guitars,vocals synth ![]()
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| Scheda aggiunta il: 2009-11-15 10:34:57 Visite: 72 |
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